Federica Brancaccio, presidente Ance

Osservatorio congiunturale Ance 2023: l’analisi dello stato di salute del settore conferma, per il terzo anno consecutivo, un’espansione dei suoi livelli produttivi +5% su base annua. In soli tre anni gli investimenti settoriali sono aumentati di circa 75 miliardi, recuperando larga parte del gap produttivo dovuto alla crisi ultradecennale (-92 miliardi). La crescita stimata per il 2023 (+5%) risulta generalizzata a tutti i comparti e trainata, in particolare, dagli investimenti per la riqualificazione abitativa, stimolata ancora una volta dagli incentivi fiscali, oltre che dal comparto delle opere pubbliche, sul quale incidono positivamente due fattori quali PNRR e chiusura fondi strutturali 2014-2020. Per il 2024 il quadro cambia: la previsione è di un calo degli investimenti in costruzioni del -7,4% su base annua. Un risultato che risente del mancato apporto espansivo della manutenzione straordinaria (che nell’ultimo triennio è giunta a rappresentare il 40% del mercato), a seguito del venir meno dello strumento della cessione del credito/sconto in fattura.

Osservatorio congiunturale Ance 2023, Brancaccio: la risalita nel 2025 con il Pnrr

“La stretta sugli incentivi fiscali sull’edilizia avrà un segno negativo molto forte nel 2024, bilanciato parzialmente da un più sugli investimenti in opere pubbliche, il Pnrr in particolare. Questo non riuscirà però a compensare, quindi noi prevediamo un calo di circa 7 punti nel 2024, ovviamente su tre anni eccezionali che ci sono stati. È un campanello d’allarme. Per il 2025 si prevede di nuovo un aumento del settore edile, però dobbiamo giocarci bene il Pnrr” ha detto la presidente di Ance, l’associazione dei costruttori edili, Federica Brancaccio. Sul Pnrr, ha spiegato, “si sono molto accorciati i tempi fra bandi aggiudicazioni e aperture di cantiere” e “il dato dei Comuni e della spesa sulle piccole medie opere è molto positivo”. Tuttavia “rileviamo rallentamenti forti nella fase di esecuzione, per le solite criticità del nostro paese (autorizzazioni, intoppi e imprevisti. Bisogna intervenire lì, perché nei prossimi tre-quattro mesi si giocherà il futuro del Pnrr”.