Caos 5Stelle e Draghi spazientito dalle tensioni interne alla maggioranza sul nuovo invio di armi a Kiev (dove c’è il presidente Zelensky che ormai chiede missili e cannoni un giorno sì e l’altro pure e trova anche il tempo per incontrare il capo della nostra Confindustria Carlo Bonomi per firmare tutto compiaciuto un accordo sulla ricostruzione post-bellica che dovrebbe vedere protagoniste le imprese italiane).

La giornata che porterà il Senato al voto per la nuova risoluzione sulla guerra in Ucraina consegna la foto, in bianco e nero e anche un po’ lisa, di un governo di unità nazionale ormai logoro e appiccicaticcio dopo 16 mesi passati pericolosamente tra Covid, vaccini, ristori, Quirinarie, inflazione, caro-bollette e divisioni intestine sul conflitto russo-ucraino.

Ce n’è abbastanza insomma per immaginare che da qui a un anno – si dovrebbe votare per le politiche a maggio 2023 per smaltire le scadenze del Pnrr – le spaccature nella maggioranza saranno sempre più frequenti e che di governare se ne parlerà assai poco, se non per l’ordinaria amministrazione. Anche perché con la campagna elettorale alle porte– e la manovra di bilancio pre-elettorale in vista, l’ultima di questa disgraziatissima legislatura – sarà difficile che partiti e partitini sacrifichino gli interessi di bottega in nome del bene supremo del Paese.

Prepariamoci dunque a mesi di ammuine e riformine buone solo a tenere tranquilli Bruxelles. Anche se i venti che spirano sono tutt’altro che favorevoli: l’estate che inizia oggi dovrà fare i conti con l’emergenza siccità (e le Regioni sono già in ebollizione) e i razionamenti sull’energia. E giusto per non farci mancare nulla, è scoppiata anche la grana-trasporti: le compagnie aeree sono rimaste senza personale e i voli per le vacanze (i cui prezzi sono aumentati del 100% a causa del caro-carburante e dei picchi inflattivi) appaiono sempre più a rischio.

Nel frattempo, si è svegliata anche l’Agenzia delle Entrate che dopo due anni di moratorie su debiti e scadenze e di Decreti sostegni, ha deciso di far scattare un piano di controlli per recuperare quasi 15 miliardi di euro frodati a forza di bonus indebitamente percepiti e aiuti immeritati.

Decisione giusta e sacrosanta ma occhio che a finire intrappolati nelle maglie del fisco-Cerbero non siano i soliti poveri disgraziati mentre, per converso, i soliti ricchi furbetti non riescano ancora una volta a sfangarla.

Ma vediamo come i giornali raccontano fatti e misfatti di queste ore.

Teatrino politico (anche in tempi di guerra) 

“Armi, il voto agita la politica” così apre il Corriere della Sera: “oggi la risoluzione sull’invio di armi a Kiev, si tratta fino all’ultimo. Il M5S chiede di coinvolgere spesso l’aula. Fico attacca di Maio. Dai 5Stelle linea più morbida”.

Beppe Grillo è preoccupato: “così finiamo per biodegradarci”. E Zelensky continua con i suoi appelli: “abbiamo bisogno di aiuto”.

La Repubblica titola drastica sul voto sulle armi: “Governo, roulette russa. Via libera agli aiuti militari a Kiev. Ma Conte punta i piedi e vuole un Parlamento più coinvolto. Tensioni nell‘esecutivo sul documento della maggioranza, oggi nuovo vertice prima del discorso di Draghi in aula”.

E sul caos a 5Stelle Francesco Merlo in prima pagina sul quotidiano romano scrive: “Fico e Di Maio, un amore finito. Torna il vaffa ma gli ex squinternati d’assalto ora si mandano a quel paese tra loro”.

Armi a Kiev, l’altolà di Draghi” titola La Stampa che aggiunge i retroscena: “Braccio di ferro nella notte tra il premier e i 5 stelle sul testo della risoluzione, oggi il voto al Senato” e “Se ora superMario è stanco di mediare”. 

Caustico come al solito il Fatto Quotidiano: “Le nostre armi: suicidio assistito per l’Ucraina. Più ne inviamo, più i russi avanzano. Ma Draghi non vuole il voto alle Camere”. Anche il giornale di Travaglio è costretto a dare notizia sulle guerre interne ai 5Stelle: “Il Movimento sfiducia di Maio: “ci scredita”. E lui raccoglie truppe per andarsene, Conte e Grillo fra due mandati e deroghe”.

Il Giornale spara a zero contro i grillini: “Il bluff dei cinque stelle, guerra e faide interne. I Grillini calano la maschera e alla fine cedono anche sulle armi all’Ucraina, era solo una messa in scena. Di Maio stupito dagli attacchi: “non replico più”. Zelensky chiede all’Italia altri aiuti militari e finanziari”.

E il direttore Augusto Minzolini scrive: “Una volta nella prima Repubblica, se c’era un argomento su cui non si scherzava, per non esporsi a figuracce internazionali, era la politica estera. Nella terza Repubblica caratterizzata dall’approdo dei grillini in Parlamento anche questa abitudine è andata in gloria”.

Perentorio Libero Quotidiano che prende la palla al balzo e titola: “Buffonata alla Camera sulle armi (a salve), i Grillini giocano ai soldatini”.

Mozione d’ordine titola il Manifesto: “Al quarto mese di guerra Draghi si presenta al Senato ma è scontro nella maggioranza sulla risoluzione, il governo non accetta l’impegno a passare in parlamento prima delle decisioni importanti sull’Ucraina. “Non ci facciamo commissariare” è l’incredibile motivazione. 5stelle impantanati sul caso di Maio”.

