Costruzioni residenziali
Giovanni Pelazi, Argenta SOA

Il settore dell’edilizia e delle costruzioni è uno dei più penalizzati, ma secondo Giovanni Pelazzi, presidente di Argenta SOA, il Pnrr potrebbe rappresentare il volano che le fa ripartire e rilancia il mercato. Il tutto a patto che venga realizzato secondo il calendario previsto. “Il dettaglio dei Conti Nazionali italiani nel secondo trimestre, comunicato oggi dall’Istat, – spiega Pelazzi – traccia un quadro fosco per il settore delle costruzioni, come il nostro Centro Studi aveva ampiamente anticipato. Ci sono limitati spazi per gli interventi di politica economica e l’unico sostegno dal PNRR, se realizzato secondo il calendario previsto.
Oggi l’ISTAT conferma i timori, evidenziati nelle ultime settimane anche da Ance e Confindustria, di un rapido peggioramento del contesto economico nazionale, in particolar modo per il comparto delle costruzioni”.

Calano gli investimenti nelle abitazioni

Pelazzi è Presidente di Argenta SOA (www.argentasoa.it), che è una delle principali società organismo di attestazione che certifica le aziende per la partecipazione alle gare pubbliche.  Nel presentare l’analisi fatta dal Centro Studi di Argenta SOA sui dati ISTAT di oggi sui Conti Nazionali italiani nel secondo trimestre. “Avevamo preannunciato – sostiene Giovanni Pelazzi, presidente di Argenta SOA – che la combinazione di tassi alti (sui mutui e sui prestiti), caos sugli incentivi per il settore, aumento dei prezzi e incertezza sulle prospettive avrebbero intaccato il comparto edile. Oggi l’ISTAT comunica un dato molto preoccupante: gli investimenti in “abitazioni” sono diminuiti nel secondo trimestre del 3,4% rispetto al primo. Con la revisione che è stata fatta nell’ultima release, si tratta del quarto calo trimestrale consecutivo che ha portato ad una diminuzione cumulata di quasi l’8%. Questi investimenti sono strettamente correlati con gli incentivi (Superbonus in primis). Male anche gli investimenti in “fabbricati non residenziali”, diminuiti nel secondo trimestre del 3,8% rispetto al primo trimestre e di circa il 2% in un anno”.

Gli imprenditori edili non sono ottimisti

Sono in molti in questi giorni a interrogarsi su come sarà il futuro dell’imprenditoria edile e su cosa accadrà di qui a breve. “Cosa aspettarsi nel breve periodo? Il contesto – sostiene Pelazzi – non è migliorato: le indicazioni venute dai dati di fiducia degli imprenditori edili indicano in agosto un forte peggioramento sia dei giudizi sui piani di attività sia sulle prospettive. È difficile pensare, nel breve periodo, ad una ripresa. Tanto più considerando che il Governo, in fase di elaborazione della NADEF (e poi della Legge di Bilancio), dovrà fare i conti con una dinamica del PIL più lenta di quella attesa pochi mesi fa e con risorse molto più esigue. Ciò limita lo spazio d’azione del Governo nella definizione degli incentivi, che verranno verosimilmente ridotti e le risorse disponibili saranno devolute soprattutto a sostegno delle famiglie a più basso reddito, che stanno fortemente risentendo dell’erosione del potere d‘acquisto dovuta all’aumento dei prezzi in presenza di dinamiche salariali molto deboli”.

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Cresce la disoccupazione e il contesto si fa più difficile

Non sono solo gli indici di fiducia a preoccupare il mondo dell’imprenditoria. Anche l’andamento del settore dell’occupazione crea allarme tra gli imprenditori e le associazioni di categoria. “Un altro campanello d’allarme viene dai dati di occupazione relativi a luglio – continua Pelazzi – nei quali l’ISTAT ha comunicato un calo di oltre 70mila unità rispetto a giugno. La situazione non è facile né favorevole, al momento. Il PNRR potrà dare una buona mano all’attività nel settore delle costruzioni, però è indispensabile che, anche sotto questo profilo, si proceda secondo i programmi, altrimenti la situazione economica non può che peggiorare ulteriormente, con ricadute molto negative per le imprese e – soprattutto – per le famiglie”.

L’unica soluzione all’orizzonte sembra quindi essere il Pnrr.  “Il PNRR- conclude Pelazzi- che, almeno nelle valutazioni originarie, secondo stime Ance-Confindustria impatta sul settore per circa 108 miliardi di euro (sui 222 totali), di cui 42,9 miliardi per i progetti in essere e 65,1 per nuovi progetti. La possibile rimodulazione delle misure del PNRR rappresenta, però, una nube all’orizzonte sulle prospettive di crescita del settore edile”.