Atti del Convegno Salute Italia del 14 marzo scorso

INTRODUZIONE

Il Covid ci ha messo brutalmente di fronte alla debolezza del nostro sistema-salute ma ha anche impresso una forte accelerazione a diversi temi cruciali e abbiamo potuto raggiungere stadi dai quali sarebbe ormai molto difficile, soprattuto molto sconveniente, tornare indietro. 

Ciò significa che la nuova sfida è raggiungere e mantenere un grado di organizzazione che vada oltre l!emergenza. Il Pnrr è la grande occasione per mettere a frutto l’esperienza positiva e i risultati ottenuti nella fase di lotta alla pandemia. Nel farlo, serve continuare a lavorare in modo coordinato, convergendo trasversalmente su elementi di importanza comune, di interesse comune, di bene comune. 

Serve un luogo ideale – e vorremmo che fosse questo manifesto – che esprima, senza che ancora vi sia il dettaglio operativo ma con comune chiarezza d’intenti, i punti fondamentali per un programma. 

Lo sforzo dei numerosi soggetti che vi hanno partecipato va in questa direzione e chiede al governo di garantire omogeneità di risposta su tutto il territorio nazionale, affinché un cittadino possa essere curato al meglio ovunque si trovi. Sappiamo che per arrivare all’obiettivo occorre impegno, ma sappiamo anche che ogni euro destinato alla sanità non è una spesa ma un investimento e che non c’è sviluppo di un Paese senza salute. E’ emerso che l’interoperabilità dei dati è la madre di tutte le riforme, il fattore cruciale – insieme alla loro protezione e messa in sicurezza – dell!era della digitalizzazione. 

I dati devono essere condivisi e accessibili perché i soggetti sanitari possano parlarsi e che il medico, ogni medico, sia esso parte del sistema pubblico o privato possa accedervi. E’ essenziale a far sì che ogni risultato sia un risultato del Paese in quanto strumento in grado di consentire la più ampia interazione tra pubblico e privato, valorizzando il grande contributo dell’industria farmaceutica italiana e della ricerca medica a favore della medicina di territorio e della prevenzione. Intraprendere la strada di una completa digitalizzazione servirà anche a promuovere la telediagnostica, la telemedicina e più in generale le nuove tecnologie per l’assistenza del paziente. Nuove tecnologie digitali al servizio di ogni medico che ne faciliteranno l’operato uscendo progressivamente dall’ambito del test o della sperimentazione e avviandosi alla fase di una piena operatività. Così si faciliterà anche la prevenzione a beneficio dei meno giovani e si consentiranno nuovi e vantaggiosi servizi per tutti.

 

Paolo Tiramani, Presidente dell’Intergruppo Parlamentare Emergenza sanitaria e ripresa 

La digitalizzazione è la strada maestra del cambiamento della sanità 

«Una digitalizzazione coordinata, ma anche  capillare e sicura, dei sistemi sanitari può consentire un!assistenza di miglior livello, aperta al settore privato e in grado al tempo stesso di mettere al centro il medico di base. Il Piano di resilienza e ripresa è l’occasione storica che non possiamo perdere per rinnovarci, ossia per rinnovare non solo la sanità ma l’intero Paese come la crisi pandemica ed economica ci hanno insegnato, ma serve subito una tabella di marcia con attenzione particolare alla responsabilità delle regioni il nostro intergruppo con questo manifesto vuole dare un contributo fattivo nel dare continuità a quanto affiorato durante la gestione dell!emergenza».

