Prevenzione, diagnosi e curatutto ruota sull’innovazione
SYNAPSE 3D è il software per l’elaborazione dell’imaging medicale e costituisce uno strumento per il supporto alla lettura, interpretazione e refertazione

«Ci stiamo impegnando per contrastare la pandemia Covid-19 attraverso la prevenzione, la diagnosi e la cura, facendo leva sulle nostre risorse, sul talento e sulle tecnologie che abbiamo accumulato e acquisito nel corso di molti anni». In prima linea contro il coronavirus non ci sono solo ospedali, centri di ricerca e case farmaceutiche: ci sono colossi come quello guidato da Yoshiki Kimura, Presidente e Managing Director di Fujifilm Italia. Un brand che i più legano ancora soltanto a pellicole fotografiche e fotocamere istantanee, ma che in realtà negli ultimi anni è salito alla ribalta da protagonista come azienda healthcare ad alto tasso di innovazione, attiva tanto sull’imaging diagnostico quanto sullo sviluppo e produzione di farmaci biotecnologici, passando (come se non bastasse) per l’intelligenza artificiale. «Ad esempio, in Italia, Fujifilm ha applicato una tecnologia di AI che può essere utilizzata nel campo dell’imaging medico», spiega a Economy Yoshiki Kimura, che guida la filiale italiana da settembre 2019.

A quale tecnologia si riferisce?

Alla tecnologia REiLI, l’intelligenza artificiale di Fujifilm. Grazie a REiLI, i medici possono ottimizzare la velocità e l’accuratezza della loro diagnosi di Covid-19 e monitorare la diffusione della malattia (ndr: vedi infografica caso Asst Vimercate nella pagina a fianco). Ma non è l’unica: Fujifilm fornisce la piattaforma Synapse 3D, che consente un’analisi quantitativa più rapida e oggettiva dell’insorgenza di Covid-19 e supporta i radiologi nel monitoraggio e nello studio dell’evoluzione della malattia. Inoltre, forniamo dispositivi diagnostici mobili che aiutano i radiologi ad assistere i pazienti costretti a letto. È stato un periodo di incredibile partecipazione alle esigenze dei nostri clienti. E lo è ancora.

In che senso?

Dall’inizio della pandemia, abbiamo istituito una task force in grado di sostenere il carico di lavoro supplementare in radiologia e nei reparti ospedalieri. Abbiamo intensificato il supporto sulle apparecchiature radiologiche e adattato alcune delle nostre soluzioni informatiche alle nuove esigenze del paziente Covid-19. Abbiamo inoltre dotato alcuni clienti di letti per la terapia pre-intensiva e di strumenti per il point-of-care. Gli ospedali si sono rapidamente trasformati in strutture dedicate all’accoglienza e al trattamento del nuovo paziente Covid, con un percorso imprevedibile, per questo motivo siamo sempre stati a disposizione dei nostri clienti. Abbiamo imparato molto da questa pandemia. Abbiamo messo a frutto il nostro spirito “Never Stop” in modo concreto e per una causa importante. Continueremo a farlo, in un’ottica di collaborazione, alla ricerca di nuove soluzioni tecnologiche e di nuove idee.

Senza andare troppo lontano, l’abbiamo visto a Pisa, proprio con la diagnostica 3D.

Il “modello Pisa”, come ormai viene chiamato in tutto il mondo, nasce da una stretta collaborazione tra Fujifilm Italia e l’Ospedale Universitario di Pisa in un momento in cui le operazioni ospedaliere erano state stravolte dalla diffusione del Covid-19. Il modello, che prevede un’elaborazione semplice, veloce e riproducibile delle immagini Tac e risonanze, permette di valutare lo stato dei polmoni attraverso il software di elaborazione Synapse 3D. L’utilizzo di Synapse 3D si è rivelato decisivo: le informazioni, utilizzabili dai vari specialisti coinvolti, permettono di comprendere lo stato di salute polmonare e di individuare tempestivamente il percorso da seguire per gestire i ricoverati ed evitare il sovraccarico di terapie intensive. Con Synapse 3D è stato creato un vero e proprio protocollo di emergenza: la procedura per chi si presenta al pronto soccorso con sospetto di Covid-19 è prima di tutto il test Pcr, poi, in attesa dei risultati del test, il paziente viene sottoposto a una Tac. Synapse 3D analizza l’immagine e produce un output che permette di valutare la densità polmonare e quindi il livello di criticità del paziente.

