Sempre più italiani chiedono prestiti per andare in vacanza

Secondo i dati Confturismo Confcommercio, 28 milioni di italiani andranno o sono andati in vacanza in questa estate 2022. La crisi economica è dunque alle spalle? In realtà, sembrerebbe di no.

Sempre più italiani ricorrono ad un prestito per poter pagare le vacanze. Un fenomeno che, a dirla tutta, era già stato denunciato negli anni passati da Legge3.it, che aiuta persone e aziende ad uscire da situazioni di sovraindebitamento, e che oggi, con una nuova crisi economica in corso, preoccupa ancora di più.

Prestito per le vacanze chiave di ricerca molto gettonata

Secondo quanto rilevato da Semrush, piattaforma di Saas per la gestione della visibilità online, da maggio a giugno 2022 sono aumentate del 50% le ricerche online riguardo il bonus vacanze, e le modalità per farne richiesta. Ma ciò che sorprende maggiormente è che a maggio 2022 le ricerche relative ai “prestiti veloci” sono aumentate di quasi l’85% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

«Guardando alle digitazioni fatte sui motori di ricerca in Italia, notiamo subito come la parola chiave ‘prestito’ sia digitata molto frequentemente, e da giugno 2020, anche se ancora in misura contenuta, inizia ad essere associata alla parola ‘vacanza’ nelle ricerche. – Commenta Chiara Clemente, Marketing Manager Italia di Semrush – Un chiaro segnale di come sempre più persone per andare in vacanza chiedano un prestito o valutino la possibilità di farlo»

Sovraindebitamento legge 3 2012, cos’è?

Ricorrere a prestiti per attività che non hanno come obiettivo quello di generare capitale, in un momento in cui si è già in difficoltà, e lo scenario economico è caratterizzato da una generale sofferenza ed una grande incertezza, può essere molto pericoloso.

«Appare evidente come in Italia scarseggi la cultura finanziaria, e questo può portare a fare scelte azzardate, che quasi sempre hanno conseguenze nefaste. – Spiega Gianmario Bertollo, fondatore di Legge3.it – Negli ultimi due anni tra settembre e ottobre abbiamo registrato un aumento tra il 30 ed il 40% di richieste di aiuto da parte di persone che avevano chiesto prestiti per andare in vacanza, per poi rendersi conto che quelle piccole rate, andandosi a sommare a mutuo o affitto, bollette, spesa e altri prestiti, erano tutt’altro che sostenibili».

«Anche per il 2022 stimiamo dati molto simili, se non anche più alti – aggiunge – Quest’anno, inoltre, si è verificata una cosa ancora più preoccupante: decine di persone che sono consapevoli di avere già una situazione economica precaria, e chiedono se sia davvero così semplice uscire dal sovraindebitamento con la Legge 3 del 2012 migliorata dal 15 luglio con l’entrata in vigore del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza, per continuare a chiedere prestiti e andare in vacanza. In realtà, questi strumenti normativi aiutano chi si trova oppresso dai debiti suo malgrado, non i furbetti!».