 

Luca Foresti, Ceo del Centro Medico Santagostino, Società e Salute Spa 

Il digitale porti interoperabilità dei dati, le piattaforme devono potersi parlare 

«Il Covid ha messo in evidenza le lacune strutturali del nostro sistema sanitario. Per esempio quando parliamo di privato in sanità dobbiamo distinguere tra soggetti accreditati e soggetti finanziati. Tra le conseguenze di ciò abbiamo che per quanto attiene i dati i soggetti privati sono totalmente fuori dal sistema attuale e che che i pazienti hanno dati #bucati”. La risposta sta nella interoperabilità dei dati, che è la madre di tutte le riforme e si può fare con costi percentualmente irrisori rispetto al totale della spesa in sanità: una percentuale bassissima del PNRR perché è un budget in investimenti che non coinvolge la spesa corrente. E’ importante perché  porterebbe alla creazione di un fascicolo elettronico unico, accessibile al paziente e al medico, di base, medico che è il punto centrale del nostro sistema sanitario. Non può esistere  medicina di base senza medico di base e a breve, quando molti medici andranno in pensione sconteremo il fatto che saranno pochissimi quelli che vorranno entrare. Per poter incidere su questa situazione, la soluzione è aprire anche agli operatori privati. Questo porterebbe anche nuova tecnologia, fondamentale per rendere più snella l’operatività.In questo contesto andrebbe implementato il Diagnosis Related Groups che introdurrebbe una nuova classificazione delle procedure, degli interventi, delle classi di ricovero e dei con un criterio unico e globale per tutte le aziende ospedaliere».

 

Ennio Tasciotti, Scienziato e imprenditore in nanotecnologia e tecnologie biomediche, Direttore Human Longevity Program Irccs San Raffaele Roma 

Una nuova strategia chiara e integrata 

«Serve una nuova strategia per il massimo dei benefici. Occorre cioè una strategia digitale chiara e integrata, in grado di apportare miglioramenti sostanziali in termini di gestione dei pazienti, incremento della qualità della vita e diminuzione della spesa». 

 

Licia Confalonieri, Real World Evidence manager Roche Italia 

Orientarsi alle cure di prossimità con nuove sinergie pubblico privato 

«Per implementare un modello di cure di prossimità che risponda concretamente ai bisogni di salute del Paese dobbiamo lavorare in sinergia con tutti gli attori del Sistema e creare collaborazioni tra pubblico e privato in grado di generare valore per i pazienti e per chi gli sta vicino. Per la sostenibilità del nostro sistema sanitario è richiesto un cambio di paradigma, un nuovo approccio organizzativo dei sistemi di salute pubblica, al cui interno un ruolo fondamentale spetta certamente alla tecnologia digitale».

 

Luigi Cavanna, Direttore dipartimento di oncologia ematologia ASL di Piacenza e presidente CIPOMO 

Medicina territoriale nella fase pre ospedaliera 

«La medicina territoriale permette di lavorare nella fase pre ospedaliera intercettando precocemente i bisogni dei pazienti. Si ottengono così due risultati positivi: il primo, per il paziente stesso, che viene curato meglio se trattato a casa o presso strutture vicine; il secondo, per il sistema sanitario, che non viene sovraccaricato. La prossimità delle cure produce risparmio in termini di tempo e risorse economiche, evitando diagnosi tardive e terapie non appropriate, produce esiti più precisi e migliore qualità di vita».

 

Donato Scolozzi, Partner Kpmg ed esperto in materia salute 

Nuovi medici: il digitale a sostegno di una vocazione 

La pandemia ha acceso una crisi che già covava sotto la cenere da anni: quella della carenza di talenti in sanità. Nel 2021 le dimissioni sono aumentate del 44% rispetto al 2020 e il 93% degli operatori ha mostrato sintomi di burnout. Soprattutto, mancano migliaia di medici e infermieri.«Servono più medici ed infermieri ai quali affiancare tecnologie innovative. L!intelligenza artificiale apre nuovi scenari: dati ed algoritmi possono suggerire al medico che il caso che sta trattando è simile ad altri e questo potrebbe ridurre gli errori e agevolare la vita dei medici. I sistemi di voice recognition consentiranno ai nostri medici migliori di trasferire facilmente dati ai nuovi algoritmi e ricevere in cambio suggerimenti ed indicazioni su casistiche simili affrontate da colleghi in altre strutture sanitarie a livello nazionale e internazionale. La “vocazione” a fare il medico riguarda una percentuale costante di giovani e poiché i giovani in Italia stanno diminuendo, anche il numero degli aspiranti medici scende. Aumentare i posti alla facoltà di medicina, sebbene sia una misura necessaria, non aumenterà il numero di chi sceglierà questa professione. Soprattutto non aumenterà il numero di chi sceglierà di lavorare in pronto soccorso compromettendo il delicato equilibrio tra vita e lavoro. Oggi grazie al PNRR abbiamo l!opportunità di iniziare ad investire in questa direzione prendendoci cura dei pazienti,ma anche di chi si prende cura di noi. Voice recognition, intelligenza artificiale, televisita e teleconsulto sono strumenti necessari per innovare i modelli di servizio».

