Dal 15 febbraio obbligo del Super Green Pass per andare al lavoro, in banca, alle poste e per accedere ai servizi alla persona

Se hai 50 anni compiuti, dal prossimo 15 febbraio ti servirà il Green Pass rafforzato (con i cicli vaccinali completi cioè, oppure immunizzati o guariti dal Covid) per poter accedere a tuo luogo di lavoro, pubblico o privato che sia. E da quella stessa data ti servirà un Green Pass ma in questo caso ordinario (cioè un semplice tampone negativo temporaneo) per andare in banca, all’ufficio postale o anche dal parrucchiere.

Salvini cede su superpass al lavoro per avere ordinario in negozio

Sono i due punti-chiave del decreto-legge che ieri il Consiglio dei Ministri ha approvato per tentare di dare una stretta aldilagare dei contagi – ieri il conteggio dei Covid+ è arrivato a 189.109, record dall’inizio dell’emergenza pandemica – ma l’unanimità del voto sul provvedimento non deve ingannare: la seduta non è stata affatto serena. La maggioranza che sostiene il governo Draghi si era spaccata già durante la giornata con due schieramenti su linee opposte: Pd, Forza Italia, Italia Viva e il ministro della Salute Roberto Speranza decisi a estendere l’obbligo vaccinale a tutti i lavoratori e il vecchio ticket del governo Conte I Lega-5Stelle contrario. Le tensioni si sono acuite quando hanno iniziato a circolare le voci sul contenuto della bozza del Dl che sarebbe finito sul tavolo del CdM. Nel testo originario era prevista infatti l’introduzione dell’obbligo del super pass per accedere ai servizi o entrare nei negozi. Ma la Lega si è opposta e, dopo aver minacciato l’astensione, ha accettato la linea rigida di Draghi sull’obbligo vaccinale per i lavoratori over 50 in cambio della modifica della norma prevista dalla bozza: per andare in banca, dal parrucchiere o alle Poste basterà il pass base. Il testo che alla fine è stato approvato mira a “rallentare la curva di crescita dei contagi relativi alla pandemia e a fornire maggiore protezione a quelle categorie che sono più esposte e che sono a maggior rischio di ospedalizzazione”, si legge.

No Vax sempre più limitati 

Ancora una volta c’è voluta tutta la capacità di mediazione di Mario Draghi per portare a casa il (mezzo) risultato con l’obbligo vaccinale circoscritto agli over 50 (anche se secondo il premier non sarebbe un «compromesso politico», ma il range necessario a «ridurre le ospedalizzazioni», visto che sono proprio quelle le classi di età più ricorrenti nelle terapie intensive e nei reparti Covid). In compenso, come detto, ha dovuto cedere sull’accesso ai servizi alla persona –parrucchieri ed estetisti – e agli uffici pubblici, servizi bancari, postali e finanziari, nei centri commerciali e nei negozi, per i quali basterà il green pass base (ottenibile anche con tampone) e non quello rafforzato. I no-vax dal 15 febbraio in sostanza potranno andare liberamente solo in farmacia o al supermercato.

Chi è senza pass rafforzato paga e sta fermo un giro 

Appena il decreto sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale, scatterà l’obbligo del vaccino fino al 15 giugno per tutti coloro che hanno compiuto 50 anni o che li compiranno entro quella data, con l’esenzione solo per chi ha un certificato medico. Chi è guarito, invece, dovrà vaccinarsi obbligatoriamente dopo 6 mesi. Per chi dovesse decidere comunque di non immunizzarsi è prevista una sanzione di 100 euro, anche questa una scelta introdotta in Cdm che nella bozza non eraindicata. Per i cinquantenni scatta anche un altro intervento: dal 15 febbraio si potrà andare al lavoro solo con il super green pass. Una misura che vale sia per il privato e il pubblico, compreso chi lavora in ambito giudiziario e i magistrati. La norma non si applica invece per gli avvocati difensori, i testimoni e le parti del processo. Le verifiche spetteranno ai datori di lavoro e chi non ha il superpass sarà assente ingiustificato fino alla presentazione della certificazione, “con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro e senza conseguenze disciplinari”, ma con la sospensione dello stipendio e di qualunque “altro compenso o emolumento comunque denominato”. Le imprese potranno però sostituire chi non ha il pass rafforzato. In questo caso sono previste sanzioni: chi entra in un luogo di lavoro e non ha il super pass incorre in una sanzione erogata dal prefetto che va da 600 a 1.500 euro.

Smart working e casi Covid a scuola

Il Consiglio dei ministri è stato informato dal Ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta che è stata adottata d’intesa con il ministro del Lavoro una circolare rivolta alle Pubbliche amministrazioni e alle imprese private per raccomandare il massimo utilizzo, nelle prossime settimane, della flessibilità prevista dagli accordi contrattuali in tema di lavoro agile. Con il decreto il governo modifica anche la gestione dei casi covid a scuola. In quelle dell’infanzia, con un positivo si va in quarantena per 10 giorni mentre alle elementari, con un caso si applica la sorveglianza con test al primo e dopo cinque giorni mentre con 2 casi si resta a casa per 10 giorni. In medie e superiori, invece, con un caso si resta in classe (con l’autosorveglianza e l’utilizzo della Ffp2) mentre con 2 casi vanno in Dad per 10 giorni solo i non vaccinati e chi è guarito o vaccinato da più di quattro mesi senza aver fatto il booster. Con tre positivi, invece, tutta la classe è a casa per 10 giorni.