La vecchia sala delle grida di Piazza Affari ha cambiato volto, ma per un giorno è tornata al centro dell’attenzione del mercato. Lo scorso 1° luglio amministratori delegati e direttori finanziari di cento società quotate si sono riuniti nel cuore storico di Palazzo Mezzanotte per presentare il nuovo indice di Intermonte, il paniere pensato per valorizzare le mid e small cap italiane con caratteristiche finanziarie e di mercato selezionate.
A Piazza Affari un indice per rilanciare le Pmi quotate
Il nuovo paniere – si legge su Milano Finanza – nasce dopo un confronto con centinaia di imprenditori italiani. Secondo Guglielmo Manetti, amministratore delegato di Intermonte, molte società lamentano un forte divario tra la qualità dei propri fondamentali e le valutazioni espresse dal mercato.
L’indice punta quindi a selezionare un universo di società più facilmente investibile, attraverso una serie di criteri quantitativi: flottante minimo del 30% e comunque superiore a 5 milioni di euro; presenza di almeno un analista che abbia seguito il titolo negli ultimi 18 mesi; rapporto tra debito netto ed Ebitda inferiore a 5; limite massimo del 3% per ogni singolo titolo all’interno del paniere. I requisiti non rappresentano una garanzia di rendimento futuro, ma servono a individuare aziende con maggiore liquidità, solidità finanziaria e capacità di attrarre investitori.
Industria, salute e tecnologia trainano il nuovo paniere
Uno degli elementi distintivi del nuovo indice riguarda la composizione settoriale. Il 77% della capitalizzazione complessiva è concentrato in quattro comparti: industria, salute, beni discrezionali e tecnologia. Una distribuzione molto diversa rispetto al principale indice azionario italiano, dove prevalgono invece banche, assicurazioni e utility. Il nuovo paniere offre quindi agli investitori una maggiore esposizione verso settori legati alla manifattura avanzata, all’innovazione e alla crescita industriale.
Lu-Ve ed El.En., i giganti delle small e mid cap italiane
Tra le cento società incluse emerge un dato curioso: i due titoli con la maggiore capitalizzazione, Lu-Ve ed El.En., hanno superato entrambi la soglia del miliardo di euro di valore di mercato. Un risultato frutto di percorsi di crescita molto rilevanti. Lu-Ve, azienda varesina specializzata negli scambiatori di calore, ha registrato una forte crescita del titolo, mentre El.En., gruppo fiorentino attivo nei laser per medicina ed estetica, ha beneficiato dell’espansione nei mercati internazionali.
L’indice è stato creato alla fine di marzo e la composizione iniziale è stata definita sulla base della capitalizzazione delle società in quel momento. In caso di superamento del limite dimensionale, l’uscita dal paniere non è immediata: servono due rilevazioni consecutive di non conformità, effettuate con cadenza semestrale.
Da Piaggio a Mondadori: nomi storici entrano nel paniere
Il nuovo indice – riporta Milano Finanza – riunisce società appartenenti sia al mercato principale sia all’Euronext Growth Milan (Egm): 49 aziende arrivano dal mercato regolamentato e 51 dal segmento dedicato alle realtà a più elevata crescita. Tra i nomi più conosciuti figurano aziende storiche dell’economia italiana. C’è Piaggio, simbolo della mobilità italiana, che secondo gli analisti mantiene un potenziale di rivalutazione dopo un periodo complesso in Borsa. Presente anche Mondadori, gruppo editoriale guidato da Marina Berlusconi, considerato dagli analisti un titolo con multipli contenuti e margini di crescita. Tra le società più dinamiche figura inoltre NewPrinces, ex Newlat, attiva nel settore alimentare. Accanto ai marchi tradizionali trovano spazio anche realtà della nuova economia, come Wiit, società specializzata nei servizi cloud e nella cybersecurity per le imprese, protagonista negli ultimi anni di una forte crescita sul mercato azionario.
L’obiettivo: dare visibilità alle eccellenze nascoste della Borsa italiana
Il nuovo indice punta quindi a creare un ponte tra imprese di qualità e investitori, offrendo maggiore visibilità a un segmento spesso trascurato del mercato azionario italiano. Le piccole e medie imprese rappresentano una componente fondamentale del tessuto produttivo nazionale, ma molte di esse soffrono ancora di una limitata copertura degli analisti e di volumi di scambio inferiori rispetto ai grandi titoli. La sfida del nuovo paniere sarà dimostrare che anche nella parte meno esplorata di Piazza Affari esiste un patrimonio di aziende innovative, solide e capaci di generare valore.
















