Lotteria degli scontrini 2022

C’è una novità che sta facendo discutere commercianti e professionisti: il collegamento tra POS e scontrini diventa realtà, ma non per tutti. Con l’avvicinarsi della data ufficiale, che sarà comunicata a breve, cresce l’attenzione degli operatori chiamati ad adeguarsi alla nuova procedura digitale. Per fare chiarezza, l’Agenzia delle Entrate – si legge su Il Sole 24Ore – ha pubblicato una guida operativa completa di istruzioni pratiche e 24 risposte ai quesiti più frequenti, con l’obiettivo di sciogliere i dubbi e accompagnare gli esercenti nell’adeguamento.

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POS e scontrini: una novità che divide

Il principio alla base della novità è semplice: i terminali per i pagamenti elettronici dovranno dialogare con gli strumenti utilizzati per la memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi, quelli che un tempo erano i registratori di cassa. Tuttavia, l’obbligo non riguarda indistintamente tutte le attività economiche.

Chi resta escluso dall’obbligo

Restano fuori, ad esempio, i corrispettivi certificati tramite distributori automatici, così come le operazioni legate alla vendita di carburanti e alle ricariche dei veicoli elettrici, anche quando il pagamento avviene con carta o altri strumenti elettronici. Sono esclusi anche i casi già esonerati dall’obbligo di memorizzazione e invio telematico dei corrispettivi, come la vendita di tabacchi e generi di monopolio o le vendite a distanza. In queste situazioni, quindi, non è richiesto alcun abbinamento tra POS e registratore telematico.

Attività miste, il collegamento diventa necessario

Più articolato – si legge su Il Sole 24 Ore è il discorso per le cosiddette attività miste, cioè quelle in cui convivono operazioni soggette a certificazione tramite registratore telematico e operazioni esonerate. Se l’esercente utilizza lo stesso POS per incassare entrambe le tipologie di corrispettivi, il collegamento deve comunque essere registrato. Diversamente, se dispone di un terminale dedicato esclusivamente agli incassi relativi a operazioni non soggette a certificazione mediante documento commerciale, potrà evitare l’abbinamento, a patto di dichiararne l’utilizzo esclusivo attraverso la procedura telematica. Dopo questa comunicazione, il sistema non segnalerà più quel dispositivo tra quelli da collegare.

Restituzione o dismissione del POS

La guida affronta anche casi pratici come la restituzione del POS. Quando un terminale viene dismesso o riconsegnato, è necessario prima rimuovere l’associazione con il registratore telematico, indicando la data dalla quale il dispositivo non è più in uso. Solo in un secondo momento si potrà segnalare la restituzione tramite l’apposita funzione dedicata ai POS non collegati, evitando che il sistema continui a considerarlo tra quelli attivabili.

Tutte le combinazioni possibili

Non manca poi – spiega Il Sole 24 Ore – un chiarimento importante sulle possibilità di collegamento multiplo. È ammesso associare più POS, sia fisici sia virtuali, a un unico registratore telematico. Allo stesso modo, un singolo strumento di pagamento elettronico può essere collegato a più registratori. Nel caso dei POS fisici, la condizione è che i registratori si trovino nello stesso punto vendita; per quelli virtuali, invece, l’associazione può riguardare anche dispositivi presenti in sedi diverse. Se un POS fisico già collegato deve essere utilizzato in un altro esercizio, occorre prima chiudere il precedente abbinamento, indicando la data di fine utilizzo, e solo successivamente registrare quello nuovo con il corretto indirizzo.

Il caso del bonifico bancario

Un aspetto che ha generato qualche incertezza riguarda il bonifico bancario. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che non rientra tra gli strumenti di pagamento elettronico soggetti a collegamento. Ciò non toglie che, quando il pagamento avviene tramite bonifico, il documento commerciale debba comunque riportare la modalità elettronica e l’importo incassato.

Fatture e certificazione dei corrispettivi

Infine, l’obbligo di abbinamento non si applica quando tutti i corrispettivi sono certificati esclusivamente mediante fattura. Se però il POS viene utilizzato per incassare pagamenti relativi a operazioni documentate sia con documento commerciale sia con fattura, allora il collegamento diventa necessario.

Tracciabilità e controlli: gli obblighi degli esercenti

La nuova disciplina punta a rafforzare la tracciabilità e l’integrazione tra strumenti di pagamento e sistemi di certificazione dei corrispettivi. Per gli esercenti, la parola d’ordine è verificare attentamente la propria situazione operativa, distinguere tra attività obbligate ed esonerate e procedere, se necessario, con l’associazione corretta per evitare errori o contestazioni future.