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Immobiliare in crisi in Italia nel 2023

Prosegue la tendenza negativa del settore immobiliare in Italia. Dopo un calo del 2% circa registrato negli ultimi tre mesi dello scorso anno rispetto allo stesso periodo del 2021, il primo trimestre del 2023 si è chiuso con un ulteriore diminuzione dell’8% circa.

Come sarà il mercato immobiliare nel 2023?

Secondo una ricerca condotta da Abitare Co., società di intermediazione immobiliare, basandosi sull’analisi dell’Osservatorio sul Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate il calo maggiore interessa i comuni di capoluogo rispetto alle altre città. Su base territoriale si rileva la maggior diminuzione nel Nord Ovest (-12% circa) mentre l’unico segno più, riferibile invece ai non capoluoghi, si osserva nelle Isole (+2%). Le città metropolitane più colpite sono Bologna (-24% di transazioni) e Milano (-23%). Andamento negativo anche nelle altre realtà metropolitane come Roma (-10% circa), Firenze (-9%) Torino e Napoli (entrambe -7%).

Il settore immobiliare sta attraversando un periodo di grande incertezza con proiezioni in calo del 10% per il 2023. Anche secondo l’Associazione dei Notai Italiani l’immobiliare subirà un calo significativo nell’anno in corso: un’inversione di tendenza rispetto agli anni passati quando il settore ha registrato una forte crescita.

Affitti cresciuti del +2% in un mese

Tra i fattori determinanti, l’aumento del costo delle case, che rende complicato l’acquisto della casa per molte persone. Gli affitti sono in costante crescita con un aumento del 2% circa in un mese (maggio su zprile) mentre i prezzi di vendita nello stesso periodo crescono dello 0,3%. Rispetto allo scorso anno gli affitti sono aumentati del 7% a livello nazionale mentre i prezzi di vendita sono cresciuti del 3% circa arrivando a oltre 2.100 euro al mq. Milano si conferma la città italiana più cara, seguita da Bolzano e Firenze.

Il rialzo dei tassi, assieme a nuovi elementi di carattere macro, quali l’instabilità geopolitica e i suoi impatti sull’economia mondiale, l’attuale tendenza inflazionistica e la paura di una possibile recessione, frenano il mercato immobiliare dopo anni di crescita continua. Il deciso aumento dei tassi di interesse si riflette in un evidente calo del potere di acquisto da parte delle famiglie italiane.

Potere d’acquisto delle famiglie in calo del 20%

In base a determinati calcoli infatti i nuovi richiedenti, a parità di entrate devono oggi confrontarsi con una riduzione del proprio potere di acquisto abitazione di oltre il 20%. Di fronte a questo scenario la scelta per molte famiglie diventa quella di rinviare l’idea di comprar casa. Soprattutto per il rilevante segmento di mercato degli under 36 che continuano a ridurre il loro peso sul totale dei richiedenti mutuo.

Secondo il Crif per la ripartenza delle domande in forte flessione del -23% sul 2022 e del -24% sul primo trimestre 2023 sarà indispensabile che i nuovi mutuatari individuino condizioni più vantaggiose, soprattutto in ambito prospettive di crescita economica e in ambito prezzi dell’immobiliare e mutui casa. In quest’ottica, la proroga sino al 30.06.2023 delle agevolazioni Fondo di Garanzia Prima Casa Consap e la promozione da parte di principali istituti di credito di nuove offerte mutuo dedicate ai più giovani con durate sino ai 40 anni  rappresentano  un primo incentivo alla ripresa della domanda in generale.