Pnrr
RAFFAELE FITTO MINISTRO AFFARI EUROPEI POLITICHE DI COESIONE E PNRR

La Revisione del Pnrr  passa al vaglio della Commissione Europea che stanzia altri 2,9 milioni di euro per l’Italia, che dovrà usarli per fare fronte ai rincari delle materie prime e per portare a termine gli obiettivi prefissati. Meglio non poteva andare e le ombre della vigilia si sono diradate. Era difficile che le cose andassero in un altro modo, anche perché l’Italia è il paese con il piano più importante e alla fine tutti i target della terza rata sono stati raggiunti. I fondi supplementari, ha annunciato il ministro e capo della cabina di regia Raffaele Fitto, contribuiranno anche a rimpinguare gli investimenti che vanno in borse di studio per accesso all’università. La cifra che andrà su questo capitolo è di 308 milioni di euro, ma nel complesso sul piano vanno 2,9 milioni in più di quello originale. « Gli obiettivi della quinta rata sono stati ridotti e modificati. -ha detto il ministro Fitto – Entro il 31 dicembre raggiungeremo questi obiettivi e siamo convinti di poter raggiungere tutti gli obiettivi della quinta rata e di poter fare richiesta di pagamento».

Come è andata la terza rata

Mentre dalle associazioni di categoria arrivano elogi per la revisione del piano, lo stesso ministro ha espresso la propria soddisfazione per quanto è stato fatto sulla terza rata. «Il raggiungimento degli obiettivi della terza rata – ha spiegato Fitto – è stata la prova generale per comprendere la complessità del piano, le difficoltà esistenti e la necessità di avviare un’importante modifica. Abbiamo raggiunto 54 obiettivi, spostandone uno alla quarta, abbiamo estrapolato la quarta rata da questa revisione, per raggiungere il risultato entro l’anno, modificando 11 dei 28 obiettivi della quarta rata che sono stati approvati dalla Commissione».

 

Il Pnrr e il nodo centrale del Re PowerEu

L’intervento dell’Unione Europea si è concentrato tra l’altro sul piano RePowerEu, «nel quale – ha spiegato il ministro – esistono importanti incentivi per le imprese e le infrastrutture. Esistono investimenti per 5,2 miliardi sul fronte delle reti, 1,8 miliardi per reti elettriche e del gas e oltre un miliardo per l’acquisto di nuovi treni con emissioni ridotte, mentre 400 milioni saranno spesi per le banchine aeroportuali.Sempre all’interno del RePowerEu è stato investito un  fondo di 1 miliardo nel Re Power per le famiglie a basso redditto per l’efficientamento energetico per immobili condomini. 750 milioni di euro saranno spesi per la telemedicina, un miliardo per Gol. C’è un intervento sul fronte delle riforme lavoro articolato, che ha comportato una modifica all’interno del piano». Ora la revisione dovrà essere approvata dal consiglio europeo e nei prossimi giorni consentirà di mettere in campo provvedimenti attuativi.

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