Anna Romano, name partner dell'omonima boutique legale

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di avv. Anna Romano, name partner dello studio legale Satta Romano & Associati

Le amministrazioni pubbliche hanno fatto enormi sforzi, in termini di riduzione dei tempi per espletare la gara e per arrivare alla cantierizzazione dei progetti PNRR, ed i primi risultati sono incoraggianti. L’attenzione però deve continuare ad essere altissima e concentrarsi, in particolare, sui possibili ritardi in fase di esecuzione degli interventi: esiste infatti un pericolo concreto e reale che, in caso di mancato rispetto delle scadenze del PNRR, si determini una catena di responsabilità che investe a ritroso le stesse amministrazioni e che può quindi produrre una futura tempesta finanziaria.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza rappresenta un importante strumento strategico per il rilancio dell’economia e la crescita sostenibile del nostro Paese, spiega l’avvocato. Tuttavia, l’efficacia del PNRR dipende in gran parte dalla tempestiva e corretta realizzazione delle opere incluse nei programmi. Per questo è stata creata una disciplina parzialmente derogatoria del Codice dei contratti pubblici con l’intento di velocizzare le procedure per consentire la realizzazione delle opere nei tempi stabiliti da Bruxelles. Il problema, chiaramente, non è nella decisione di snellire le procedure, ma sta nel rendere il sistema efficiente anche attraverso una corretta allocazione di compiti e responsabilità. L’articolazione del PNRR prevede una oggettiva concentrazione di obiettivi nell’ultimo periodo, dinamica che per gli interventi determina una forte pressione sulla fase esecutiva, con il rischio di ‘scaricare’ la responsabilità per il mancato rispetto delle scadenze sull’appaltatore che esegue i lavori. Ora, è normale che, in caso di mancato rispetto dei tempi contrattuali, l’appaltatore ‘colpevole’ corrisponda una penale, che nel caso di intervento PNRR è maggiorata rispetto al solito, potendo arrivare sino al 20% dell’importo contrattuale. Ma cosa succede se il ritardo nell’esecuzione dei lavori determina anche il mancato rispetto di una scadenza PNRR? Si pone il problema della responsabilità per la perdita del finanziamento, che non può essere scaricato puramente e semplicemente sull’appaltatore in quanto ultimo anello della catena.

Il tema è molto più complesso. Si pensi al caso, tutt’altro che remoto, in cui l’iter per la realizzazione dell’opera abbia avuto tempi molto lunghi a monte, ad esempio per una eccessiva lentezza nell’approvazione del progetto. In una situazione del genere si creerebbe certamente un rimpallo di addebiti: la responsabilità non ricadrebbe esclusivamente sull’appaltatore ma potrebbe riguardare anche la stazione appaltante o l’ente che si è occupato di autorizzare l’iter. Il rischio reale è quello di una futura battaglia legale tra l’appaltatore e gli enti pubblici per dimostrare colpe e responsabilità nella perdita del finanziamento.

Il pericolo per i cittadini è invece quello di avere lavori di scarsa qualità visti i tempi stringenti e le salate penali o interventi parziali e non conclusi a causa della revoca del finanziamento. Insomma, il PNRR, che è una grande opportunità per l’Italia, rischia di trasformarsi in un disastro senza precedenti e di creare un peso insostenibile per gli anni a venire.

Secondo la NADEF 2022, entro la fine del 2023 l’Italia avrebbe dovuto spendere circa 61 miliardi. Dati più recenti quantificano in 28,1 miliardi la spesa al 26 novembre 2023. È quindi evidente il ritardo in cui sta precipitando il nostro Paese. La domanda da porsi a questo punto è se sia possibile trovare una soluzione.

A mio avviso l’unica strada percorribile per assorbire i ritardi che si stanno profilando, è quella della forte collaborazione fra i soggetti, pubblici e privati, della filiera nella consapevolezza che l’eventuale insuccesso coinvolgerebbe tutti anche in termini di responsabilità. D’altronde fiducia, leale collaborazione, correttezza e buona fede sono stati i pilastri fondanti la recente riforma della normativa dei contratti pubblici e sarebbe davvero singolare che il sistema PNRR ne risultasse esente.