Pompei risorge dalle ceneriunendo turismo e commercio

Il più grande hub turistico polifunzionale del Sud Italia sorgerà a Torre Annunziata, vicino all’area archeologica di Pompei. Si chiamerà Maximall Pompeii e aprirà i battenti a marzo 2023. Genererà qualcosa come 1.500 posti di lavoro diretti e indiretti, sarà la naturale continuazione degli scavi archeologici, meta di oltre 4 milioni di turisti ogni anno. E vedrà la luce grazie a un finanziamento da 90 milioni di euro da parte di un pool di banche, che ha visto UniCredit agire in qualità di Banca Agente e Mandated Lead Arranger e composto, inoltre, da Banco Bpm, Intesa Sanpaolo e Mps Capital Services quali Mandated Lead Arrangers.

L’innovativo format immobiliare porta la firma del Gruppo Irgenre, da più di un quarto di secolo tra i più importanti operatori nella realizzazione e gestione di centri commerciali nel Sud Italia. «L’importanza di questo finanziamento – spiega Paolo Negri, ceo di Irgenre Group – va ben oltre l’aspetto puramente finanziario. Il Maximall Pompeii e la fiducia accordata dal pool di banche a questa iniziativa,  che vale complessivamente più di 170 milioni di euro di investimenti, permetterà non solo di accelerare il processo di riqualificazione urbana di un’area ricca di bellezze naturali e paesaggistiche, ma è anche la realizzazione di un progetto che, grazie alla sua posizione strategica, riuscirà a intercettare anche i flussi provenienti da tutta l’area circostante, che va da Napoli alla Costiera Sorrentina, con una previsione di visitatori annui che in Campania (e in generale nel Mezzogiorno) non ha eguali. Ci auguriamo che questa iniziativa possa essere una dimostrazione di un Sud protagonista di un nuovo rilancio e che possa addirittura divenire un simbolo di rinascita».

Il maximall progettato dal gruppo Irgenre sarà un contenitore importante per le imprese del territorio

Il Maximall Pompeii diventerà il più grande attrattore turistico e commerciale del Sud Italia: con un’area di circa 200.000 mq, ospiterà, oltre a numerosi servizi, circa 200 brand tra le più importanti griffe nazionali ed internazionali. Il complesso includerà anche un hotel 4 stelle gestito a marchio Marriott Bonvoy con 135 camere, un auditorium multimediale con circa 1.100 posti a sedere, su circa 3.000mq, destinato ad accogliere proiezioni cinematografiche, rappresentazioni teatrali, conferenze e mostre, 30 ristoranti distribuiti su 3.000mq, una piazza-anfiteatro esterna per eventi di circa 6.500mq dalla quale ammirare ogni giorno lo spettacolo mozzafiato offerto dalla fontana danzante con un getto di oltre 25 metri di altezza, una seconda piazza multimediale interna di circa 800 mq e, infine, un parcheggio di 5.000 posti auto e 30 bus turistici.

Inoltre, in una logica di riqualificazione dell’area in chiave ecosostenibile, il Maximall Pompeii sarà circondato da un parco urbano attrezzato e aperto al pubblico di circa 50.000mq a cui si sommerà un’inedita copertura di circa 6.000mq totalmente verde e attrezzata, dove sarà realizzata una grande area leisure.

«Lo shopping resort Maximall Pompeii – prosegue il ceo di Irgenre Group – nasce come un attrattore a forte vocazione turistica per la sua posizione strategica che lo vede a meno di un chilometro dagli scavi di Pompei. Il progetto ha pertanto previsto sin dalla fase primordiale l’accoglienza di una serie di servizi atti ad ospitare al meglio il pubblico di visitatori stranieri e l’ausilio di tecnologie gestionali e strutturali atte a garantire un percorso esperienziale sicuro ed all’avanguardia. L’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia non ha fatto altro che accelerare il processo di evoluzione del business del mondo retail orientato al mercato turistico».

L’hub turistico rappresenterà un contenitore importante per le micro e le macroimprese del territorio che potranno attraverso di esso fare network. «Ci si aspetta che le numerose capacità imprenditoriali sul territorio possano emulare Irgenre nello spirito d’iniziativa ed investimento per realizzare solide realtà economiche per lo sviluppo dell’intera area campana – conclude Negri – In questa chiave, ovviamente, si auspica che i fondi del Recovery possano essere canalizzati nella maniera più proficua».