di Federica Baioni
“Il welfare come pilastro e modello sociale, oltre che tratto essenziale della stessa cittadinanza, tuttavia regole e equilibri raggiunti non sono garantiti in astratto e necessitano di continuo adeguamento e rafforzamento rispetto ai cambiamenti della società”. Con queste parole il Capo di Stato Sergio Mattarella ha aperto conn messaggio a Roma il Forum “Welfare Italia 2024” promosso e organizzato da Gruppo Unipol con la collaborazione di The European House – Ambrosetti (TEHA). E mentre il governo discute sulla nuova manovra sono molti i temi sul tavolo, uno su tutti: la prevenzione, che consente di anticipare e ridurre una serie di patologie con un effetto positivo sui costi complessivi del Servizio Sanitario Nazionale liberando risorse da impiegare nei grandi interventi e nelle emergenze. Tuttavia, solo l’8% della spesa sanitaria pubblica è destinato alla prevenzione. Questo in sintesi quanto emerso dall’incontro odierno tra istituzioni e professionisti.
Al centro del dibattito: la spesa in welfare in Italia che risulta sbilanciata sulla «gestione del presente» con una quota complessiva sulla spesa totale del 78,9% (6,1 punti percentuali più alto rispetto alla media europea). Di contro, la spesa dedicata alla «costruzione del futuro», ovvero gli investimenti per le nuove generazioni e la prevenzione pesano solo per il 21,1% sulla spesa totale di welfare (inferiore di 6,1 punti percentuali rispetto alla media europea). L’Italia è chiamata a reclutare tra 250mila e 440mila tra infermieri, medici e docenti e un ruolo chiave è rappresentato dallo sviluppo di adeguate competenze, in primis attraverso il ricorso a modelli di formazione continua.
Altro punto su cui si è discusso in maniera approfondita il divario tra Nord e Sud del Paese. Il Welfare Italia Index: nel 2024 aumenta la divisione tra Nord, Centro e Sud nella capacità di risposta dei sistemi di welfare regionali: l’amministrazione territoriale con il punteggio più elevato è la P.A. di Trento (79,7 punti), seguita dall’Emilia Romagna (79,5 punti) e dalla P.A. di Bolzano (78,5 punti).
Ma vediamo quali sono le priorità di azione per il welfare italiano:
1. Introdurre una normativa dell’ambito della Long Term Care – collegata ai Fondi pensione – che ne promuova la diffusione come strumento di contrasto alla non autosufficienza e alle dinamiche demografiche del Paese.
2. Definire un piano strategico sulla formazione delle competenze del welfare che focalizzi il cambiamento indotto dall’evoluzione tecnologica e digitale.
3. Creare un punto di accesso unico digitale per i servizi di welfare come obiettivo di digitalizzazione del Paese.
















