La presa di Poste Italiane su Tim si rafforza ancora, anche se la seconda fase dell’operazione parte con un passo contenuto. Nel primo giorno di riapertura dell’Opas, gli azionisti hanno consegnato all’offerta altri 8,58 milioni di titoli della società telefonica, una quantità pari a circa lo 0,4% del capitale. Un afflusso che porta Poste oltre il 67% di Tim, consolidando ulteriormente la partecipazione costruita attraverso l’offerta lanciata in estate. La nuova finestra resterà aperta fino al 25 settembre e rappresenta l’ultima occasione per gli azionisti che non avevano aderito nella fase precedente di consegnare i propri titoli alle condizioni dell’offerta.
Poste riparte dal 66,627% e supera quota 67%
Alla vigilia della riapertura, Poste aveva già raggiunto il 66,627% del capitale di Tim. La quota era composta dal 20,104% posseduto prima dell’operazione e dal 46,523% del capitale consegnato dagli azionisti durante il precedente periodo di adesione. Nella seduta del 21 settembre sono state apportate altre 8.579.804 azioni Tim, pari a circa lo 0,4% del capitale: abbastanza per spingere la partecipazione complessiva appena sopra il 67%. Il primo giorno della nuova finestra registra quindi adesioni limitate nei volumi, ma aumenta ulteriormente il peso di Poste nell’azionariato del gruppo telefonico.
Cinque giorni per la riapertura dell’offerta
La seconda finestra dell’operazione è prevista per le cinque sedute comprese tra il 21 e il 25 settembre. Per ogni azione Tim portata in adesione, Poste riconosce 0,218 azioni proprie di nuova emissione e una componente in contanti pari a 1,97 euro. Quest’ultima era inizialmente fissata a 1,67 euro, ma il 7 settembre Poste ha deciso un rilancio di ulteriori 30 centesimi per azione. Il pagamento agli azionisti che aderiranno durante la riapertura dei termini è previsto per il 2 ottobre 2026.
Il rilancio da 30 centesimi e la corsa finale delle adesioni
La modifica del corrispettivo ha avuto un ruolo importante nella parte conclusiva della prima fase. Il 7 settembre Posteaveva infatti aumentato di 30 centesimi la componente cash e contemporaneamente rinunciato alla condizione che subordinava l’operazione al raggiungimento della soglia del 66,67% dei diritti di voto. Alla chiusura dell’11 settembre erano state consegnate all’offerta circa 993,6 milioni di azioni Tim, equivalenti al 46,523% del capitale. Sommate ai titoli già detenuti, avevano portato Poste al 66,627%, praticamente a ridosso dei due terzi del capitale della società telefonica.
Ora l’attenzione passa alle adesioni fino al 25 settembre
Il dato del primo giorno offre soltanto una prima fotografia della riapertura dell’Opas: saranno le prossime quattro sedute a stabilire quante altre azioni finiranno nelle mani di Poste. L’offerta arriva comunque a questa fase con una partecipazione già superiore ai due terzi del capitale di Tim. Il passaggio dal 66,627% a oltre il 67% conferma per ora un incremento graduale, mentre il dato complessivo potrà essere misurato soltanto alla chiusura della finestra del 25 settembre. A quel punto sarà possibile conoscere l’assetto azionario risultante dall’intera operazione.
