“Conte voleva spaventare Draghi e invece spacca i suoi 5 Stelle” titola il Domani in prima pagina.

In taglio basso sul Corsera, l’amarezza del governatore siciliano Nello Musumeci che dopo gli attacchi degli alleati rinuncia a (ri)candidarsi: “tolgo il disturbo”.

La guerra senza fine (e senza fini)

Mosca adesso minaccia anche la Lituania: “Via il blocco a Kaliningrad o interveniamo” (La Repubblica).

Il CoVid sparito (ma solo dai giornali)

In prima pagina sul Corriere Alberto Mantovani avverte: “Omicron, rischiamo più casi di Long CoVid, unica difesa: la vaccinazione”.

Tutta l’economia che serve 

In taglio medio sul Corsera la foto del Po in secca: “Emergenza siccità, le ipotesi: stop alle piscine, solo usi primari”.

Il Messaggero sceglie di aprire sul tema: “Siccità, primi razionamenti” è il titolo di prima pagina, “Acqua contesa tra regioni, no della Val d’Aosta al Piemonte. Scattano le limitazioni in casa. Domani conferenza dei governatori che chiedono a Palazzo Chigi lo stato di emergenza”. Notizia in taglio basso: “Annuncio easyJet: pochi piloti e hostess, tagliati i voli estivi, vacanze a ostacoli”

Sulla prima di Repubblica, di spalla, Tito Boeri e Roberto Perotti scrivono dei “Limiti della Bce, non illudiamoci troppo sullo scudo anti-spread: in questi giorni i mercati si sono dimostrati per un verso troppo ottimisti sul debito pubblico italiano e per un altro troppo pessimisti”. E sempre sul quotidiano romano in prima la notizia della “Mossa di Bruxelles: un tetto al prezzo del gas russo”. 

È ottimista invece Milano Finanza: “Bce accelera sullo scudo, entro un mese lo strumento per domare gli spread, rete di protezione pronta per il 21 luglio”. 

La Stampa di spalla racconta le tre emergenze di questo inizio estate: “1) Siccità: Penisola senz’acqua, le regioni chiedono la calamità naturale. 2) Energia: razionamenti del gas, i dubbi di Cingolani, tetti ai prezzi, si tratta. 3) Trasporti: aeroporti nel caos, i voli delle vacanze senza piloti e servizi”.

Il Sole-24 Ore apre sui mercati: “Piazza Affari, tornano le quotazioni. La transizione verde stimola l’appetito degli investitori e accelera l’approdo ai listini. Una fiammata da 10 miliardi per un’estate movimentata per la Borsa di Milano”.

Il quotidiano della Confindustria pubblica pure la foto del suo presidente Carlo Bonomi volato a Kiev per incontrare Zelensky: “Firmato un accordo per la ricostruzione”. Sullo stesso tema grande foto-notizia in prima pagina sul Messaggero: “Bonomi a Kiev per la ricostruzione, la maggioranza divisa sulle armi”. 

Sempre il Sole-24 Ore di spalla invece scrive di evasione fiscale: “Frodi su bonus, aiuti e fondo perduto: fisco a caccia di 14,8 miliardi. Via libera dell’Agenzia delle entrate alla circolare con le linee guida sui controlli per il 2022”. E la Guardia di Finanza punterà sul digitale, illeciti virtuali e internazionali”. 

Anche Libero in taglio medio scrive dei controlli ma in chiave critica: “Covid: dopo il bonus arriva la finanza. La nuova strategia delle Entrate, controlli a tappeto su chi ha ricevuto aiuti”.

In prima pagina sulla Verità un resoconto sulla delega fiscale: “Ora persino il relatore lo ammette: il nuovo catasto può colpire la casa. La legge delega di riforma del fisco è pronta, manca solo il voto dell’aula”.

Su Verità&Affari il pezzo d’apertura del direttore Franco Bechis è sull’energia e i razionamenti: “Gas, due ore di buio la notte. La nuova austerity scatterà se Putin ridurrà ancora le forniture. Pronto il piano di emergenza, luci spente in città dalle 4 alle 6, stop a molte fabbriche”.

Se Roma piange Parigi non ride 

In Francia intanto l’Eliseo è in difficoltà dopo le elezioni: “Macron costretto a cercare alleati convoca i partiti” (Corriere della Sera). “Rivoluzione francese, Macron sotto assedio, Le Pen e Mélenchon: sfiducia al governo” (La Stampa). E sul giornale torinese Michela Marzano scrive: “lo Zeus dell’Eliseo caduto dall’Olimpo”.

Boom di Le Pen in Francia. Macron sconfitto ora deve trattare con la nemica” (Il Giornale).

Per chi ha tempo (gli editoriali da leggere)

“Il 22 giugno 1986 sopra le stadio Azteca di Città del Messico il cielo sereno risplende di un nitido azzurro: all’improvviso Diego Armando Maradona riceve palla da un compagno della sua metà campo girandosi se stesso si libera di tre avversari e comincia la cavalcata (“Euro Bond e debito, la teoria Maradona” Guido Maria Brera su La Stampa)

“Il Giappone è il paese che più assomiglia all’Italia per sviluppo industriale e contemporanea carenza di fonti energetiche. Consuma e importa, non avendo produzione interna, in media 80 miliardi di metri cubi l’anno di Gnl, perché di tubi, per ragioni geografiche, non ne ha” (“Disperato bisogno di nuovi rigassificatori” Davide Tabarelli sul Sole-24 ore).