Pensione di invalidità 2022

A partire dal 1° giugno 2026 migliaia di grandi invalidi in Italia riceveranno un aumento significativo dell’assegno mensile della pensione. Si tratta di una delle misure più rilevanti introdotte dalla Legge di Bilancio 2025, che interviene sul sistema delle provvidenze economiche destinate a chi ha riportato gravi menomazioni per cause di servizio. L’aumento sarà accompagnato anche dal riconoscimento degli arretrati maturati dall’inizio dell’anno, con un effetto complessivo che renderà il cedolino di giugno particolarmente consistente per i beneficiari.

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Pensioni e assegni grandi invalidi: cosa cambia da giugno 2026

Le novità derivano dai commi 922-924 dell’articolo 1 della legge n. 199/2025, che ha aggiornato la disciplina prevista dalla legge n. 288/2002 in materia di assegni per grandi invalidi.

L’Inps, con il messaggio n. 1269 del 14 aprile 2026, ha confermato ufficialmente l’applicazione degli aumenti, precisando che la decorrenza sarà retroattiva dal 1° gennaio 2026. Questo significa che nel mese di giugno verranno corrisposti sia i nuovi importi mensili sia gli arretrati relativi ai primi cinque mesi dell’anno.

Chi ha diritto all’aumento Inps

L’intervento riguarda l’assegno sostitutivo dell’accompagnatore, una prestazione economica riconosciuta ai grandi invalidi per servizio militare o per cause assimilate. Si tratta di soggetti che hanno riportato gravi infermità o menomazioni durante il servizio e che possono scegliere questa indennità economica in alternativa all’accompagnamento militare diretto.

La disciplina di riferimento resta il DPR n. 915 del 1978, che definisce le diverse fasce di gravità degli invalidi di servizio e determina il livello delle prestazioni economiche collegate.

Quanto aumenta il cedolino: importi e arretrati

L’incremento economico varia in base alla fascia di appartenenza. Per i grandi invalidi appartenenti al livello più grave, l’assegno mensile passerà da circa 878 euro a 1.000 euro, con un aumento pari a 122 euro al mese. A questi si aggiungeranno gli arretrati, che per i primi cinque mesi del 2026 ammonteranno a circa 610 euro.

Anche per la fascia intermedia è previsto un adeguamento: l’importo salirà da circa 439 euro a circa 500 euro mensili, con un incremento di circa 61 euro e arretrati complessivi pari a circa 305 euro. Nel complesso si tratta di un intervento che incide in modo diretto sul reddito mensile dei beneficiari, rafforzando il sostegno economico per una platea particolarmente fragile.

Pagamenti automatici senza domanda

L’Inps ha chiarito che gli aumenti verranno erogati in modo automatico, senza necessità di presentare alcuna domanda. I beneficiari vedranno quindi l’aggiornamento direttamente nel cedolino di giugno, insieme alla liquidazione degli arretrati.

Tutti i dettagli saranno consultabili all’interno del fascicolo previdenziale online sul sito dell’Istituto, dove sarà possibile verificare importi aggiornati e singole voci di pagamento.