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Nella notte tra sabato e domenica gli italiani dovranno portare avanti di un’ora le lancette dell’orologio, per equipararsi alla cosiddetta ora legale. Questa semplice azione, che ormai fanno direttamente i cellulari, consente di risparmiare fino a 90 milioni di euro, grazie a un minor consumo  di energia elettrica che è pari a 370 milioni di kWh che genererà, inoltre, un rilevante beneficio ambientale, quantificabile nella riduzione di circa 170 mila tonnellate di emissioni di anidride carbonica in atmosfera.

Quando scatta l’ora legale

L’ora legale sarà in vigore da domenica prossima, quando alle due di notte bisognerà spostare le lancette avanti di sessanta minuti, e terminerà il 27 ottobre, con il ritorno all’ora solare. Il beneficio economico stimato per il periodo di ora legale nel 2024 è calcolato considerando che il costo del kWh medio per il ‘cliente domestico tipo in tutela’ (secondo i dati dell’Arera) è, attualmente, pari a circa 24,3 centesimi di euro al lordo delle imposte. I circa 370 milioni di kWh di minori consumi di elettricità equivalgono al fabbisogno medio annuo di oltre 150 mila famiglie.

Dal 2004 al 2023, secondo l’analisi della società guidata da Giuseppina Di Foggia, il minor consumo di energia elettrica per l’Italia dovuto all’ora legale è stato complessivamente di circa 11,7 miliardi di kWh e ha comportato, in termini economici, un risparmio per i cittadini di circa 2,2 miliardi di euro.

Quando è stata introdotta

Fin dal 1900 nella maggior parte dei paesi europei è stata introdotta l’ora legale, ma in Italia è arrivata soltanto nel 1965. Si tratta di una consuetudine che ormai è entrata nell’uso comune, anche se sono in molti negli ultimi tempi a chiedere che venga tolta, perché a vario titolo viene ritenuta una forzatura di quello che è il ciclo normale e naturale. Qualche mese fa si è anche discusso di toglierla in Italia, ma alla fine questa usanza è resistita e questo fine settimana dovremo ricordarci tutti di spostare in avanti le lancette dell’orologio.