 

Giorgio Casati, Direttore Generale Asl Roma 2 

Il medico possa consultare direttamente dati e vita clinica del paziente 

«La possibilità di conoscere in modo oggettivo la vita clinica del paziente, tramite dati, elementi diagnostici, terapie farmacologiche o ospedaliere, che non viene più raccontata a un medico ma che il medico stesso può consultare direttamente, è il grande valore aggiunto della tecnologia applicata al Sistema Salute, unita all’elaborazione di un percorso diagnostico più mirato, anche attraverso lo studio di casi analoghi»

 

Elena Bottinelli, Head of Innovation, digitalization and sustainability Gruppo San Donato 

Algoritmi, intelligenza artificiale, medicina predittiva chiedono nuove competenze 

«La trasformazione digitale cambia il modo di lavorare negli ospedali in relazione ai pazienti: gli algoritmi, l’intelligenza artificiale, la medicina predittiva che interroga su cosa dire al paziente di come probabilmente si evolverà la sua malattia, aprono a un mondo di formazione, di competenze da colmare e di coinvolgimento del cittadino, in cui è sempre centrale il ruolo del medico»

 

Chiara Soldano, Head of Health & Innovation and Executive Director di AXA Italia 

Supporto medico a distanza anche dai privati 

«Il settore assicurazioni, ha saputo evolversi andando ben oltre le mere coperture assicurative, per giungere a dare supporto ai clienti e ai non clienti accostandosi loro con servizi usufruibili comodamente dal proprio divano di casa. Il nostro portale salute, basato su una partnership mondiale con Microsoft, offre alcuni servizi gratuiti per tutti e altri dedicati solo ai nostri clienti. Questo asset ha contribuito ad evolvere il nostro posizionamento da compagnia assicuratrice che liquida i sinistri, ad un vero e proprio partner nella vita dei nostri clienti di tutti i giorni».

 

Gianpiero Porchia, Manager della business unit On Premise IT di Filippetti Spa 

Difendere i dati sanitari personali da possibili attacchi hacker 

«Poca differenza tra virus biologico e virus digitale cambia poco: l!obiettivo è scardinare le difese dell!organizzazione ospite per trarne un vantaggio. Nel mirino ci sono i dati e i servizi digitalizzati, a rischio la loro confidenzialità, integrità e disponibilità».

 

Claudia Angelelli, Senior Manager Solution Engineering VMWare 

Sicurezza ai più alti livelli: principio Zero -Trust 

«La sicurezza dei dati condivisi, dalle ricette elettroniche, ai certificati, ai referti delle analisi, alle cartelle cliniche, tutta la catena del dato deve essere protetta, a partire dall!inserimento del dato nell!applicazione, per passare ai server e ai data center che ospitano il database che lo contiene, fino al dispositivo, pc o mobile, con cui il paziente accede a quei dati e li utilizza. Tutto fondato sul principio Zero-Trust, il più elevato possibile, #fidarsi mai, verificare sempre” che oltre a imporre l!ossessione del controllo minuzioso e continuativo è basato sull!autenticazione a due fattori che ci consente la verifica degli accessi #aspettati o inaspettati”, sempre e continuamente».

