adeguamento pensioni

Ultimi giorni per inviare la dichiarazione reddituale all’Inps. Il 28 febbraio scatta la scadenza RED per i pensionati che percepiscono prestazioni collegate al reddito. I soggetti interessati devono inviare i dati reddituali riferiti al 2023 per evitare la sospensione degli importi aggiuntivi. In gioco ci sono voci importanti come quattordicesima, integrazione al minimo, assegno sociale e alcune prestazioni di invalidità civile.

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Pensione, ultimi giorni per il RED: chi rischia

La comunicazione – secondo quanto si legge su Il Messaggero – serve a confermare il diritto alle somme attualmente in pagamento. L’adempimento può essere effettuato tramite modello RED oppure utilizzando i servizi online dell’Inps, accedendo all’area riservata MyINPS. Attraverso il RED precompilato, il pensionato può controllare i redditi già noti all’Istituto, confermarli o modificarli, con una procedura guidata che riduce il rischio di errori o dimenticanze.

Cosa fare per non perdere le somme

Il mancato invio della dichiarazione non comporta la perdita immediata delle somme, ma avvia un percorso scandito da passaggi precisi. Dopo la scadenza, l’Inps invia un sollecito concedendo ulteriore tempo per mettersi in regola. Se la comunicazione continua a mancare, scatta la sospensione delle prestazioni collegate al reddito. Trascorsi 60 giorni senza risposta, l’Istituto può procedere alla revoca definitiva e al recupero degli importi eventualmente erogati senza i requisiti accertati. Se invece la posizione viene regolarizzata nei termini successivi alla sospensione, la prestazione può essere ripristinata dal mese seguente, previa verifica del diritto.

Cosa succede se non si invia il RED all’Inps

L’obbligo – riporta Il Messaggero – riguarda diverse categorie di beneficiari, stimate in circa 680mila persone. Devono presentare la dichiarazione coloro la cui situazione reddituale sia cambiata rispetto all’anno precedente, ma anche chi percepisce redditi che non transitano integralmente nella dichiarazione fiscale ordinaria, come alcuni proventi finanziari, interessi, redditi da lavoro svolto all’estero o compensi da collaborazioni e attività autonome, anche occasionali. Sono coinvolti anche i soggetti esonerati dalla dichiarazione dei redditi ma titolari di entrate ulteriori rispetto alla pensione.

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Il quadro normativo

Le regole di riferimento sono fissate dalle circolari e dai messaggi applicativi dell’Inps, che individuano i soggetti obbligati e le tipologie di reddito da considerare. Per evitare tagli o recuperi di somme, è quindi fondamentale rispettare la scadenza del 28 febbraio e verificare con attenzione la propria posizione reddituale.