pic nic

Il pic nic può diventare anche chic con Cosaporto Società Benefit, che lancia il nuovo kit da pic nic Veuve Clicquot e LùBar, che include un elegante Cooler di Veuve Clicquot per mantenere lo Champagne alla giusta temperatura e una combinazione di gusto e praticità firmata LùBar composta da borsa in juta, pistacchi e mandorle croccanti. All’interno del kit ci sono anche due bicchieri da vino, per brindare con stile, e due piattini, pensati per consumare al meglio gli stuzzichini preferiti. Il kit è disponibile su cosaporto.it. Con l’arrivo della bella stagione torna anche la voglia di un pranzo all’aria aperta, in campagna oppure in un parco cittadino. Ma c’è chi assolutamente non vuole rinunciare a stile comodità e buona tavola. 

Le origini nobili del pic nic 

Del resto il pic nic nasce tutt’altro che in un contesto privo di stile. Per la prima volta la parola compare nell’Oxford English Dictionary, per indicare un pasto all’aria aperta a cui partecipano più persone all’insegna della convivialità e del relax. In realtà, esiste ancor da prima nella versione francese “pique-nique”: il verbo “piquer” significa “prendere”, “stuzzicare”, “rubacchiare”, e l’antico suffisso “nique” vuol dire “piccola cosa di poco valore”. Ad ogni modo nel XVIII Secolo, il rito prende piede soprattutto negli ambienti nobiliari durante le battute di caccia, dove venivano allestiti pasti frugali. Il Picinic diventò una sorta di “trasgressione”, ma anche un costume sociale apprezzato, tanto che la regina Maria Antonietta divenne famosa per le sue “scampagnate” sui prati di Versailles. Successivamente la pratica del Picnic assunse una connotazione più “romantica”, associata al momento della consumazione di un pasto rilassato su un prato o comunque a contatto con la natura. Oggi per un perfetto Picnic si consiglia solo una regola aurea: rispettare il luogo prescelto lasciandolo come lo si è trovato.