Più razionalità nelle nostre decisioni sul risparmio
Richard Thaler, premio Nobel 2017 per l’economia

«Scelta molto giusta e tempestiva, questa di aver premiato col Nobel Richard Thaler, l’economista che ha studiato l’incidenza dell’irrazionalità nel sistema economico. Scelta giusta tanto più se la si misura osservando i comportamenti collettivi nel settore del risparmio. Se solo asset allocation medio italiano migliorasse di 1 punto, libereresti una risorsa da 40 miliardi. Perché il  risparmiatore è così poco attento a come vengono gestiti i suoi risparmi?”. Ferruccio De Bortoli, tra i migliori giornalisti economici italiani di tutti i tempi, è convinto che l’informazione debba e possa fare molto di più per migliorare la situazione: “Facendo cultura dobbiamo cercare di far riscoprire l’attrattività di un’informazione di servizio attinente all’uso saggio delle risorse, delle risorse scarse. I cittadini devono essere messi nella condizioni di fare scelte più razionali».

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Ma perché tanta irrazionalità?

«è chiaro che l’economia è  sempre più governata dall’econometrica e sempre di meno dalla sociologia, ci si dimentica che Smith fu un filosofo, che scrisse un grande libro sulla moralità, si trascura che l’economia è fatta da persone che si muovono su grandi scelte non sempre razionali. Che senso ha che gli italiani lascino 1600 miliardi di euro a fruttare nulla nei conti correnti? O ch ci siano in giro 200 miliardi di euro di contanti, sotto i mattoni? Non è tutto riciclaggio, è anche insipienza. Un terzo è composto da banconote da 500 euro che gente comune non vede. Perché il risparmiatore medio non distingue tra tasso semplice e tasso composto? Perché commissioni che erodono il 30% dei rendimenti? Il Fondo Cometa, più grande fondo previdenziale integrativo, che ha 10 mld di massa gestita che dà a Black Rock, non gliene frega niente, vive su quel 2% di interessi … Al risparmio si dedica un’attenzione irrazionalmente modesta.

Thaler qualche indicazione la fornisce…

Sì, parla nei suoi libri della spinta gentile, è interessante. Forse in Italia occorrerebbe qualche spinta più rude. Ma pensiamo anche tutta l’irrazionalità che si accompagna alla scarsa educazione civica, per noi è una carenza di educazione verso gli altri, ma in realtà è anche un problema di efficienza del sistema collettivo, significa che non abbiamo introiettato il concetto che  comportarsi bene civicamente è una scelta economica razionale: se non si gettassero le cartacce per strada si ridurrebbero i costi della nettezza urbana e di conseguenza le tasse!

Pensa alla pubblicità sociale?

Sicuramente la funzione civile e moderna dell’informazione di servizio dovrebbe essere mettere sempre il consumatore nella condizione di fare velocemente un benchmark delle proprie scelte. Va corretta l’eccessiva attenzione al presentismo, cioè a quel che ci succede nel giro di pochi mesi, e accentuata la capacità di programmare a dieci-vent’anni… Per esempio sulle scelte relative allo  studio e alla formazione mi colpisce che, per quanto sbagliando indirizzo di studi si rischi di rovinare la vita dei giovani, spesso si fanno scelte per amicizia, malinesa convenienza immediata, senza alcun approccio sistematico sui pro e i  contro! Non si vedono ragionamenti sul rapporto prezzo-qualità delle soluzioni che vengono proposte. Idem sui consumi: siamo bombardati da proposte alternative sulle utenze, ma non ci mettiamo nella condizione di scegliere oculatamente.

Troppi algoritmi, poco discernimento?

Direi che gli algoritmi non possono sostituire la razionalità umana, al pensiero critico, senza il quale si diventa soggetti passivi.

In Italia, poi, le crisi bancarie hanno minato la fiducia dei risparmiatori… la neocostituita Commissione parlamentare farà giustizia?

Ha un ruolo importante, deve far chiarezza. Il rapporto della Banca d’Italia sulla gestione di Banca Etruria contiene contestazioni pesantissime, è ora di indagare sui conflitti di interessi locali, ragionare su tutta la nuova legislazione europea in materia che richiede i nostri decreti attuativi. Quanto è costato al risparmio degli italiani e alla solidità delle nostre banche il dilagare del conflitto d’interessi nell’erogazione dei crediti?

L’INTERVISTATO FERRUCCIO DE BORTOLI, PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE VIDAS ED EDITORIALISTA
DEL CORRIERE DELLA SERA