Le tre aree da monitorare per navigare l’ultima fase del 2021

outlook pubblicato su Investire di gennaio

“Dopo una fase di rallentamento della crescita, l’economia mondiale sembra avviata verso una ripresa nel 2020, prolungando ulteriormente uno dei periodi di espansione più lunghi della storia”. L’outlook per il nuovo anno a cura di Luca Tenani, head di Schroders Italia.

Ci aspettiamo un miglioramento in gran parte dei mercati emergenti, grazie alla ripresa sul fronte commerciale e alla limitata inflazione (Luca Tenani, head Schroders Italia)

Il rallentamento di quest’anno ha creato preoccupazioni su una possibile contrazione dell’economia Usa.

Tuttavia riteniamo che l’attività economica beneficerà del miglioramento delle tensioni tra Usa e Cina e dei tassi più bassi negli Stati Uniti. Abbiamo quindi alzato le previsioni per la crescita globale nel 2020, dal 2,4% al 2,6%. 

Ci aspettiamo il completamento della “fase uno” dell’accordo tra Usa e Cina, già annunciata a ottobre ma non ancora finalizzata. Si spera che ciò impedirà ai due Paesi di implementare ulteriori dazi e potenzialmente ridurrà quelli già in vigore.

Ciò porterebbe a un rafforzamento del commercio globale e a una maggiore spesa per investimenti delle imprese, con un miglioramento dell’attività in Europa, Giappone e Usa. 

Oltre alle minori tensioni commerciali, anche i tassi bassi saranno di supporto. Le condizioni monetarie in generale sono le più accomodanti dell’ultimo decennio, considerando tassi delle banche centrali, rendimenti obbligazionari e dollaro. 

Abbiamo anche alzato le previsioni per la Cina (il presente outlook è stato pubblicato prima della comparsa del Coronavirus, ndr.). Nel complesso, le economie emergenti si stanno rafforzando, anche se persistono preoccupazioni su aree come Hong Kong e Argentina. 

Il declino delle tensioni commerciali. Le chance di assistere a un accordo commerciale sono aumentate, come suggerisce una nostra analisi che monitora il numero di articoli di Reuters contenenti parole chiave pro-accordo, rispetto a quelli con parole anti-accordo. 

Ci sono buoni motivi per cui Trump potrebbe voler raggiungere un’intesa ora: la procedura di impeachment e l’avvicinarsi delle elezioni rendono necessaria una ripresa dell’attività negli Usa. Avendo già giocato la carta dei tagli fiscali nel 2018, ora può soltanto tentare di aiutare gli scambi con un aumento degli acquisti cinesi di beni agricoli. Intanto gli Usa sembrano restii a ridurre i dazi, come richiesto dalla Cina, e quindi i progressi sono lenti.

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L’accordo commerciale favorirebbe anche l’Europa. L’aspettativa di un accordo almeno parziale tra Usa e Cina rappresenta una buona notizia per le economie dell’Eurozona, fortemente guidate dalle esportazioni. Abbiamo quindi alzato le previsioni di crescita dallo 0,9% all’1,2%

La nuova presidente della Bce, Christine Lagarde, sembra intenzionata a proseguire sul percorso intrapreso dal suo predecessore, con un possibile taglio nel 2020. Lagarde è inoltre tra i sostenitori delle misure di “stimolo fiscale”, di riduzione delle tasse e incremento delle spese infrastrutturali per aiutare la crescita. Siamo piuttosto scettici su questo fronte.

La presidentessa Bce, Lagarde, sembra intenzionata verso un possibile taglio nel 2020. Il supporto da parte di Paesi come Germania e Paesi Bassi sarà limitato

Le economie che hanno più spazio per aumentare la spesa, come Germania e Paesi Bassi, sono per natura sostenitrici di una spesa limitata.

Pianificano i decenni futuri e sono preoccupate prevalentemente dai costi del pensionamento di una popolazione in invecchiamento. Riteniamo quindi che il supporto da parte di questi Paesi sarà limitato. 

Outlook positivo anche per gli emergenti. Ci aspettiamo un miglioramento in gran parte dei mercati emergenti, grazie alla ripresa sul fronte commerciale e alla limitata inflazione, che aprirà la strada a nuovi tagli dei tassi, seppur lievi. 

Siamo positivi sul Brasile, con la riforma pensionistica in atto che guida la fiducia supportando l’attività economica. Al contrario l’India dovrà affrontare una serie di sfide, soprattutto nel settore bancario. L’azione del governo potrebbe forse essere d’aiuto. La Russia continuerà a concentrarsi sulla stabilità economica e su una crescita contenuta ma persistente. 

Il 2020 sarà un anno importante per la Cina. Nel 2010, il governo promise di raddoppiare economia e redditi medi entro il 2020. Per raggiungere tali obiettivi le autorità dovranno assicurarsi che la crescita resti al livello simbolico del 6%. Potremmo vedere ulteriori allentamenti nelle politiche monetarie e fiscali. 

Molto dipenderà dall’accordo tra Usa e Cina e il rischio geopolitico rimarrà presente. Persistono le tensioni tra Russia e Usa e nuove sanzioni restano possibili. 

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