Pnrr
Pnrr un webinar ne illustra le opportunità

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è uno straordinario e unico strumento di politica economica e, come tale, ha bisogno non solo di un’efficace attuazione, ma anche di una approfondita e continua analisi del suo impatto.

PNRR sintesi e bilancio secondo il Bocconi Lab

A diciotto mesi dall’avvio del PNRR, e con circa 100 miliardi di euro già assegnati tramite procedura competitiva ai cosiddetti «soggetti attuatori» (Ministeri, enti locali o aziende statali), il Bocconi PNRR Lab ne traccia un primo bilancio.

Il PNRR Lab, nato in partnership tra SDA Bocconi e M&M-Idee per un Paese migliore, è luogo dove ricercatori e aziende si ritrovano per monitorare lo stato di attuazione ed elaborare proposte di policy che favoriscano una efficace implementazione delle riforme ed un’efficiente allocazione degli investimenti previsti. Il coinvolgimento di imprese e operatori economici privati è un unicum del Lab.

Nadef: nel 2022 15 miliardi erogati contro i 29,4 spendibili

Secondo Carlo Altomonte, direttore del PNRR Lab SDA Bocconi, Fabrizio Pagani, Presidente Advisory Board e Giovanni Valotti, Presidente Steering Committee, le prime due valutazioni della Commissione Europea sul rispetto delle tempistiche dei traguardi e degli obiettivi del Piano (dicembre 2021 e giugno 2022) sono state positive ma i ritardi si stanno accumulando nel passaggio dall’allocazione dei fondi ai soggetti attuatori – passaggio che richiede bandi di gara, aggiudicazioni di appalti, SAL, e relativa rendicontazione.

I dati aggiornati della NADEF dicono che, a fronte di circa 29,4 miliardi da spendere nel 2022, ne saranno erogati circa 15, oltre ai 6 del 2021. Si tratta di valori stimati, mentre si va finalizzando il caricamento dei dati di spesa sul sistema ReGiS, il nuovo portale con cui le strutture coinvolte nell’attuazione del PNRR adempiono agli obblighi di monitoraggio, rendicontazione e controllo. Entro fine anno sarà possibile capire se nel 2023 gli investimenti arriveranno alla cifra prevista di 40,9 miliardi.

I tre principali temi di intervento

  • Il deficit di capacità tecnica nelle amministrazioni locali va potenziato per consentire le procedure ad evidenza pubblica legate agli investimenti PNRR, idem la piattaforma ReGiS, coordinando le risorse con la nuova linea di finanziamento dei fondi strutturali europei di Capacità per la coesione (dotata di oltre un miliardo di euro, e recentemente approvata nell’ambito del nuovo Accordo di Partenariato 2021-27).
  • Serve una semplificazione delle gare dappalto in modalità pubblico-privata, per cui, come già accade oggi, la fase progettuale potrà essere affidata ad un’azienda dotata di specifica esperienza, e la gara pubblica organizzata sul progetto risultante, con una premialità specifica, ma non esclusiva, per l’azienda proponente. Diversi progetti di rilevanza nazionale (per esempio il cloud nazionale per i dati della PA) sono già stati realizzati con questa modalità, che andrebbe replicata sui territori.
  • I tempi sul permitting tra diverse amministrazioni in funzione delle diverse capacità organizzative risultano in media più lunghi e non compatibili con l’attuazione effettiva di quanto previsto dal PNRR. A questo riguardo, sarebbe opportuna la costituzione di una Cabina di Regia tecnica a livello nazionale che dovrà essere responsabile del monitoraggio dei tempi dei procedimenti, identificando con cadenza periodica criticità che potranno essere risolte grazie agli strumenti già attivati dal PNRR (task force di esperti, semplificazioni, uso di poteri sostitutivi). L’aver individuato in una figura politica unica di livello ministeriale le responsabilità di attuazione del PNRR è un passo in questa direzione.

Riforme da portare avanti

Da ultimo, è importante verificare se le spese previste nel PNRR per una data finalità (ad esempio ambientale o di sviluppo di capitale umano) si stiano effettivamente indirizzando ai territori/beneficiari che presentano le maggiori necessità. Analogamente, occorre verificare che le riforme previste dal Piano vengano implementate stimolando in maniera efficiente gli assi di competitività (produttività, giustizia, PA, capitale umano, ecc.), chiave per la crescita economica.

Queste evidenze, disponibili in dettaglio nei dati del PNRR Lab di SDA Bocconi, aprono spazio a una possibile parziale rimodulazione di alcune linee di investimento originariamente pianificate, al fine di garantire una maggiore efficacia possibile nell’uso delle risorse, a condizione che la stessa rimodulazione sia giustificata da dati oggettivi.

In sintesi, le stime macroeconomiche raccontano che, se opportunamente gestito, il PNRR vale fino a 0.5 punti di crescita in più all’anno del PIL di lungo periodo, anche dopo il suo termine.
Si tratta di un guadagno di crescita fondamentale per assicurare la stabilità dei conti pubblici italiani, e consentire al Paese le risorse per gestire le inevitabili transizioni che lo scenario economico globale impone.