Dopo quasi un anno dall’approvazione in Consiglio dei ministri, la riforma degli ordini professionali entra nel vivo. Il disegno di legge delega approda infatti in Senato per l’avvio dell’iter parlamentare, con l’obiettivo di aggiornare le regole che disciplinano l’accesso e l’esercizio delle professioni, introducendo novità su competenze, formazione, tirocini, equo compenso e governance degli Ordini.

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Il provvedimento, firmato dalla ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone e dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, punta a modernizzare il sistema professionale italiano, adeguandolo agli standard europei e alle nuove esigenze del mercato del lavoro.

Riforma ordini professionali, coinvolte 15 categorie

La riforma – riporta Il Sole 24 Ore – interesserà quindici categorie professionali, tra cui architetti, ingegneri, geometri, giornalisti, consulenti del lavoro, assistenti sociali, geologi, periti industriali, periti agrari, agrotecnici, dottori agronomi e forestali, attuari, spedizionieri doganali, consulenti in proprietà industriale e tecnologi alimentari.

Competenze professionali più definite

Uno dei punti centrali del disegno di legge riguarda la definizione delle competenze attribuite ai singoli professionisti. Le attività riservate saranno individuate sulla base del percorso formativo e dei quadri di riferimento nazionali ed europei, mentre per le attività non riservate resterà la possibilità di svolgimento da parte di tutti i soggetti in possesso delle competenze necessarie.

Il testo riconosce inoltre in modo più esplicito l’attività di consulenza come parte integrante delle competenze professionali, superando alcune incertezze interpretative presenti nella normativa attuale.

Formazione continua su AI e cybersecurity

Tra le principali novità figura anche il rafforzamento della formazione continua. I percorsi di aggiornamento professionale dovranno prevedere un numero minimo di ore dedicate a competenze sempre più richieste dal mercato, come digitalizzazione, cybersicurezza e intelligenza artificiale. La riforma intende favorire l’adeguamento delle competenze dei professionisti alle trasformazioni tecnologiche che stanno interessando tutti i settori economici.

Tirocini, previsti rimborsi spese e compensi

Il disegno di legge – si legge su Il Sole 24 Ore – interviene anche sul percorso di accesso alle professioni. L’organizzazione dei corsi di specializzazione sarà affidata ai Consigli nazionali e agli Ordini territoriali, anche attraverso collaborazioni con le università.

Per quanto riguarda i tirocini, viene introdotto il diritto al rimborso delle spese sostenute dal praticante per conto dello studio professionale. Inoltre, salvo il caso degli enti pubblici, sarà possibile prevedere un contratto che riconosca un’indennità o un compenso proporzionato alle attività effettivamente svolte.

Equo compenso, confermata la libertà contrattuale

La riforma interviene anche sul tema dell’equo compenso. Resta confermata la libertà nella determinazione del compenso tra professionista e cliente, ma la remunerazione dovrà comunque essere adeguata alla quantità, alla qualità, al contenuto e alla complessità della prestazione professionale. L’aggiornamento dei parametri economici sarà demandato ai successivi decreti legislativi previsti dalla delega.

Polizze Rc professionali e maggiori tutele

Il testo rafforza anche gli strumenti di tutela per gli iscritti agli Ordini. Accanto all’obbligo della polizza di responsabilità civile professionale, i Consigli nazionali e le casse di previdenza potranno stipulare convenzioni e polizze collettive per gli iscritti, definendo condizioni e massimali da aggiornare ogni cinque anni.

Vengono inoltre consolidati i sistemi di garanzia nei casi di maternità, ricoveri ospedalieri, infortuni, gravi patologie o situazioni che impediscano al professionista di adempiere agli obblighi fiscali e previdenziali.

Società tra professionisti, governance e prescrizione

Tra le altre novità previste dal Ddl figurano nuove regole per le società tra professionisti. Il provvedimento stabilisce che almeno i due terzi del capitale sociale e dei diritti di voto dovranno essere detenuti da professionisti iscritti agli albi di riferimento, mentre la distribuzione degli utili dovrà essere proporzionale alla quota di capitale posseduta.

Il testo introduce inoltre disposizioni per favorire la parità di genere nelle elezioni degli Ordini professionali e qualifica formalmente Ordini e Consigli come enti pubblici, escludendo lo svolgimento di attività sindacali. Infine, viene ridotto da dieci a cinque anni il termine di prescrizione dell’azione disciplinare, una modifica destinata ad accelerare la definizione dei procedimenti e a rendere più efficiente il sistema di vigilanza sulle professioni.