obesità

L’obesità rappresenta una delle sfide più critiche per i sistemi sanitari pubblici, ed è per questo che il G7 deve urgentemente includerla nella propria agenda, per poi discuterne possibili soluzioni nel prossimo incontro dei Ministri della Salute, in ottobre. 

La Fao ci dice che, a oggi, più di un miliardo di persone nel mondo vivono in condizioni di obesità, inclusi 159 milioni di bambini e adolescenti e 879 milioni di adulti. In Europa, il 59% degli adulti e quasi un bambino su tre è in sovrappeso o obeso. Il sovrappeso è numericamente più allarmante dell’obesità perché coinvolge molti più individui e viene costantemente sottovalutato. Siamo di fronte quindi a una sindemia negletta, le cui tendenze, se non verranno invertite, porteranno ad avere oltre la metà della popolazione mondiale sarà obesa o in sovrappeso, entro il 2035, con un costo economico globale stimato in 4,32 trilioni di dollari. Entro il 2030, per la prima volta nella storia dell’umanità, le aspettative di vita potrebbero accorciarsi invece che allungarsi, proprio a causa dell’obesità. 

Qual è l’impatto economico dell’obesità

L’impatto economico dell’obesità è enorme. La spesa sanitaria associata a trattamenti per malattie correlate all’obesità, come il diabete di tipo 2 e le malattie cardiovascolari, è cresciuta esponenzialmente. Inoltre, l’obesità contribuisce a una ridotta produttività e a un aumento delle assenze dal lavoro, influenzando negativamente le economie nazionali. Questo fenomeno è particolarmente grave nei paesi a basso e medio reddito, dove le risorse per affrontare l’emergenza sono limitate.

L’obesità non è solo il risultato di una dieta eccessivamente calorica e non è certamente la conseguenza di alcuni nutrienti. “È la dose che fa il veleno”, diceva Paracelso. Tanto meno si limita a essere una questione estetica. È il prodotto di un mix complesso di fattori: alimentazione e stile di vita, qualità del sonno, stato emotivo, condizioni socio-economiche, fattori genetici e metabolici. Stiamo parlando di una delle principali cause indirette di mortalità a livello mondiale, con effetti devastanti sulla salute mentale e fisica, nonché sulle relazioni sociali e la produttività economica.

Pertanto, le misure per combatterla devono essere personalizzate e basate su un approccio multidisciplinare che consideri le specifiche necessità e circostanze di ciascun individuo.

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Come risolvere il problema

Le politiche attuate fino a oggi, come l’etichettatura nutrizionale front-of-pack, il Nutriscore per intenderci, le stelline impiegate in Australia, o i macabri bollini neri usati in Cile, non hanno raggiunto i risultati promessi. Si tratta, al contrario, di strumenti superficiali, che non stimolano una consapevolezza critica nei cittadini, né promuovono una conoscenza approfondita delle scelte alimentari. È urgente rivedere questi approcci, spostando l’attenzione da soluzioni generalizzate a interventi di prevenzione e trattamento più mirati e individualizzati.

Fortunatamente, l’evoluzione tecnologica offre nuove opportunità per affrontare l’obesità in modo più efficace. Lo sviluppo dell’Internet of Things, dell’Intelligenza artificiale, della fisica quantistica e della medicina personalizzata ci fornisce gli strumenti indispensabili per implementare soluzioni su misura. Questi progressi ci permettono di combattere l’epidemia silenziosa dell’obesità con maggiore precisione ed efficacia.

Affrontare l’obesità è in linea con gli obiettivi etici del G7, in quanto riguarda il benessere individuale e sociale dei cittadini, ha implicazioni economiche significative e impatta anche l’ambiente, attraverso la produzione eccessiva di calorie. Il G7 ha il dovere di prendere una posizione decisa su questa questione, promuovendo politiche innovative e multidisciplinari che possano realmente fare la differenza.

Solo attraverso un impegno congiunto e l’adozione di strategie avanzate e personalizzate, sarà possibile affrontare efficacemente questa sindemia, migliorando la salute pubblica e contribuendo a una società più sana e produttiva.