Il credito alle imprese italiane mostra segnali di risveglio, mentre le famiglie continuano a mantenere un atteggiamento prudente. Dopo l’aumento registrato nel secondo trimestre, le banche prevedono una nuova, seppur contenuta, crescita della domanda di finanziamenti aziendali tra luglio e settembre. Sul mercato pesano tuttavia le tensioni geopolitiche e l’incertezza sui prezzi dell’energia, fattori che spingono gli istituti a una maggiore cautela nella valutazione dei rischi.
Le imprese tornano a chiedere credito
Secondo l’indagine condotta dalla Banca d’Italia nell’ambito della rilevazione della Bce sul credito bancario nell’Eurozona, nel terzo trimestre è atteso un ulteriore lieve incremento delle richieste di prestiti da parte delle imprese. Il dato confermerebbe la crescita già osservata nei tre mesi precedenti, suggerendo un maggiore fabbisogno di liquidità e risorse per finanziare investimenti e attività produttive.
Domanda stabile per le famiglie
Il quadro appare differente sul fronte dei nuclei familiari, per i quali gli istituti prevedono una domanda di credito sostanzialmente invariata. La stabilità segue quella rilevata nel secondo trimestre e segnala una persistente prudenza nelle decisioni relative a mutui e finanziamenti. In uno scenario economico ancora incerto, le famiglie sembrano evitare un aumento dell’indebitamento, rinviando le spese più impegnative.
Guerra ed energia aumentano la prudenza
Gli sviluppi geopolitici e le tensioni sui mercati energetici continuano a condizionare le politiche degli istituti. Le banche adottano criteri più cauti nella valutazione del rischio di credito, soprattutto nei confronti delle attività maggiormente esposte ai rincari energetici. Nel primo semestre le condizioni di offerta sono state lievemente irrigidite per le imprese manifatturiere ad alta intensità energetica, considerate più vulnerabili alle oscillazioni dei costi.
Manifattura in cerca di nuovi finanziamenti
La richiesta di credito è cresciuta in misura più evidente tra le imprese energivore e quelle attive nei servizi. Per il semestre in corso, le banche prevedono condizioni di offerta pressoché stabili, accompagnate però da un ulteriore rafforzamento della domanda, soprattutto nel comparto manifatturiero. Un segnale che potrebbe indicare una ripresa degli investimenti, ma anche la necessità di coprire costi operativi e fabbisogni di capitale circolante.
















