Paramount conquista Warner Bros. Discovery ottenendo il via libera dal tribunale Usa alla fusione. La giudice federale Araceli Martínez-Olguín ha approvato l’accordo raggiunto dalla società con una coalizione di 12 Stati, consentendo alle parti di procedere verso la chiusura dell’acquisizione.
Il provvedimento chiude la causa antitrust avviata dagli Stati e modifica l’ordine che impediva il perfezionamento dell’operazione. La fusione, valutata circa 81 miliardi di dollari in termini di valore dell’operazione e oltre 100 miliardi considerando il debito, riunirà sotto lo stesso gruppo importanti asset cinematografici, televisivi e di streaming.
Paramount-Warner Bros, accordo con 12 Stati
Il via libera arriva dopo il consent decree sottoscritto il 21 settembre da Paramount, Warner Bros. Discovery e i 12 Stati che avevano contestato l’operazione. Tra questi figurano California, New York, New Jersey e Washington. La giudice ha ritenuto l’intesa una soluzione ragionevole alla controversia e ha reso vincolanti gli impegni assunti dal gruppo.
Le condizioni avranno una durata di cinque anni e prevedono una serie di obblighi destinati a ridurre le preoccupazioni sollevate durante il procedimento sul fronte della concorrenza, della produzione cinematografica e dell’informazione.
Più film e 1,5 miliardi di investimenti
Uno dei punti centrali dell’accordo riguarda la produzione cinematografica negli Stati Uniti. La nuova società dovrà distribuire almeno 30 film all’anno nei primi due anni successivi alla fusione e 32 nei tre anni successivi. Sono inoltre previste specifiche quote per le produzioni indipendenti e per le pellicole distribuite su larga scala.
Il gruppo dovrà inoltre incrementare di 300 milioni di dollari all’anno gli investimenti nella produzione cinematografica e televisiva domestica, per un totale di 1,5 miliardi di dollari nell’arco di cinque anni.
Il mancato rispetto degli obiettivi sulla distribuzione cinematografica può comportare sanzioni economiche e, in determinate circostanze, la cessione di Miramax Studios. Il decreto stabilisce inoltre vincoli sui rapporti con gli esercenti cinematografici e sulle finestre di distribuzione.
Nasce il nuovo colosso dei media
Con la conclusione dell’operazione, Paramount acquisirà un portafoglio di attività che comprende gli studi Warner Bros., HBO Max, CNN e altri importanti asset televisivi e cinematografici, affiancandoli alle attività già controllate dal gruppo. L’integrazione darà vita a un operatore di dimensioni molto maggiori nel mercato dei media e dell’intrattenimento.
Il nuovo gruppo dovrà inoltre mantenere separate le trattative relative ai rispettivi canali via cavo, evitando di utilizzare le condizioni negoziali di un portafoglio per ottenere vantaggi nelle trattative sull’altro. Anche in questo caso, il mancato rispetto degli impegni può comportare conseguenze sulla struttura societaria.
Garanzie sull’indipendenza di CNN e CBS News
Il provvedimento affronta anche il tema dell’informazione. L’accordo prevede la creazione di un board dedicato all’indipendenza editoriale di CNN e CBS News, con l’obiettivo di tutelare l’autonomia delle due realtà giornalistiche all’interno del nuovo gruppo.
Il via libera giudiziario rappresenta quindi un passaggio decisivo per la fusione. Paramount aveva indicato nella controversia antitrust l’ultimo grande ostacolo alla chiusura dell’operazione; con la decisione della corte, le società possono ora procedere verso il completamento della transazione.
















