Ma ha avuto senso affannarsi come matti per dodici mesi? Lo rifareste, lo rifaremmo? In quest’Italia delle tre transizioni zoppe, quella energetica col più bel clima del mondo e con poche rinnovabili; quella digitale col digital divide e senza rete unica; e quella demografica, perché i giovani sognano poco e temono il futuro, le donne sono ancora discriminate e il ceto medio (vedi coverstory) annaspa. In quest’Italia, si diceva, ha avuto senso impegnarsi così? E l’avrà, l’anno venturo?

Quanti di voi – imprenditori, dirigenti d’azienda, quadri, impiegati, liberi professionisti – si sono fatti questa domanda, negli ultimi 10, 15 giorni, complice il calendario? Molti, sicuramente, e non solo quelli cui “è andata male”: anche alcuni tra i “vincenti”. Perché la fatica è stata tanta per tanti, e i risultati, perfino quelli buoni, spesso sono stati comunque deludenti. Condividendo un po’ tutti, chi più chi meno, quello stigma, ferocemente ben sintetizzato dal Censis nell’ultimo rapporto, che ci dà dei “sonnambuli, ciechi di fronte ai presagi”. Ciechi noi quando scegliamo i politici sbagliati e loro a promettere cento e mantenere 1.

E allora, che si fa? Si butta tutto a mare e si vola a Puerto Escondido? Innanzitutto: eventualmente, con quali soldi. E poi no, cavolo: questo è ancora un Paese che sorprende. I rating sui nostri Btp sono stati confermati; le rate previste del Pnrr sono state incassate; il Patto di stabilità è un compromesso al ribasso ma è molto meglio di quella follia da Gestapo che imposero a suo tempo i tedeschi, e un po’ di ruolo in questa mitigazione l’abbiamo pur avuto; siamo ai record dell’export e dell’occupazione… Insomma, l’Italia non è da buttare, semmai sarebbero da buttare in qualche gattabuia alcuni italiani.

Si tratta di giocarsi al meglio questo 2024 che incede minaccioso con attese di frenata economica, opposte a quelle di ipercrescita con cui arrivò il 2023 e che si rivelarono sbagliate.

Cercando l’utile in quel che si fa: ma non solo l’utile economico, anche l’utile sistemico, per guardarsi allo specchio la mattina senza particolare antipatia. L’ha ben detto Massimo Doris, l’imprenditore di Banca Mediolanum, facendo gli auguri di fine anno ai suoi: “Mio padre voleva avere successo rendendosi utile alle persone”.

Ecco, non è male come obiettivo. Economy vi è utile? Se state leggendo queste righe, evidentemente sì. Ma più in generale – e va detto, proprio per guardare un po’ oltre il proprio naso – è utile l’informazione professionale, firmata, approfondita, di servizio, che indichi “modelli, opportunità e soluzioni” (almeno in economia!) e che sia responsabile.

Attenti a questa parola chiave, perché la Rete sembra aver ammazzato l’approfondimento, ma la complessità dei problemi è aumentata! E come si fa ad affrontarli e risolverli senza approfondire, affidandosi ai famosi 140 caratteri del vecchio Twitter o ai 500 di Threads? L’informazione naviga in acque difficili, ma tornerà senza alcun dubbio nel porto della stabilità. Basta aspettare, tenendo duro. Come facciamo noi di Economy Group, come faremo anche nel 2024, per tenervi vicini come sempre, e come sempre preziosi, nello scambio costante che c’è tra noi.