Un quarto d’ora sui risultati dell’anno scorso, altrettanto sulla nuova Cayenne elettrica e un lungo, stucchevole e, soprattutto, inutile siparietto durante il quale Pietro Innocenti, amministratore delegato di Porsche Italia dal 2012, ha intervistato sulla mobilità elettrica Nicola Armaroli, chimico, dirigente del Cnr che parla per titoli accademici e, soprattutto, in quanto felice possessore da otto anni un’auto a batteria.

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In sintesi, lo scorso anno Porsche ha venduto mille auto in meno (per essere precisi 995 a quota 7.228)  e il modello più venduto è la 911, un oggettino che parte da 140 mila euro e sotto il cofano ha un motore boxer a sei cilindri. Le vendite sono calate perché la vettura più venduta nel 2024, la Macan, era offerta solo nella  versione elettrica. Forse anche per questo la Cayenne elettrica (che detto così sembra un ossimoro) non sarà sola, ma affiancherà i modelli con motori termici ed è la Porsche di serie più potente di tutti i tempi con 1.156 cavalli. Il costo non è certo alla portata di tutti perché parte dai 108 mila euro, tremila euro in più di quella con motore termico. Ora la domanda che sorge spontanea è una sola. Mentre In Germania Porsche ha fatto dietrofront annunciando un ridimensionamento dei programmi di sviluppo delle auto a batteria e mentre indiscrezioni da Stoccarda ipotizzano addirittura la rinuncia alla produzione delle versioni elettriche della Boxster e della 718, auto di fatto già pronte da mettere sul mercato, perché in Italia si organizza un peana alla elettrificazione della mobilità? E perché proprio con i giornalisti di auto che, ahimé, non sono certo un target di potenziali compratori di Porsche e, inoltre, avendo provato, per lavoro, decine di auto a batteria di tutte le marche, ne conoscono pregi e difetti meglio di chiunque altro?

Non basta pensare che dopo aver cianciato di mobilità elettrica per alcuni anni e aver praticato un harakiri alle vendite mandando in soffitta il modello più venduto, ci debba essere un minimo di coerenza nella comunicazione. Il problema probabilmente è un altro. I modelli elettrici, sviluppati a partire da almeno quattro anni fa quando il clima era ben diverso, sono in gamma e bisogna venderli in una situazione non facile.

Quello che nel comunicato stampa di Porsche Italia si definisce “piano di ricalibrazione della gamma annunciato da Porsche AG” pesa come un macigno sulla immagine della marca e il crollo dei prezzi della Taycan sul mercato dell’usato non è un buon viatico per chi vuole una Porsche a batteria. Insomma, una situazione non facile e si tenta ogni strada per riuscire a vendere. Anche sbagliando target.