L’Assemblea di Previndai ha inaugurato una nuova fase per il Fondo pensione complementare dei dirigenti industriali, nominando gli organi di amministrazione e controllo che guideranno il Fondo nel triennio 2026-2029. Il Consiglio di amministrazione, insediato il 9 giugno, ha scelto come presidente Francesca Brunori e come vicepresidente Giuseppe Straniero, confermando la volontà di coniugare competenze tecniche e conoscenza profonda del sistema della previdenza integrativa.

Aggiungi Economy Magazine come fonte preferita su Google!

Brunori, direttore dell’Area Credito e Finanza di Confindustria, porta in dote una lunga esperienza sui dossier finanziari e nel rapporto tra imprese, banche e mercato dei capitali. Siede nel consiglio di amministrazione di Banca del Fucino ed è presidente del Comitato Agevolazioni di Mediocredito Centrale, dopo essere stata, tra gli altri incarichi, nel board di Banca Akros e di Fondo Italiano d’Investimento Sgr. Il suo profilo è intrecciato da tempo con la storia di Previndai, dove ha già ricoperto i ruoli di presidente, vicepresidente e consigliere: una continuità che consente al Fondo di affrontare una fase complessa dei mercati con una guida che conosce molto bene meccanismi interni e aspettative degli aderenti.

Accanto a lei, nel ruolo di vicepresidente, c’è Giuseppe Straniero, avvocato specializzato in diritto sindacale, del lavoro e della previdenza. È stato presidente di Previndai nel mandato 2023-2026 e consigliere tra il 2014 e il 2017, oltre ad aver seguito per Federmanager Roma l’area previdenziale e aver seduto nei board di fondi di categoria come Assidai e Fasdir.

Il nuovo consiglio di amministrazione è composto da dodici membri, designati in modo paritetico dalle parti istitutive Confindustria e Federmanager, a conferma della natura bilaterale del Fondo. Oltre a Brunori e Straniero ne fanno parte Enrico Carnevale Miino, Giovanna Fantino, Mauro Fava, Gianni Filippa, Massimo Giusti, Santino Gronda, Paolo Parrilla, Carlo Ricchetti, Marco Rughetti e Francesco Somma. Una squadra che combina profili industriali, manageriali e finanziari, chiamata a governare oltre 16 miliardi di patrimonio in una fase di forte volatilità dei mercati e di crescente sensibilità degli iscritti rispetto ai rendimenti e alla solidità degli enti previdenziali.

Sul fronte dei controlli, il Collegio dei sindaci sarà guidato da Paola Perrone, dottore commercialista e revisore contabile con una consolidata esperienza nei sistemi di amministrazione, finanza e controllo. Ha ricoperto incarichi analoghi in ambito Federmanager, Previndapi, Vises Onlus e in società come Praesidium e Assidai. Con lei siedono nel Collegio Giovanni Battista Dell’Amico, Giangaetano Bissaro, Gennaro Esposito, Vanja Romano e Roberto Serrentino. Il rafforzamento della funzione di vigilanza interna appare particolarmente rilevante in un contesto regolatorio che chiede ai fondi pensione standard sempre più elevati in termini di trasparenza, gestione dei rischi e tutela degli aderenti.

La macchina operativa del Fondo resta affidata al direttore generale Oliva Masini, chiamata a tradurre gli indirizzi del board in scelte gestionali concrete: dalla selezione dei gestori finanziari all’evoluzione dell’offerta di comparti, dalla relazione con le imprese associate alla comunicazione verso i circa 90.000 iscritti.

Rivolto ai dirigenti delle aziende industriali il cui rapporto di lavoro è regolato dal contratto collettivo Confindustria–Federmanager, il Fondo dispone di quattro comparti di investimento – Assicurativo, Prudente, Bilanciato e Sviluppo – cui si affiancherà a breve un profilo LifeCycle pensato per accompagnare automaticamente l’iscritto lungo le diverse fasi della vita lavorativa, modulando il rischio man mano che ci si avvicina alla pensione. La nuova governance eredita un Fondo che negli anni si è distinto per la qualità degli investimenti e per un indicatore sintetico dei costi tra i più contenuti del sistema italiano.