Paola Mancini, Senatrice FDI

L’occupazione è una voce attiva nel bilancio economico dell’Azienda Italia per il 2023, ed anche quest’anno si è aperto con buone notizie. E con il varo di un nuovo regime di incentivi all’occupazione, che in specifici casi danno a chi assume un beneficio fiscale del 20 o addirittura del 30% superiore al costo aziendale del nuovo assunto. «Sì, il 120% che sale al 130% del costo complessivo del lavoro del nuoso assunto quando si tratti di soggetti sotto i 30 anni, di persone disabili, di lavoratrici madri o di ex percettori del reddito di cittadinanza», spiega Paola Mancini, senatrice di Fratelli d’Italia e membro della Commissione Lavoro del Senato, ma soprattutto per professione consulente del lavoro, proprio come la ministra Calderone. Che in quest’intervista con Economy trae un bilancio sulle prospettive dell’impatto delle nuove norme nel sistema.

Quindi ci siamo con le compensazioni per l’abolizione del reddito?
Sì, in questi casi il datore di lavoro può beneficiare di incentivi molto consistenti laddove il lavoratore assunto percepisca l’assegno di inclusione o il sostegno alla formazione lavoro e pertanto. Chiaramente per queste assunzioni l’incentivo scatta solo quando sono a tempo indeterminato o trasformazioni di tempo determinato, proprio perché la volontà di questo Governo è di stabilizzare i rapporti di lavoro, per quanto possibile.

Ma gli incentivi premiano solo chi aumenta il personale?
Sì, riguardano solamente le attività che aumentano il numero del personale rispetto alla precedente rilevazione contabile dell’organico. Anche per questo approccio nell’ultimo semestre l’occupazione è salita: mai negli ultimi anni avevamo visti questi numeri e tante stabilizzazioni, anche per le donne.

Sia sincera, senatrice: quanti meriti spettano al nuovo governo e quanti invece sono l’onda lunga di provvedimenti precedenti?
Io credo che questo Governo abbia un grande vantaggio e una grande possibilità, che è quella di dimostrare stabilità. Quindi la fiducia che oggi i mercati, e di conseguenza gli imprenditori, e lo stesso cittadino avvertono sul futuro del sistema, aiuta. C’è finalmente un clima di ottimismo che sappiamo essere il volano principale di qualsiasi forma di crescita economica, perché porta a credere nel domani. Io penso che oggi il Governo che il mio partito sostiene e che esprime la premier abbia dimostrato di essere un Governo stabile e che abbia una visione chiara sul dove voglia portare l’Italia.

Quindi la maggioranza tiene, a dispetto di tante polemiche?
La maggioranza è compatta, poi a volte la gente dimentica è che si tratta pur sempre di una coalizione, non è un unico partito, e all’interno di una coalizione coesistono visioni differenti, perché altrimenti saremmo un unico partito. Però alla fine la sintesi si fa sui grandi sistemi, sulle idee di fondo, e queste ci contraddistinguono perché non abbiamo nessun tipo di tentennamento. È chiaro che quando ci si avvicina a qualsiasi competizione elettorale ognuno deve portare a casa il proprio risultato e si aprono delle tensioni…

I dati di inizio gennaio parlano di 5.000 ingressi netti in più nel mondo del lavoro previsti, insoliti nel primo mese dell’anno. Come se lo spiega?
C’è positività nell’aria, glielo dicevo prima. Anche in un’Europa dove la Germania è in forte recessione, riusciamo a tenere. Molti imprenditori pensano che siamo sulla strada giusta e hanno voglia di impegnarsi in prima linea. I clienti del mio studio, che conosco da anni, interagiscono con uno sguardo sul futuro molto migliore di qualche anno fa.

Resta il dramma del cosiddetto mismatch, cioè la difficoltà estrema per le aziende di trovare sul mercato del lavoro le professionalità corrispondenti alle loro esigenze. Come risolverlo?
È un tema difficilissimo. Credo che per la prima volta, con questa nuova piattaforma che è stata introdotta con il Decreto Lavoro, finalmente ci sia un luogo virtuale pubblico dove la domanda e la richiesta si incontrano e se non si incontrano c’è la possibilità di attingere a dei corsi di formazione che siano quasi dei vestiti su misura: una formazione che non deve essere più obbligatoria ma sulla carta, una formazione su misura per il mercato del lavoro, perché è il mercato che ce la chiede. In quest’ottica dobbiamo muoverci, anche per prevenire i possibili contraccolpi negativi sul mercato del lavoro dell’intelligenza artificiale che andrà a snaturare tante situazioni esistenti e anche forme di professionalità elevate. Dobbiamo scongiurare le possibili ripercussioni negative con una formazione talmente personalizzata che neanche l’intelligenza artificiale possa sostituirla.

Occorrono regole nuove, secondo lei?
Sì, ma da decidere a livello sovranazionale, perché il tema è molto complesso e tutti si rendono conto che c’è bisogno di grande attenzione a un tema che è stato sottovalutato.

Nel 2017 Bill Gates scrisse un articolo sul New York Times in cui disse che bisogna tassare i robot. Che ne pensa?
Per essere competitivi noi dobbiamo innanzitutto aumentare la produttività e poi bisognerà agire su tutte le leve del welfare a tutela delle fasce che potrebbero essere compresse dalla nuova fase di automazione profonda. Abbiamo un welfare che riesce oggi a garantire poco ed è lì che noi dobbiamo andare ad agire: andare a introdurre dei nuovi strumenti di welfare che siano abbordabili per le imprese che vanno a erogarli e che siano soddisfacenti per il lavoratore che li percepisce. La volontà del Governo si è per ora espressa con l’allargamento della fascia dei fringe benefit che quest’anno potranno arrivare a 1.000 euro per tutti i lacvoratori e a 2.000 per chi ha figli a carico. Io penso che questo sia un buon segnale da parte del Governo.

Parliamo di pari opportunità. A che punto è la traversata?
Io sono dell’idea che quello di cui oggi abbiamo bisogno è proprio che la donna non debba scegliere tra il lavoro e la maternità. Ci vuole quindi un adeguamento dei servizi, oltre a una ribilanciamento economico che è sicuramente importante perché serve un sostegno forte alla donna che entra nel mercato del lavoro e che contemporaneamente non deve rinunciare alla propria maternità. È una cosa bellissima dare alle donne la libertà autentica di scegliere quello che può e vuole fare. La donna oggi deve essere messa nella condizione di fare una scelta in libertà sul lavoro e sulla maternità. Dobbiamo potenziare i servizi in modo da garantire da una parte all’azienda di non dover preferire l’uomo piuttosto che la donna perché quest’ultima poi dovrà assentarsi da lavoro per determinato tempo e metterla nelle condizioni, anche a livello tecnologico, di fare molti tipi di lavori anche compatibili con gli impegni legati alla maternità. Bisognerà fare un upgrade sulle possibilità di svolgere il lavoro a distanza, e poi sicuramente introdurre questi congedi parentali più liberi, con maggior flessibilità. E le cose miglioreranno.