La trasformazione digitale delle piccole e medie imprese italiane continua ad accelerare e consolida il ruolo dell’e-commerce come leva strategica per l’internazionalizzazione. Le aziende che vendono attraverso Amazon hanno generato oltre 4 miliardi di euro di vendite complessive nel 2025, mentre il Mezzogiorno si conferma uno dei protagonisti di questa crescita, arrivando a rappresentare oltre il 40% del valore complessivo delle esportazioni generate sulla piattaforma. Un risultato che evidenzia come il commercio digitale stia contribuendo a ridurre le distanze geografiche e ad ampliare l’accesso ai mercati internazionali.

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Il digitale accelera la competitività delle imprese

Le PMI italiane presenti sul marketplace di Amazon continuano ad aumentare la propria presenza sui mercati esteri grazie alla digitalizzazione. Oggi sono circa 21 mila le aziende che collaborano con il gruppo e che utilizzano gli strumenti dell’e-commerce per raggiungere milioni di clienti nel mondo. Secondo Amazon, il traguardo degli oltre 4 miliardi di euro di vendite complessive nel 2025 conferma il peso crescente del canale digitale nello sviluppo del Made in Italy.

Il Sud diventa protagonista dell’export online

A sorprendere è soprattutto il contributo del Sud e delle Isole, che generano oltre il 40% del valore complessivo delle esportazioni delle imprese italiane attive sulla piattaforma. Un dato che fotografa un tessuto produttivo sempre più dinamico e capace di valorizzare le eccellenze territoriali attraverso il commercio elettronico. L’e-commerce si conferma così uno strumento fondamentale per superare i limiti logistici e raggiungere mercati prima difficilmente accessibili.

L’Italia deve colmare il divario digitale

Nonostante i risultati positivi, resta ancora ampio il margine di crescita. Secondo l’Osservatorio eCommerce B2C Netcomm del Politecnico di Milano, gli acquisti online rappresentano circa l’11% dei consumi complessivi in Italia, una quota inferiore rispetto alla media europea del 17%, al 23% degli Stati Uniti e al 30% della Cina. Un ritardo che, secondo gli esperti, rende ancora più importante il rafforzamento della collaborazione tra istituzioni e imprese per favorire innovazione e competitività.