Gli investitori italiani si affollano su Cardano
Simon Peters, market analyst di eToro

Dopo Dogecoin a inizio maggio, e Chainlink e Uniswap lo scorso aprile, la piattaforma di investimento eToro ha aggiunto in questi giorni quattro nuovi criptoasset, o meglio token: Aave, Compound, Yearn.Finance e Decentraland. Delle quattro, Aave coin, è la maggiore con una capitalizzazione di 5,3 miliardi di dollari e supporta il protocollo Aave che è il più noto per i “flash loans”, ovvero i prestiti contratti e rimborsati in rapida successione senza necessità di una garanzia. Compound, invece, è un “protocollo di tasso d’interesse autonomo e algoritmico” con una capitalizzazione di mercato di circa 4 miliardi di dollari e il  token di governance di Compound permette ai possessori di esprimere il proprio voto sulle proposte di miglioramento del protocollo. Le altre due new entry, Yearn.Finance (YFI) e Decentraland (MANA), hanno rispettivamente una capitalizzazione di 2,1 e 1,3 miliardi di dollari: il primo è il robo-advisor della finanza decentralizzata mondiale e consente agli utenti di allocare automaticamente fondi sulle opportunità più remunerative dell’esplosivo mercato della finanza decentralizzata (DeFi), incluse attività di prestito collettivo, generazione di rendimenti e assicurazione. Infine, Decentraland è il protocollo alimentato da Ethereum che unisce realtà virtuale e blockchain per creare un mondo tridimensionale ispirato al videogioco Minecraft. 

Ma perché puntare sulle criptovalute dopo il crollo di Bitcoin della scorsa settimana e le accuse montanti di danno ambientale? “Questi token sono molto diversi dal Bitcoin – spiega Simon Peters, market analyst di eToro – Il Bitcoin è una criptovaluta, mentre il token, pur conservando le caratteristiche di sicurezza e trasferibilità non censurabile di una criptomoneta, rappresenta il gemello digitale di un bene reale, con i relativi diritti a esso associati”. Nel mondo cripto è importante quindi incominciare a distinguere e formulare categorie di prodotto: le criptovalute sono un asset legato in modo indissolubile alla rispettiva blockchain. I token sono invece creati su blockchain già esistenti (la più comune al momento è Ethereum) e possono avere scopi e utilità diversi dal semplice scambio di valore grazie anche alla creazione di “smart contracts”. Quest’ultima categoria sta letteralmente esplodendo per numero e capitalizzazione. Ma qual è il loro futuro e come calcolare il loro valore? “I token più piccoli potrebbero vedere importanti cambiamenti di prezzo in quanto aprono alla possibilità di essere considerati un’opzione più accessibile rispetto a Bitcoin o Ethereum – spiega Peters – Ma solo il tempo ci dirà se questi token potrebbero superare alcune delle criptovalute più affermate”. “In ogni caso l’interesse nello spazio cripto sta crescendo e più investitori stanno cercando l’esposizione a diversi tipi di progetti”, conclude Peters.