giornali stranieri

SuCorriere della Sera oggi il titolo più alto è “Gli Stati Uniti approvano l’invio dei tank, e Berlino manderà i Leopard in Ucraina”. La purga anti-corruzione finisce nel catenaccio, a differenza de La Stampa (fotonotizia di prima “Purghe ucraine”) e de il Sole-24 Ore che in taglio medio centrale sotto la  foto del presidente Volodymir Zelensky spara il titolo: “Corruzione in Ucraina, dimissioni a catena, tank Usa e tedeschi a Kievtangenti e forniture a prezzi gonfiati”.  

Per Il Foglio “Biden toglie Scholz dagli impicci e libera i Leopard (e gli Abrams)”. 

“Escalation” è invece il titolone di La Repubblica sulla foto di un Leopard tedesco in azione: “Svolta nella guerra: intesa Washington-Berlino, Leopard 2 tedeschi e Abrams M1 americani saranno inviati presto in Ucraina, corruzione nel governo a Kiev, purga di Zelensky”. “Il patto dei panzer che Washington e Berlino si preparano ad annunciare ha soprattutto obiettivi politici” scrive Gianluca Di Feo in prima sul quotidiano romano che ricorda anche “l’audizione di oggi del ministro della Difesa Guido Crosetto al Copasir per il via libera a nuove armi italiane a Kiev”. 

Su La Stampa è il ministro degli Esteri Antonio Tajani che suona la carica prendendosi il titolo di apertura: “Subito armi e aiuti, infrastrutture al collasso, per i Samp-T serve tempo”. E in una intervista sul giornale torinese, Henry Kissinger ricorda che “anche Gianni Agnelli diceva che la Russia sta in Europa”. 

Falchi e colombe

Sul Corriere della Sera spazio al premier olandese Mark Rutte che chiede “Riforme in ogni paese europeo per evitare nuovi debiti comuni” mentre dal Dipartimento di Sicurezza americano a Washington tambureggia l’idea di “trasformare il G7 in una istituzione da affiancare alla NATO”.
Sulle politiche monetarie europee Fabio Panetta (Bce) sul Sole-24 Ore gela i falchi: “no a rialzi automatici dei tassi d’interesse”

Tutta l’economia che serve 

La temuta serrata dei benzinai che la settimana scorsa sembrava aver messo in crisi il governo Meloni non è più un titolo di apertura ma è finita in secondo piano, La Repubblica ne dà notizia giusto con un trafiletto in prima: “Sciopero dei benzinai per 48 ore, fallita l’ultima mediazione”Stesso spazio sulla Stampa che scrive: “Benzinai e balnearigoverno in tilt, il ministro per il Made in Italy Adolfo Urso tenta un’ultima mediazione, i gestori si spaccano ma lo sciopero è confermato”. 

Perentorio Il Messaggero: “benzinai divisi sulla chiusura, si tratta sulle sanzioni”. 

Di spalla il quotidiano romano caldeggia la candidatura di Roma per la sede dell’Autorità Europea Antiriciclaggio (Amla) e all’interno scrive di “Italia hub europeo per l’energia: 7 rigassificatori e 5 gasdotti dal Sud, il piano del governo”. 

Secondo il Messaggero anche per la riforma del fisco potrebbe essere la volta buona: la legge-delega dovrebbe arrivare in Cdm ai primi di marzo con le sanzioni sull’IVA che potrebbero scendere al 60% come chiede il viceministro al Mef Maurizio Leo. 

Solo il Giornale apre sul “caos benzina” ma per dire che “l’esecutivo alleggerisce multe e controlli, i gestori confermano lo sciopero ma si spaccano sulla durata”. 

“Meloni non cede ai benzinai” sintetizza il Tempo.

Comuni, investimenti verso il record ma al Sud sono mille gli enti in deficit” titola invece in apertura Il Sole-24 Ore, “PNRR e fondi Ue riportano la spesa ai picchi 2003-2004, 10 miliardi in arrivo ma la crisi di organici e conti mette a rischio l’attuazione nel Mezzogiorno”Il giornale di Confindustria in taglio medio riporta Google sotto accusa negli USA: monopolio illegale della pubblicità, il Dipartimento di giustizia propone lo spezzatino del colosso”. Sempre sulla prima del Sole-24 Ore le notizie sul fronte interno: “sulle telecomunicazioni (Tim e Wind Tre) in arrivo rincari delle tariffe legati all’inflazione” e poi, brevemente, il caso balneari su cui “il governoprende tempo”.

In prima pagina Libero Quotidiano sceglie di attaccare l’Europa: “No vino, sì vermi, buon appetito, l’Ueautorizza la vendita di farina di grillo e larve congelate ma limita il consumo di alcol”. 

I dolori della giovane Giorgia 

Sul Corriere della Sera un sondaggio (“Fdi rallenta l’avanzata, il Pd è fermo, cresce il M5S”), su La Stampa un retroscena: (“Forza Italia irrita Meloni, sono una spina su tutto”) turbano i sonni della premier mentre tiene banco (ma sempre più stancamente) il dibattito sull’autonomia differenziata per le Regioni sostenuta dalla Lega: “C’è un nuovo scoglio, Parlamento poco coinvolto e nell’ultima bozza poche risorse per il Sud” fa notare il Messaggero.  

Ipse dixit 

“Con l’autonomia un nuovo Rinascimento”, il Governatore veneto Luca Zaia su La  Stampa

Giustizia, una riforma da riformare

Sul Corsera (ennesima) intervista a Silvio Berlusconi che su intercettazioni e separazione delle carriere dei magistrati si schiera con il ministro della Giustizia: “Stiamo con NordioRiforma necessaria, è una delle ragioni per cui è nato questo governo”. 

Vittorio Feltri su Libero in prima pagina commenta: “Intercettazioni? Giusto farle non diffonderle”. 

Caustico come sempre Il Fatto Quotidiano che oggi titola: “Nordio sbugiardato pure dal Garante: zero abusi” 

Oggi intanto si vota per il vicepresidente del Csm al posto di Ermini. E ieri c’è stato un “richiamo del Colle, il capo dello Stato Sergio Mattarella all’assemblea ha detto: “episodi gravi, ma indipendenza è pilastro della democrazia (Corriere della Sera). Per Carlo Galli di Repubblica “è un messaggio a Nordio”. 

“Mattarella molla Nordio e sceglie di difendere il partito dei pm” così apre Il Riformista di Piero Sansonetti. 

Per La Stampa ormai è “Scontro nella giustizia” e Donatella Stasio nel pezzo “Le false riforme del fine pena mai” scrive della questione ergastolo ostativo (tornata sotto i riflettori dopo l’arresto di Matteo Messina Denaro) su cui oggi si deve pronunciare la prima sezione penale della Cassazione. 

Per chi ha tempo (gli editoriali da leggere)

“E se questo fosse davvero l’anno della Grande Depressione? Il riferimento non è alla crisi economica mondiale che sul finire degli anni Venti colpì produzione, occupazione, redditi e capitali. […] qui si parla di una caduta verticale dell‘umore, di un tono psicologico che tende a farsi apatia e astenia […] per milioni d’italiani è la condizione che ha fatto seguito all’infezione da Covid prolungandosi in ciò che viene detto Long Covid e si manifesta come spossatezza fisica e mentale […] soprattutto perdita di forza muscolare. [..] In altri termini nell’arco degli ultimi mesi e c’è da temere nei prossimi anni, si assisterà a una drastica riduzione dell’idea di futuro” (“Grande Depressione, il rischio italiano” Luigi Mancini su La Stampa)