Un’innovazione nata sul campo.

Con Synapse 3D, il reparto di radiologia ha messo a disposizione i suoi strumenti a supporto del pronto soccorso e dei reparti di terapia intensiva, pneumologia e malattie infettive, a beneficio non solo dei medici e del sistema sanitario, ma soprattutto dei pazienti. La configurazione di Synapse 3D, avvenuta in pochi giorni sulla base di alcune raccomandazioni e linee guida pubblicate dalla Sirm (Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica), ha permesso di adottare un metodo di lavoro che potrà essere utilizzato anche in futuro, una volta superata l’emergenza Covid.

Intanto stiamo attendendo il vaccino. Fujifilm è stata da subito in prima linea.

Abbiamo diverse iniziative in corso. Fujifilm Diosynth Biotechnologies (Fdb), in particolare, produrrà su larga scala una componente farmacologica per un candidato vaccino Covid-19 per il governo del Regno Unito presso la sua sede di Billingham, ne sta già producendo una con Novax  in North Carolina e a breve inizierà a produrre la componente farmacologica per i candidati al vaccino presso la sua sede in Texas, grazie anche al supporto finanziario degli Stati Uniti all’espansione dell’impianto di produzione nell’ambito dell’Operation Warp Speed (Ows). In Giappone, invece, Fujifilm ha siglato un contratto di produzione con la società di biotecnologia Vlp Therapeutics Japan Llc per il suo vaccino Covid-19. Fujifilm utilizzerà i suoi impianti e le sue infrastrutture per la produzione di nanoparticelle lipidiche, un tipo di tecnologia Drug Delivery System, per gestire le operazioni relative alle formulazioni del vaccino Covid-19 di Vlp Therapeutics, dallo sviluppo del processo alla produzione per gli studi clinici.

E poi c’è Avigan…

Infatti. Fujifilm Toyama Chemical (Fftc) sta portando avanti la sperimentazione clinica del farmaco antivirale antinfluenzale Avigan Tablet su Covid-19 sia in Giappone che negli Stati Uniti, e sta incrementando la produzione in risposta alle esigenze del governo giapponese e di altri Paesi. L’endpoint primario è stato raggiunto nella fase 3 dello studio clinico – l’ultima verifica prima dell’entrata in commercio del farmaco, ndr – condotto in Giappone. In queste settimane Fftc, a seguito dell’analisi dettagliata dei dati positivi originati dal trial, ha ottenuto l’autorizzazione ad includere indicazioni sulla somministrazione e il dosaggio di Avigan nei casi di Covid-19. Non solo: in collaborazione con la Dr. Reddy’s Laboratories Ltd., una società farmaceutica globale con sede in India, e con Global Response Aid (Gra), un fornitore globale di forniture mediche e prodotti farmaceutici, Fujifilm Toyama Chemical sta lavorando per accelerare lo sviluppo e la fornitura per la diffusione globale di Avigan. Inoltre, Fujifilm Diosynth Biotechnologies sta collaborando con il Covid-19 Therapeutics Accelerator, l’iniziativa lanciata da Bill & Melinda Gates Foundation, Wellcome, e Mastercard, nello sviluppo e nella produzione di terapie contro il Covid-19.

Dalla collaborazione con l’Ospedale Universitario di Pisa è nato un nuovo modulo del software di elaborazione immagini Synapse

Ma a emergenza superata, tutta questa innovazione non finirà in un cassetto: ci sono altre patologie in attesa di cure.

Anzi: Fujifilm sta cercando di diventare una società che possa creare un reale cambiamento. L’azienda ha fornito alla società prodotti innovativi, uno dopo l’altro, in vari campi, con un’ampia varietà di tecnologie uniche, tra cui la nanotecnologia, la tecnologia di analisi, la tecnologia di sintesi, la tecnologia di produzione e la tecnologia di controllo della qualità, promossa ed evoluta nel settore della fotografia, combinata con tecnologie detenute da società controllate. Fujifilm continuerà a creare innovazione per soddisfare le esigenze sociali e quindi generare valore e cambiamento. Nel campo dell’informatica medica basata sull’intelligenza artificiale e sulla medicina rigenerativa, sta già diventando realtà.