Il governo italiano sta valutando un intervento mirato a supportare le imprese del settore automotive da includere nella legge di bilancio 2025. L’obiettivo è fornire un sostegno diretto alle aziende della filiera produttiva, senza ricorrere ai tradizionali incentivi per l’acquisto di veicoli. L’annuncio ufficiale delle misure potrebbe arrivare il 17 dicembre, durante un tavolo di confronto presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Fondi per la filiera
Le risorse disponibili saranno limitate, ma il governo intende concentrarle su interventi strategici. Secondo fonti vicine alla maggioranza, il sostegno si rivolgerà a tutta la filiera dell’automotive, che conta oltre 2.200 aziende in Italia, occupandosi di componenti essenziali come motori, marmitte, vetri e cinture di sicurezza.
Tra le misure ipotizzate figurano:
- Incentivi alla ricerca e innovazione, per stimolare la transizione verso tecnologie più sostenibili e competitive;
- Aiuti per ridurre i costi energetici, un fattore cruciale per preservare la competitività degli stabilimenti, soprattutto in un contesto di rincari energetici.
Il piano di Urso
Il ministro per le Imprese e il Made in Italy, Adolfo Urso, ha già delineato una strategia pluriennale per rilanciare il settore dopo il recente taglio di 4,6 miliardi al fondo automotive. Per il 2025, si prevede lo stanziamento di 200 milioni di euro aggiuntivi, che si sommano ai 200 milioni residui già presenti nel fondo e ai 240 milioni inutilizzati dai precedenti incentivi Ecobonus.
A queste risorse si potrebbero aggiungere ulteriori 500 milioni per contratti di sviluppo legati alla transizione industriale, con l’obiettivo di raddoppiare la cifra grazie a un dialogo con la Commissione europea. Complessivamente, per il biennio 2025-2026, il governo stima di avere a disposizione 1,64 miliardi di euro.
L’importanza dell’automotive
Il settore automotive è un pilastro dell’economia italiana, generando circa il 6% del PIL e occupando centinaia di migliaia di lavoratori lungo tutta la filiera. Tuttavia, la transizione verso la mobilità elettrica e i costi crescenti rappresentano sfide importanti.
Il piano del governo punta non solo a preservare l’occupazione e la competitività delle aziende italiane, ma anche a preparare il terreno per un’industria più innovativa e sostenibile.













