politiche strutturali

Le politiche strutturali sono le modalità con cui lo Stato risponde alle emergenze economiche. Si sente spesso parlare anche della loro “assenza”, cioè della sensazione che la politica non risponda alle esigenze economiche di un Paese nel lungo periodo. Vediamo allora cosa sono le politiche strutturali per definizione e come si misurano gli effetti in economia.

La definizione di politiche strutturali

Le politiche strutturali sono le decisioni economiche che lo Stato prende nel lungo periodo. Se c’è un aumento o un calo della domanda, lo Stato agisce nel breve termine intervenendo su tasse e spesa pubblica. In questo caso, però, si parla di politiche di stabilizzazione e non strutturali. L’obiettivo delle politiche strutturali è garantire la distribuzione equa di beni e servizi a tutti i cittadini.

In questo caso, lo Stato interviene sull’offerta aggregata in diversi modi:

  • fissando dei prezzi al pubblico per i beni di prima necessità e non solo;
  • creando delle imprese pubbliche;
  • regolando settori di mercato e/o il mercato del lavoro;
  • gestendo le politiche sociali.

Le politiche strutturali hanno due effetti immediati: migliorano le politiche di stabilizzazione e favoriscono la crescita economica.

A cosa servono e cosa sono le politiche strutturali

Le politiche strutturali permettono allo Stato di bloccare i costi per l’energia e non solo a un prezzo più basso di quello di mercato, per dare così la possibilità a gran parte della popolazione di usare i servizi di base. Questo causa una perdita, che deve essere recuperata con le politiche di stabilizzazione.

Una politica strutturale è anche la gestione delle finanze. Infatti, una buona gestione permette di avere a disposizione liquidi in cassa anche nei periodi di recessione. Se l’amministrazione non è efficiente, però, lo Stato rischia di doversi indebitare per poter provvedere, causando un deficit di bilancio. Il deficit si indica con una percentuale sul Pil.

Le riforme sulle tasse che agiscono in modo efficiente, magari con il recupero delle tasse evase, aiutano lo Stato a evitare questi problemi. Le imprese pubbliche, invece, hanno dei pro e dei contro. I vantaggi immediati sono costi più bassi per i servizi di base e un’occupazione immediata. Per contro, possono offrire servizi di qualità inferiore, perché non devono tener conto delle leggi del mercato. In più, possono andare in deficit e chiedere allo Stato di garantire i loro prestiti.

Gli effetti delle politiche strutturali in economia

Gli effetti delle politiche strutturali in economia si notano soprattutto quando lo Stato interviene nel settore bancario. In generale, questi interventi servono ad aumentare l’accesso al credito e agevolarlo. Nei Paesi sottosviluppati, non essendoci una rete di sviluppo, questo non basta e servono anche delle politiche di stabilizzazione per finalizzare il processo.

Per risolvere il problema, lo Stato crea dei mercati secondari per i titoli, vende le banche pubbliche ai privati e sviluppa le scorte economiche del mercato. Queste politiche includono anche le regolamentazioni di settore. Lo Stato deve inoltre gestire le dinamiche del mercato del lavoro e le politiche in favore dei più poveri o di chi non può più lavorare (per esempio con le pensioni). Per salvagardare l’efficienza nel Paese, deve anche garantire uno stipendio adeguato a chiunque lavori nel settore pubblico. Nel lungo periodo, tutto questo abbassa l’inflazione e rende più semplici le politiche di stabilizzazione.