 

Ugo Luigi Aparo, Referente sanitario Gruppo Medical Line Consulting 

Senza interazione pubblico e privato nessuna sconfitta della pandemia 

«Senza il ricorso alla partnership pubblico-privato non sarebbe stata possibile attualmente garantire in numerose regioni italiane, a causa della carenza di personale medico, la regolare attività di reparti e servizi di Ospedali pubblici. Tramite lo strumento dell!esternalizzazione, previa indizione di gara pubblica, medici libero professionisti suppliscono, parzialmente o totalmente, alle carenze degli organici pubblici. Perciò è di fondamentale importanza che la normativa preveda che gli appalti vengano affidati a società esperte adeguatamente organizzate per assicurare un servizio di tale importanza e che la partnership pubblico-privato si espleti attraverso un confronto continuo sugli aspetti organizzativi, gestionali e tecnologici. La sfida non deve essere quella di gestire un!emergenza, ma di definire, insieme ai cittadini e ai soggetti responsabili e coinvolti, un modello di partnership pubblico privato integrato, efficace e sostenibile»

 

Gianluca Ansalone Head of public affairs & sustainability di Novartis 

Interazione pubblico privato evolva e prosegua oltre l!emergenza 

«Sulle risposte del mondo sanitario e farmaceutico alla pandemia l!impegno è stato pubblico e privato e ora occorre che, insieme, pubblico e privato si impegnino per riportare alle cure le persone che le hanno sospese. La salute è diventata un tema strategico cui dedicare politica strategica. Non possiamo tornare allo status di prima. Sarebbe irrispettoso del sacrificio di tutti i cittadini». 

 

Luciano Dragonetti, Presidente Mutua MBA 

Nel dialogo forte tra pubblico e privato, ruolo importante del Terzo Settore 

«Le società di mutuo soccorso sono enti no profit protagonisti del Terzo Settore e motore di sensibilizzazione culturale verso la prevenzione. Si occupano prevalentemente di diffusione dei valori mutualistici. Abbiamo sostenuto molti artigiani e commercianti che si sono trovati in difficoltà con la pandemia. Vogliamo dare a tutti la possibilità di essere tutelati, in Italia i servizi sanitari sono di eccellenza in alcune zone, in altre meno. Il mutuo soccorso in un quadro di destrutturazione sociale può essere un aiuto. I nati dal ‘64 al ‘66 che sono i più numerosi al lavoro si troveranno con un gap rispetto all!ultimo reddito, una riduzione delle disponibilità economiche proprio mentre aumentano i costi per la Salute e per l’assistenza».

 

Giovanna Gigliotti, Amministratore Delegato UniSalute e Chief Life & Health Officer UnipolSai Assicurazioni 

Si consideri l’apporto della sanità integrativa e assicurativa in una nuova ottica 

«L’invecchiamento della popolazione, la crescita delle patologie croniche, l!aumento della spesa sanitaria pubblica e il forte bisogno di salute sono tutti fattori che comportano un ripensamento sempre più pressante di un sistema di integrazione pubblico privato in sanità che garantisca la sostenibilità delle cure. In questo nuovo assetto il Pubblico continuerà a mantenere la sua centralità ma dovranno essere ampliati gli interventi delle forme sanitarie integrative, tra cui anche le assicurazioni private. È necessario quindi un mutamento di prospettiva e una presa di posizione da parte dello Stato nella promozione di un!assistenza integrativa e non sostitutiva rispetto al sistema pubblico che ne condivida la missione di tipo solidaristico. È in quest!ottica quindi che si pone il secondo pilastro della sanità con lo scopo di intermediare le spese sanitarie private e una progressiva apertura di queste a tutti i cittadini, con particolare riferimento ad aree quali la cronicità e la fragilità, la non autosufficienza, e la prevenzione».

