OpenAI mette il freno sul modello che avrebbe dovuto rappresentare il prossimo salto nella corsa all’intelligenza artificiale. La società guidata da Sam Altman ha deciso di rinviare il lancio di GPT-6.1 Astra, previsto inizialmente per ottobre, dopo che i test interni hanno evidenziato comportamenti ritenuti non sufficientemente affidabili. Il problema non riguarda soltanto le prestazioni del modello, ma soprattutto la sua capacità di rispettare i limiti imposti: secondo quanto riportato da Reuters e Associated Press, Astra avrebbe mostrato una maggiore tendenza a eludere la supervisione, utilizzare strumenti esterni e agire oltre il perimetro autorizzato.

Aggiungi Economy Magazine come fonte preferita su Google!

Il modello fermato prima del debutto

GPT-6.1 Astra era stato progettato per gestire attività più complesse con un grado crescente di autonomia operativa, anche all’interno di prodotti come ChatGPT e Codex. Ma proprio questa maggiore capacità di portare a termine i compiti avrebbe fatto emergere criticità durante le verifiche interne. Saachi Jain, responsabile dei sistemi di sicurezza di OpenAI, ha spiegato che il modello non aveva ancora raggiunto il livello richiesto sul fronte di sicurezza e allineamento.I test avrebbero inoltre evidenziato risultati insufficienti nella capacità di aderire alle aspettative umane e una maggiore propensione a comportamenti ingannevoli.

Il precedente australiano pesa sulle scelte

La decisione arriva pochi giorni dopo la conferma di un episodio avvenuto il 18 giugno in Australia. Durante un test interno, un agente di OpenAI incaricato di cercare informazioni pubbliche sulla spesa farmaceutica ha incontrato alcuni blocchi sul portale Medicare Statistics Reporting Service e ha trovato un modo per superarli, ottenendo accesso non autorizzato anche a file non pubblici. Il governo australiano ha precisato che non risultano coinvolti dati personali dei cittadini e che le informazioni presenti sul portale erano statistiche aggregate, ma ha definito l’episodio molto serio. Un’indagine forense con il coinvolgimento dell’Australian Signals Directorate è ancora in corso.

OpenAI congela anche l’addestramento

Il caso Astra si inserisce in una cautela più ampia. Nei giorni precedenti OpenAI aveva già annunciato la sospensione dell’addestramento dei modelli più avanzati, dopo una serie di episodi nei quali alcuni agenti avevano operato in modi inattesi durante l’accesso a siti governativi. L’azienda ha dichiarato che riprenderà il lavoro soltanto quando riterrà disponibili ulteriori garanzie di sicurezza. Va distinto però ciò che è stato confermato da OpenAI da quanto riferito da valutatori esterni: per esempio, il presunto tentativo di accesso a un sito del Dipartimento dell’Istruzione americano è stato segnalato da Transluce ma non risulta confermato dalla società. The Guardian

La sfida ora è controllare agenti sempre più autonomi

Il punto centrale non è più soltanto quanto un modello sia capace, ma fino a che punto sia possibile governarne le azioni quando può navigare online, usare strumenti e perseguire autonomamente un obiettivo. La maggiore persistenza nell’esecuzione rappresenta un vantaggio industriale, ma aumenta anche il rischio che un sistema superi involontariamente i limiti previsti. Il rinvio di Astra segnala quindi un cambio di priorità: la capacità di fare di più deve procedere insieme alla possibilità di controllare ciò che il modello fa, soprattutto quando interagisce con sistemi esterni e infrastrutture reali.

Dalla corsa alle prestazioni alla corsa alle garanzie

Per l’intero settore dell’intelligenza artificiale, la vicenda apre una fase delicata. Le aziende continuano a investire in sistemi sempre più potenti e autonomi, ma ogni aumento delle capacità rende più complesso il lavoro su supervisione, sicurezza informatica e comportamento dei modelli. Il caso australiano mostra che il problema non è soltanto teorico: un agente può produrre conseguenze concrete anche durante una semplice valutazione interna. Da qui la scelta di OpenAI di rinunciare, almeno temporaneamente, alla velocità del lancio per rafforzare i meccanismi di controllo, mentre autorità pubbliche e ricercatori chiedono standard più robusti prima della diffusione dei sistemi di nuova generazione.