Olimpiadi Milano Cortina

Con lo slalom di Bormio si è chiuso il capitolo maschile dello sci alpino ai Giochi, suggellato dall’oro di Loïc Meillard. Ma, archiviata l’epica sportiva, resta la domanda più concreta: quanto “vale” una medaglia? Secondo quanto riportato da Forbes, che ha chiesto a diverse federazioni come funzionano i compensi, il podio olimpico non è solo prestigio: è anche una voce economica, con premi che cambiano drasticamente da Paese a Paese e che influenzano scelte, programmi e sostenibilità delle carriere.

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Svizzera

Il modello elvetico è lineare e, soprattutto, relativamente “inclusivo”: 50’000 franchi per l’oro, 40’000 per l’argento e 30’000 per il bronzo. La particolarità è che non si ferma alle medaglie: vengono premiati anche i piazzamenti da diploma olimpico, fino a 4’000 franchi per l’ottavo posto. In un’ottica economica, è un sistema che distribuisce incentivi su più risultati e riduce la dipendenza da un singolo acuto, creando una rete di remunerazione che valorizza continuità e competitività.

Von Allmen e Odermatt

Quando la macchina dei premi si somma, i numeri diventano immediatamente leggibili. Franjo von Allmen, con un bottino complessivo di 150’000 franchi, incarna il caso del campione “macchina da soldi”: la prestazione si traduce in entrate dirette e immediate. Marco Odermatt, grazie a tre medaglie più un quarto posto in discesa, arriva a 122’000 franchi. In termini di economia dello sport, è l’esempio più chiaro di come il rendimento multi-gara aumenti il valore marginale dell’atleta: non solo vinci, ma capitalizzi ripetutamente nella stessa finestra olimpica.

Premi globali

Nel confronto internazionale la forbice è enorme. In cima spiccano Singapore e Hong Kong: a Singapore l’oro vale circa 600’000 franchi, mentre a Hong Kong “leggermente meno”. Italia resta su un tariffario stabile: 180 mila franchi per l’oro, 90 mila per l’argento e 60 mila per il bronzo. Poi c’è Polonia, definita estremamente generosa: circa 270’000 franchi per l’oro, con un pacchetto aggiuntivo che comprende anche una Toyota Corolla, un appartamento bilocale ammobiliato e una pensione mensile di 1’200 franchi dai 40 anni. Sul versante opposto, Germania paga “solo” 27’000 franchi per l’oro (18’000 l’argento, 9’000 il bronzo), e negli Stati Uniti la medaglia d’oro vale circa 30’000 franchi, ma con un meccanismo particolare: una donazione complessiva da 100 milioni di dollari destinata alla pensione degli atleti, erogata solo 20 anni dopo i Giochi o al raggiungimento dei 45 anni. Tradotto: alcuni sistemi pagano subito per sostenere la carriera nel presente, altri “spostano” il valore sul lungo periodo, trasformando la ricompensa sportiva in previdenza.