Tra le realtà premiate al Premio Impresa Umana 2026, organizzato da Economy Magazine il 26 marzo 2026 all’Abbazia di Mirasole di Opera, c’è stata anche Zeta Service, rappresentata sul palco da Debora Moretti, Co-Ceo di Zeta Service e presidente di Fondazione Libellula. La motivazione del premio ne riassume bene il percorso: “da oltre 20 anni costruisce un modello d’impresa guidato dalle persone, traducendo i valori in scelte strutturali e generando un impatto concreto e duraturo dentro e fuori l’organizzazione”. Non un riconoscimento alla sola cultura aziendale, dunque, ma alla capacità di trasformare un principio in metodo, organizzazione e responsabilità sociale.

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Debora Moretti: “C’è la vita delle persone dentro quel numero in basso a destra”

Rispondendo alla domanda su cosa significhi oggi portare avanti in concreto un’impresa guidata dalle persone, Debora Moretti ha scelto di partire dalle radici stesse dell’azienda. “Grazie davvero per questo riconoscimento, per noi è un riconoscimento importante di tutto quello che abbiamo costruito in questi 23 anni”, ha detto, ricordando che “Zeta Service ha compiuto la settimana scorsa 23 anni”. Poi ha aggiunto un riferimento che spiega bene la filosofia da cui tutto prende avvio: “È un’azienda da sempre guidata dalle persone”, nata da una visione che richiama il lavoro sull’intelligenza emotiva. Anche la descrizione dell’attività del gruppo è stata riportata a una dimensione umana molto concreta. “Noi ci occupiamo di consulenza del lavoro, consulenza HR, buste paga e lavoriamo 150 mila buste paga al mese”, ha spiegato. Ma il passaggio più forte è arrivato subito dopo, quando ha ricordato un insegnamento ricevuto in famiglia: “Una delle cose che mia madre, Silvia Bolzoni, ha sempre insegnato a me e a mio fratello è quanto è importante quel numero in basso a destra per le persone che ricevono la busta paga”. E ancora: “C’è la vita delle persone, ci sono i sogni, ci sono i progetti di vita”. In questa frase si concentra tutto il senso del modello Zeta Service: anche un processo tecnico, se osservato davvero, parla di dignità, fiducia e futuro.

Ascolto, organizzazione e responsabilità quotidiana

Moretti ha insistito sul fatto che questa attenzione non resti sul piano dei valori dichiarati, ma entri nelle decisioni di ogni giorno. “Il nostro metodo organizzativo è proprio quello di partire dai bisogni delle persone, di ascoltare le persone in qualsiasi decisione che noi vogliamo portare avanti”, ha spiegato. È una definizione molto precisa, perché trasforma l’idea di centralità della persona in un criterio operativo. L’impresa, in questa visione, non si limita a erogare un servizio, ma costruisce le proprie scelte ascoltando chi lavora al suo interno e chi da quel lavoro dipende. Anche quando parla dell’eredità aziendale, Moretti usa parole che restituiscono bene il peso di questa impostazione: “È un’azienda che io e mio fratello abbiamo deciso di ereditare con un grande senso di responsabilità ma anche con un grande privilegio”. La responsabilità, qui, non è solo verso il business, ma verso una cultura organizzativa che chiede coerenza e continuità.

Fondazione Libellula e il contrasto alla violenza sulle donne

Il racconto si apre poi alla dimensione più esplicitamente sociale del percorso di Zeta Service. “Nel 2016 ho dato vita al progetto Libellula che nel 2020 è diventato una fondazione”, ha ricordato Moretti. Oggi Fondazione Libellula, ha spiegato, è “un’impresa sociale di Zeta Service”, “una fondazione autofinanziata che si occupa di contrastare la violenza sulle donne e le discriminazioni di genere”. Non solo: secondo quanto affermato sul palco, rappresenta “il primo network in Europa di aziende che contrasta la violenza sulle donne”. È un passaggio decisivo, perché mostra come da un modello interno di attenzione alle persone possa nascere anche un’iniziativa capace di intervenire nel dibattito pubblico e nella vita sociale. In questo caso, la responsabilità d’impresa non si limita al perimetro aziendale, ma si estende a una delle emergenze culturali e civili più rilevanti del nostro tempo.

“Essere un’impresa umana non è un’etichetta”

Nel finale del suo intervento, Debora Moretti ha sintetizzato con una frase molto netta il senso della presenza di Zeta Service al Premio Impresa Umana 2026: “Essere un’impresa umana non è un’etichetta”. E ha subito chiarito cosa intenda: “essere veramente coerenti con ciò che facciamo internamente e ciò che raccontiamo all’esterno”. È probabilmente questa la chiave più forte del suo messaggio. L’impresa, per essere credibile, deve allineare cultura interna, linguaggio pubblico e responsabilità sociale. “Credo sia davvero molto importante che le aziende si prendano una responsabilità”, ha aggiunto, precisando che non serve necessariamente creare una vera e propria impresa sociale, ma occorre assumersi un compito verso “le persone che lavorano all’interno” e verso “la società in cui si trovano”. È qui che il modello Zeta Service trova la sua forma più compiuta: un’azienda che parte dalle persone, misura il proprio lavoro sull’impatto reale che ha sulle loro vite e prova, con coerenza, a trasformare questa attenzione in un impegno che lascia traccia anche fuori dai confini dell’organizzazione.