La spesa per pensioni e vitalizi pesa sempre di più sui conti della Camera. Nel 2026 gli oneri previdenziali di Montecitorio sono attesi a 472 milioni di euro, pari a oltre il 47% delle uscite complessive previste dall’istituzione, con un aumento di circa 17,2 milioni rispetto al 2025.
Il dato emerge dal progetto di bilancio della Camera per il 2026 e per il biennio successivo. Nel complesso, le uscite di Montecitorio sono stimate in 996,72 milioni di euro quest’anno, mentre la voce previdenziale continua a rappresentare una delle componenti più rilevanti della spesa.
Pensioni e vitalizi, spesa in crescita nel 2026
La spesa prevista per il 2026 – si legge su Milano Finanza – comprende circa 130,1 milioni di euro destinati ai vitalizi degli ex deputati e poco meno di 342 milioni per gli assegni previdenziali del personale.
Rispetto al 2025, la spesa pensionistica complessiva della Camera dovrebbe aumentare del 3,79%. Una dinamica superiore a quella prevista per la spesa pensionistica dell’ordinamento generale, stimata nel Documento di finanza pubblica intorno al 2,8% per il 2026.
Il confronto cambia però guardando a un orizzonte più ampio. Secondo il progetto di bilancio, tra il 2026 e il 2028 la spesa previdenziale della Camera dovrebbe crescere complessivamente dell’8,81%, un incremento inferiore a quello atteso per la spesa pensionistica complessiva, indicato intorno al 10%.
La dinamica delle spese fino al 2028
Dopo l’aumento previsto per quest’anno, la crescita degli oneri pensionistici dovrebbe rallentare nel 2027, quando l’incremento stimato è dell’1,58%. Nel 2028 è invece attesa una nuova accelerazione, con una crescita del 3,21%.
La voce previdenziale continuerà quindi ad avere un peso significativo nei conti di Montecitorio. Il progetto di bilancio evidenzia tuttavia come, considerando l’intero triennio 2026-2028, l’incremento della spesa pensionistica della Camera dovrebbe rimanere al di sotto della crescita prevista per l’ordinamento generale.
Il quadro si inserisce nella progressiva evoluzione del sistema previdenziale della Camera, che negli ultimi anni è stato interessato dal passaggio al metodo contributivo per le prestazioni legate agli organi parlamentari.
















