ANDREA ORCEL, CEO UNICREDIT

Andrea Orcel mette a segno un altro passo decisivo nella lunga partita di Unicredit per Commerzbank. La sfida che da mesi tiene banco nel risiko bancario europeo registra infatti un nuovo capitolo: UniCredit ha chiuso l’offerta pubblica di scambio sulla banca tedesca raccogliendo adesioni definitive pari al 17,60% del capitale, un risultato che rafforza in modo significativo la presenza del gruppo italiano nel secondo istituto di credito della Germania.

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L’esito definitivo dell’operazione, arrivato dopo la riapertura dei termini dell’offerta, migliora sensibilmente il dato registrato alla prima scadenza dello scorso 16 giugno, quando avevano aderito azionisti rappresentativi del 12,51% del capitale. Nei giorni supplementari concessi dal calendario dell’operazione è quindi arrivato un ulteriore flusso di adesioni che ha consentito a UniCredit di incrementare in modo consistente la propria partecipazione.

Il risultato finale porta così la banca guidata da Andrea Orcel a detenere il 44,37% del capitale sociale di Commerzbank sotto forma di azioni ordinarie. La quota nasce dalla somma della partecipazione già posseduta, pari al 26,77%, e dei titoli conferiti attraverso l’Ops appena conclusa.

Ma il peso di UniCredit nell’azionariato della banca tedesca potrebbe essere ancora maggiore. Il gruppo dispone infatti anche di strumenti finanziari convertibili che rappresentano un ulteriore 3,22% del capitale. Qualora tali strumenti venissero convertiti in azioni, la partecipazione complessiva salirebbe fino al 47,59%, avvicinandosi ulteriormente alla soglia del controllo.

Parallelamente continua a ridursi il ricorso agli strumenti derivati utilizzati nella fase iniziale dell’operazione. La componente in derivati, che prevede esclusivamente il regolamento in contanti e non comporta quindi la consegna di ulteriori azioni Commerzbank, si è progressivamente assottigliata, mentre cresce il peso della partecipazione detenuta direttamente attraverso il capitale dell’istituto tedesco.

Per Orcel si tratta di un risultato strategico. Fin dall’avvio dell’operazione, l’amministratore delegato di UniCredit ha sostenuto che la creazione di grandi gruppi bancari paneuropei rappresenti uno dei passaggi fondamentali per rafforzare la competitività del sistema finanziario del continente. L’investimento in Commerzbank è diventato rapidamente il simbolo di questa strategia, anche se il percorso non è stato privo di ostacoli.

L’operazione, infatti, ha incontrato sin dall’inizio le resistenze di parte del mondo politico e finanziario tedesco, poco incline a vedere uno dei principali istituti nazionali entrare nell’orbita di un gruppo estero. Nonostante ciò, UniCredit ha continuato a rafforzare la propria posizione, scegliendo una strategia graduale che ha consentito di incrementare progressivamente la quota detenuta nel capitale della banca di Francoforte.

Il dato finale delle adesioni conferma che una parte significativa degli azionisti di Commerzbank ha deciso di aderire al progetto presentato dal gruppo italiano. L’incremento dal 12,51% registrato alla prima chiusura al 17,60% definitivo rappresenta un segnale importante della fiducia raccolta dall’offerta nel corso delle settimane successive.

Dal punto di vista finanziario, UniCredit si presenta ora con una posizione estremamente solida nell’azionariato della banca tedesca. Il 44,37% detenuto direttamente attraverso le azioni, unito al potenziale 47,59% raggiungibile considerando anche gli strumenti convertibili, pone il gruppo guidato da Orcel in una posizione di assoluto rilievo nel futuro assetto proprietario di Commerzbank.

La partita, tuttavia, non può ancora considerarsi conclusa. L’evoluzione dell’operazione continuerà a dipendere anche dalle autorizzazioni regolamentari e dalle future decisioni del management e degli azionisti tedeschi. Ma una cosa appare ormai evidente: il progetto di Andrea Orcel, che solo pochi mesi fa sembrava un’operazione altamente complessa, ha ormai assunto contorni molto concreti.

La scommessa di costruire uno dei principali campioni bancari europei entra così nella sua fase più delicata. E con una partecipazione che sfiora ormai il 48% del capitale potenziale, UniCredit si presenta oggi molto più vicina all’obiettivo di quanto molti osservatori avrebbero immaginato all’inizio della partita