Dazio da 3 euro e nuova tassa europea. Per i piccoli pacchi provenienti dai Paesi extra Ue la stretta sui prodotti acquistati online è destinata a diventare più pesante. Dal 1° luglio 2026 è infatti entrato in vigore il nuovo dazio sulle spedizioni di valore fino a 150 euro, mentre entro il 1° novembre è attesa anche una handling fee europea, pensata per coprire i costi legati ai controlli e alla gestione delle importazioni.
La novità interessa soprattutto il mondo dell’e-commerce e gli acquisti effettuati su piattaforme extra Ue. Il fenomeno ha raggiunto dimensioni tali da mettere sotto pressione le dogane europee: nel 2025 sono entrati nell’Unione quasi 5,9 miliardi di articoli di basso valore, con una crescita del 26% rispetto all’anno precedente.
Dazio da 3 euro sui mini pacchi extra Ue
Il primo intervento è già operativo. Dal 1° luglio 2026 – si legge su Il Sole 24 Ore – è stata eliminata l’esenzione dai dazi per le spedizioni di valore non superiore a 150 euro e introdotto un dazio forfetario temporaneo di 3 euro per articolo. La misura resterà in vigore fino al 1° luglio 2028, quando è previsto il passaggio al sistema ordinario dei dazi attraverso il nuovo quadro doganale europeo.
Un aspetto importante riguarda il meccanismo di calcolo: i 3 euro non vengono necessariamente applicati una sola volta a ogni pacco. Il dazio è infatti determinato per categoria tariffaria degli articoli contenuti nella spedizione. Un singolo pacco con prodotti appartenenti a categorie diverse può quindi generare più addebiti.
La misura nasce anche dalla crescita senza precedenti delle spedizioni legate agli acquisti online. Secondo la Commissione europea, nel 2025 i piccoli invii rappresentavano circa il 98% degli articoli importati nell’Ue.
Arriva anche la handling fee
Al dazio si aggiungerà ora un secondo prelievo. La riforma doganale europea prevede infatti una tassa di gestione sui piccoli pacchi, distinta dal dazio di 3 euro. Gli Stati membri dovranno iniziare ad applicarla entro il 1° novembre 2026 e sarà la Commissione europea a stabilirne l’ammontare prima dell’avvio.
La finalità è diversa rispetto a quella del dazio. La nuova handling fee servirà a contribuire alla copertura dei costi sostenuti dalle autorità doganali per gestire e monitorare l’enorme quantità di piccole spedizioni che arriva ogni giorno nell’Unione attraverso l’e-commerce.
Il valore della tassa non è ancora stato definito ufficialmente. Per questo, al momento, non è possibile stabilire quale sarà l’effettivo impatto complessivo sui prezzi degli acquisti effettuati dai consumatori europei.
Quasi 5,9 miliardi di piccoli pacchi nel 2025
A rendere necessaria la revisione delle regole è soprattutto l’esplosione dei volumi. Nel 2024 erano arrivati nell’Ue circa 4,6 miliardi di articoli contenuti in spedizioni di basso valore. Nel 2025 il dato è salito a quasi 5,9 miliardi.
La crescita è stata alimentata principalmente dal commercio elettronico e dalla diffusione delle piattaforme che consentono di acquistare direttamente da venditori localizzati fuori dall’Unione europea.
Il problema non riguarda però soltanto il gettito doganale. L’aumento delle spedizioni ha reso più complesso anche il lavoro delle autorità incaricate di verificare che i prodotti rispettino gli standard europei in materia di sicurezza, etichettatura e conformità.
Oltre il 60% dei prodotti controllati non è conforme
I controlli effettuati nel 2025 – riporta Il Sole 24 Ore – hanno evidenziato dimensioni significative del fenomeno. La Commissione europea riferisce che oltre il 60% dei prodotti sottoposti a specifiche verifiche non rispettava i requisiti europei. Le attività hanno riguardato, tra gli altri, cosmetici, dispositivi di protezione individuale, integratori alimentari, giocattoli ed elettronica.
In particolare, nei controlli sui cosmetici il tasso di non conformità è risultato pari al 65%, mentre per i dispositivi di protezione individuale ha raggiunto il 60%.
È anche su questo fronte che si inserisce la nuova strategia europea: aumentare le risorse disponibili per i controlli e rendere più efficace il sistema doganale davanti a un volume di merci che continua a crescere.
Dazio e tassa europea, il conto per i mini pacchi
Il risultato è quindi un sistema destinato a diventare più articolato. Prima il dazio di 3 euro, già operativo; poi la nuova handling fee europea, il cui importo deve ancora essere stabilito dalla Commissione.
Le due misure hanno natura e finalità differenti e non vanno confuse: il dazio è un prelievo doganale temporaneo, mentre la tassa di gestione è destinata a finanziare i costi legati al monitoraggio delle piccole spedizioni.
Per l’e-commerce extra Ue si apre così una nuova fase. Il boom dei mini pacchi ha spinto Bruxelles a intervenire su un modello di importazione che, con miliardi di articoli di basso valore ogni anno, è diventato centrale per il commercio online europeo.
















