Pensioni 2022 aumenti marzo

Buone notizie per i pensionati italiani che a marzo 2022 vedranno nel cedolino aumenti consistenti nell’ammontare totale del percepito. La crescita delle pensioni è dovuta alla combinazione di meno tasse e recupero dell’inflazione, fissata all’1,7%, con un aumento di circa 100 euro netti previsto per un pensionato medio.

Pensioni: gli aumenti di marzo 2022

Ad influire in positivo sull’aumento delle pensioni degli italiani è innanzitutto la riforma dell’Irpef che è andata a modificare le aliquote previste per i diversi scaglioni di reddito e prevede delle detrazioni differenti per chi percepisce la pensione. A marzo 2022, nello specifico, è previsto il conguaglio della misura – avviata a gennaio 2022 – e dunque di tre mensilità. Stando a quanto stabilito dall’Ipb, Ufficio parlamentare di bilancio, il beneficio medio dei pensionati con la riforma Irfef sarà di 178 euro all’anno.

Per quel che riguarda il tasso di inflazione, l’Istat lo ha certificato nel 2021 all’1,9%, ma sulle pensione del 2022 verrà recuperato solo 1,7% con il restante 0,2% che scivolerà direttamente al 2023 come conguaglio Inps. Più nello specifico nei mesi di gennaio e febbraio l’Istituto nazionale di previdenza sociale ha rivalutato le pensioni all’1,6% inizialmente stimato. Da marzo, invece, si applicherà l’1,7% recuperando così lo 0,1% dei primi due mesi.

Infine nel 2022 tornano gli scaglioni di Prodi, ovvero un sistema di rivalutazione decisamente più favorevole per i pensionati. Grazie a questo meccanismo alle pensioni fino a quattro volte il minimo viene garantito un adeguamento del 100%, tra quattro e cinque volte del 90% e sopra le cinque volte del 75%. Volendo fare un esempio su un pensione di 3mila euro possiamo dire che i primi 2.095 euro sono rivalutati al 100%, ovvero recuperano l’1,7% di inflazione, la parte compresa tra 2.619 e 2.095 euro – 529 euro – è rivalutata al 90% con un recupero dell’inflazione parti all’1,53%, mentre l’ultima quota di 381 euro – compresa cioè tra 3.000 e 2.619 euro – è rivalutata al 75% con un recupero dell’inflazione all’1,7%.