pensioni

Stando al Def sarà difficile che il prossimo anno arrivi qualche tipo di pensionamento anticipato, anche perché la spesa per le pensioni è troppo alta e rischia di crescere ancora. Nel 2024 rischia di toccare i 337,4 miliardi di euro e l’anno successivo salirà a 5 miliardi. L’ipotesi è di arrivare agli 8 miliardi nel 2027. Anche per questo sono escluse le proposte che prevedono un pensionamento con 41 anni di contributi, che non tenga conto dell’età. Il problema è che il numero dei pensionati sta a poco a poco crescendo, mentre si riduce quello dei lavoratori che li devono mantenere, non perché guadagnino poco, ma perché sono sempre meno dal punto di vista numerico coloro che sono in età lavorativa. A questo si aggiunga l’inflazione, che con il meccanismo della rivalutazione, è tornata a far crescere gli assegni pensionistici.

Non è bastato tagliare le pensioni

Il taglio delle rivalutazioni degli assegni superiori a quattro volte il minimo non è stato sufficiente. Lo dimostra il fatto che la spesa è salita del 7,4% nel 2023 e del 5,8 nel 2024. Infine si è aggiunto lo scivolo, che ha consentito a diversi lavoratori di essere collocati a riposo in anticipo rispetto ai 67 anni previsti per legge. Insomma la dinamica dell’aumento della spesa ha visto praticamente un raddoppio nel quinquennio 2018-2023, rispetto ai nove anni precedenti.

Con il Def poi è stata introdotta la novità della spesa primaria netta, che è il nuovo parametro che serve a valutare i conti pubblici, dal quale emerge come la spesa per le prestazioni sociali sia di gran lunga superiore a tutte le altre. E la voce principale in questo caso è ancora quella della spesa pensionistica.

Negli ultimi mesi si è, quindi, avuta una decisa stretta sugli scivoli introdotti dagli ultimi governi, che sono in scadenza a fine dicembre. L’attuale Quota 103  permette di lasciare il lavoro a 62 anni con una 41 di contributi, ma accettando un ricalcolo contributivo della pensione, si devono aspettare sette messi nel privato e 9 nel pubblico  prima di ricevere l’assegno. Opzione donna ha  visto salire l’età a 61 anni, che possono essere ridotti solo alle donne con figli, pur sempre con un taglio della pensione attraverso il  ricalcolo contributivo. Sarà più probabile che in manovra arrivi una stretta sulle pensioni per contenere la spesa, come quelle introdotte l’anno scorso sulle pensioni dei dipendenti pubblici di alcune gestioni, quelle dei medici, dei dipendenti degli enti locali e degli ufficiali giudiziari, che si sono visti annullare una serie di meccanismi di calcolo degli assegni privilegiati rispetto agli altri lavoratori.