 

Caterina Miscia, Direttore generale Fasi 

Sanità integrativa e assicurativa rispondono alla domanda di migliore qualità della vita 

«Eroghiamo ai nostri iscritti, dirigenti volontariamente iscritti, in servizio o in pensione, ed ai loro nuclei familiari prestazioni integrative dell!assistenza fornita dal Servizio Sanitario Nazionale. Inizialmente le uniche prestazioni erano quelle odontoiatriche escluse dalla riforma del Sistema sanitario nazionale. Ma la tutela si è estesa avvicinandosi ai bisogni, coprendo man mano tutte le esigenze e andiamo dall’assistenza ai bambini fino alla assistenza per anziani non autosufficienti e alla tele-assistenza dedicata a chi soffre di Parkinson, durante la a pandemia è emersa una difficoltà dei bambini, per la quale ci siamo attrezzati. La popolazione del fondo ha nel 30% dei casi oltre i 70 anni di età. Questo trend si prevede in ulteriore crescita. Dobbiamo puntare sul dare una risposta alla domanda di una migliore qualità della vita».

 

Annarosa Racca Presidente Federfarma Lombardia 

Il rafforzato ruolo sociale delle farmacie modello da estendere 

«La pandemia ha rafforzato il ruolo sociale delle farmacie. La gente si è affidata sempre più a noi e in Lombardia siamo arrivati a fare quasi 5mila vaccinazioni al giorno a novembre dicembre. Ora il Pnrr dà fondi per la prima volta alle farmacie rurali per fare telemedicina e screening: auspichiamo che questo sia un modello estendibile». 

Giacomo Camisa, Sales director intermediary Schroders

Il coinvolgimento degli investimenti privati nella sanità pubblica è una integrazione naturale 

“Pubblico e privato poiché si sostengono naturalmente a vicenda: il pubblico spende proprio con l!azienda privata. La grande crescita di fatturato di Pfizer in era Covid lo dimostra. E’ altresì vero che la crescita del comparto salute non può essere legata solo all!investimento pubblico. La nostra, ma anche altre realtà di asset management hanno fatto grandi investimenti, soprattutto in innovazione, AI, biotecnologie, telemedicina. Il mercato italiano è certo meno finanziarizzato di altri: Astra Zeneca è stata finanziata da privati nelle sue attività per lo sviluppo del vaccino Covid. Il private equity può diventare fondamentale in quelle aziende che hanno la necessità di essere accelerate nel loro percorso di crescita».

Massimo Scaccabarozzi, Presidente di Farmindustria 

Continuare a valorizzare il prezioso contributo dell’industria farmaceutica 

Nei due anni di Covid19 è emerso anche il contributo prezioso dell!industria farmaceutica in Italia, lo ricorda: «Nel 2020 non sapevamo cosa fosse questo virus e in due anni abbiamo fatto ricerca, scoperto i vaccini e li abbiamo prodotti, anche nel nostro Paese – ha detto – grazie alla managerialità del nostro settore non abbiamo fatto mancare i nostri farmaci agli italiani. Ma attenzione è importante riportare in Italia il valore della ricerca e se si vuole continuare a dare sviluppo all!industria farmaceutica serve una regolamentazione efficace, perché la competizione internazionale per l!attrazione di investimenti strategici come quelli farmaceutici è diventata più forte che mai».

 

Marcello Cattani Presidente e AD Sanofi Italia 

Regole chiare che semplifichino il riconoscimento dell’innovazione apportata dal settore farmaceutico 

«Il settore farmaceutico ha contribuito e sta accelerando in modo sostanziale la transizione del nostro Paese verso le biotecnologie, i farmaci e i vaccini innovativi. In questo contesto positivo mancano regole specifiche che permettano di riconoscere l!innovazione a tutto tondo, di valorizzarla adeguatamente e garantire tempi di accesso nazionale e regionale. Questi sono ancora lunghi rispetto alla media dei paesi europei e creano un grande svantaggio per i cittadini italiani. Le regole di cui parlo non sono ancora codificate in modo chiaro. Sono regole fiscali, del lavoro e di attrattività per gli investimenti che stimolino forme precise e innovative di partenariato pubblico-privato, siano finalmente all!altezza di questo processo di transizione e permettano al nostro Paese di essere realmente attrattivo e competitivo a livello internazionale».

