Il Ministro dell'Economia, Daniele Franco

Il governo allontana il rischio che i rincari delle materie prime possano rallentare la realizzazione delle opere del Pnrr. Se serviranno altri soldi li metteremo, garantisce il ministro dell’Economia Daniele Franco, che ai Comuni assicura di avere da parte 7 miliardi appositamente per questo.

Soldi che permetteranno di evitare ostacoli proprio nel momento in cui il Piano, entra nella fase “cruciale” dell’attuazione. Uno step su cui l’esecutivo chiede la massima collaborazione degli enti locali, a partire dai comuni su cui si concentrano oltre 40 miliardi dei 230 del Piano. Siamo arrivati ad una “fase cruciale” del Piano, sottolinea il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Roberto Garofoli, ospite insieme ad altri attori istituzionali, economici e sociali dall’evento di due giorni ‘Missione Italia’, organizzata dall’Associazione dei comuni italiani (Anci) per fare il punto sugli investimenti e le riforme del Piano. Proprio le prossime settimane saranno determinanti “per il buon esito” dell’intero Pnrr. Occorre quindi un “confronto serrato e lucido” con gli enti territoriali, ora più che mai “al centro” di questo processo di trasformazione, dice Garofoli, che non nasconde tuttavia qualche “preoccupazione”, a partire dal fatto che in questa fase non si potrà intervenire “in via d’urgenza”.

Considerati i “tempi sfidanti” del piano e le criticità storiche dell’amministrazione, la sfida appare dunque già in salita: di qui la necessità che d’ora in avanti il “coordinamento tra i diversi livelli di governo sia costante”, sottolinea Garaofoli che chiede ai comuni di segnalare subito strozzature e difficoltà, prima che si accumulino “ritardi non più sanabili” (questo – sottolinea – è oggi il vero rischio) e propone “un punto tecnico di confronto periodico”.

Un tavolo per monitorare i rincari

L’idea, chiarisce il Ministro della PA Renato Brunetta, è l’istituzione di un tavolo a Palazzo Chigi che monitori l’attuazione dei progetti e risolva nell’immediato le criticità. Un nodo che desta particolare preoccupazione è quello del caro-materiali. “Tutto è aumentato, abbiamo difficoltà anche a trovare ditte disponibili. Come sindaci abbiamo imparato a risparmiare, ma non si può risparmiare su tutto”, spiega il presidente dell’Anci e sindaco di Bari Antonio Decaro. Un problema ben chiaro al Ministero dell’economia, che non intende lasciare che questa contingenza freni le opere: “Ove servissero altre risorse nel corso del tempo vedremo di reperirle”, assicura il titolare del Mef.

Risorse pronte per 7 miliardi

Risorse che, in realtà, sarebbero già pronte: “il ministro Franco ha detto che ci sono 7 miliardi a disposizione”, rivela Decaro, che pensa ad un “fondo specifico per il Pnrr”. Un fondo che faccia da cuscinetto per i finanziamenti che subiscono rincari, ma con una quota specifica dedicata ai comuni, che potrebbe essere inserito nel decreto aiuti già all’esame della Camera. Il bilancio del Piano comunque finora è positivo. “Gran parte degli interventi d’interesse dei Comuni e delle Città metropolitane è stata avviata” e “l’avvio nei tempi previsti è un buon auspicio”, ma ora bisogna “proseguire con determinazione”, indica il ministro Franco, sottolineando la centralità di comuni e città metropolitane per il successo del piano.

Collaborazione tra amministrazione locale e centrale

La leva deve essere “il rafforzamento della collaborazione tra amministrazione centrale e locale”, evidenzia il ministro, augurandosi che questa dinamica diventi anche “l’eredità” del Pnrr. Per far fronte alle preoccupazioni sull’attuazione del piano comunque il governo ha messo in atto soluzioni che costituiscono una “cintura di sicurezza sugli investimenti”, assicura la ministra degli affari regionali Maria Stella Gelmini, ribadendo che inizia ora la sfida più difficile ma che “ci sono tutti i presupposti per vincerla”. Sempre che il rischio non arrivi dalla politica. “Chiediamo che la campagna elettorale – è l’appello di Decaro – non arresti il processo di crescita” avviato col Pnrr.