«Per le e-car è necessaria l’integrazione dei servizi»
Francesco Venturini, capo settore Innovazione di Enel

Italia inchiodata allo 0,01% di auto elettriche su quelle immatricolate. Problema culturale o infrastrutturale?

È vero, siamo uno dei Paesi dove la mobilità elettrica fa più fatica.  Negli ultimi mesi però, abbiamo registrato segnali incoraggianti. C’è da dire che l’Italia non ha potuto godere dei consistenti incentivi che altri governi europei hanno istituito per supportare la diffusione della mobilità elettrica. Se escludiamo il gap di prezzo ancora esistente rispetto ai veicoli a combustione interna, sono diversi i vantaggi per chi decide di mettersi alla guida di una e-car. Certo, la capillarità dell’infrastruttura  di ricarica e l’autonomia delle batterie assumono  un ruolo rilevante per garantire la possibilità di utilizzarlo come un veicolo tradizionale,  anche per i lunghi spostamenti,  senza il timore di restare senza carica.

Anche il report sull’e-mobility del Politecnico di Milano sostiene che più che sulle infrastrutture di ricarica, bisogna destinare risorse agli incentivi per l’acquisto. Il PNIRE però sembra ragionare in maniera inversa.

Come Enel, abbiamo lavorato su entrambi i piani. Da una parte abbiamo pensato a come semplificare la vita di chi desidera passare a una e-car con offerte specifiche all-inclusive che, oltre al veicolo, comprendono l’installazione della infrastruttura di ricarica domestica e la possibilità di ricaricare in tutte le colonnine pubbliche utilizzando una semplice app. Dall’altra, abbiamo avviato l’installazione di un’ampia rete di colonnine pubbliche per la ricarica delle auto elettriche in tutto il territorio nazionale.  Il progetto europeo EVA+, che prevede l’installazione di 200 colonnine di ricarica veloce sulle autostrade di Italia e Austria, va in questa direzione.

In Germania, da tempo, l’automotive lavora insieme ai fornitori di energia per facilitare l’utenza con servizi integrati di e-mobility. Enel lo ha fatto assieme a Nissan. È questa la strada giusta?

Crediamo di sì e siamo fieri di essere la prima utility al mondo ad aver siglato accordi con le più importanti case automobilistiche, come Nissan, Mercedes e BMW, per offrire un prodotto all-inclusive per la mobilità elettrica, che comprende auto, infrastruttura per il pieno di energia in casa e ricarica libera in tutte le colonnine pubbliche. In questo modo abbiamo eliminato inutili passaggi. Chi voleva passare all’elettrico prima doveva rivolgersi al venditore di automobili, al distributore per l’installazione della stazione di ricarica domestica, al venditore di energia per stipulare un contratto per la ricarica del veicolo. Inoltre, sempre per semplificare la vita di chi possiede un veicolo elettrico, abbiamo creato un’app che consente di ricaricare l’auto elettrica presso le colonnine di ricarica pubblica con pochi click. Basta inserire i propri dati e il numero di carta di credito; non occorre più essere titolare di un contratto di fornitura per la ricarica. È una semplificazione importante anche per gli utenti stranieri, i turisti che viaggiano nel nostro Paese.

I dietrologi sostengono che il mercato dell’elettrico non decolla perché ci sono troppe “resistenze” da parte dell’automotive tradizionale…

Pensiamo siano posizioni destinate a cambiare. I vantaggi dei veicoli elettrici sono ormai innegabili dal punto di vista economico e ambientale, sia se il confronto avviene con auto a combustione interna benzina e diesel sia con quelle alimentate a gas metano. Inoltre, occorre anche ricordare che la tecnologia sta evolvendo velocemente e le case automobilistiche stanno puntando ormai quasi in blocco sui veicoli elettrici, lanciando auto a prezzi progressivamente più contenuti e con autonomie via via maggiori, arrivate ormai anche a 300 km con un pieno di energia.

E-mobility pubblica: quali le prospettive?

Se pensiamo a come ci si muoveva 10 anni fa, stiamo vivendo una rivoluzione. Penso alla comparsa nelle principali città italiane dei servizi di car e scooter sharing che hanno cambiato le abitudini di moltissime persone, soprattutto dei più giovani che oggi non sentono quasi più la necessità di possedere un’auto.  Anche in quest’ambito, pensiamo che il vettore elettrico giocherà un ruolo decisivo e infatti abbiamo lanciato offerte specifiche per flotte aziendali e car sharing. A questo punto sarà inevitabile lo sviluppo di servizi di mobilità pubblica con veicoli elettrici a disposizione delle pubbliche  amministrazioni. Noi ci stiamo già lavorando. (f.c.)