 

Mariuccia Rossini Presidente Silver Economy Network 

Si ponga attenzione ai nuovi servizi per la popolazione silver 

«In media gli over 65 assumono oltre 3 farmaci al giorno ma, attenzione, non si parla solo di patologie, anche loro sono cambiati così come le loro esigenze. Bisogna ripensare, soprattutto in Italia dove la popolazione sta invecchiando, a servizi e prodotti su misura per la terza e quarta età a partire dall!ambito sanitario e socio-sanitario. I Senior sono consumatori particolari, esigenti e con un potere d!acquisto alto: oltre a spendere in prodotti e servizi legati alla cura quali servizi sanitari, farmaci, dispositivi medici, prodotti nutraceutici, investono  in cultura, viaggi, divertimento e tecnologia. Gli ambiti sono più di quanti pensiamo e la digitalizzazione è una leva fondamentale della Silver Economy: da nuove soluzioni abitative a misura di Senior, case connesse alla connettività per potenziare la socializzazione».

 

Edoardo Fontana Rava, Direttore servizi di investimento e assicurativi di Banca Mediolanum 

Sistema bancario e consulenti finanziari sono cerniera tra sistema pubblico e privato 

«La prevenzione è la democratizzazione della sanità, perché rappresenta uno strumento efficace nella redistribuzione della salute e della longevità. Infatti, una maggiore equità, in termini di prevenzione, porta con sé una maggiore equità nei livelli di salute individuali. Il sistema bancario e i consulenti finanziari dovranno sempre più assolvere a un ruolo centrale e sociale di #cerniera” tra il sistema pubblico e quello privato, supportando il benessere dei propri clienti a tutto tondo, previdenza e salute, attraverso una pianificazione patrimoniale in una logica consulenziale mirata ad individuare i bisogni in un!ottica di lungo termine, con soluzioni adeguate. Quindi l!elemento consulenziale della nostra attività assicurativa è la naturale integrazione dell!attività di gestione del risparmio, un valore per il cliente, non solo per la prevenzione ma anche per gli investimenti, perché una persona più serena investe con maggiore lucidità».

 

Alessandro Pizzoccaro, Presidente Guna Spa 

La medicina dei bassi dosaggi sia integrata nel SSN

«Sono stati portati a buon fine un numero notevole di seri studi scientifici – una trentina di questi pubblicati su riviste indicizzate – che confermano l’efficacia di numerosi medicinali a basso dosaggio. La Low Dose Medicine, che è parte integrante della Medicina dei Sistemi, permette di curare pazienti mediante principi attivi in dosaggio fisiologico, con scarse evidenze di effetti collaterali in quanto ben tollerati dall’organismo: questo significa meno ricoveri e meno assenze dal lavoro, con una ricaduta significativa sotto il profilo della farmaco-economia. Questi tipi di farmaci sono particolarmente adatti alla presa in carico di patologie croniche ed utili per limitare i rischi connessi  alle pluri-terapie, che vengono seguite – in particolare – da tanti senior. Per questi motivi è importante integrare la medicina low dose, oltre ad altre terapie convalidate che si ispirano alla Medina dei Sistemi, all’interno del Sistema sanitario nazionale».

 

Stefano Cuzzilla, Presidente di Federmanager 

Managerialità di alto profilo grazie a competenze qualificate 

«Si è ormai resa più che mai evidente la necessità che i sistemi sanitari, pubblico e privato, siano guidati da una managerialità di alto profilo. Perciò la nostra Federazione pone l!accento sulla formazione di competenze che sappiano interpretare i cambiamenti in atto e in tal senso lavoriamo a unevoluzione continua dei nostri percorsi di certificazione delle competenze manageriali»