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La febbre per il ritorno degli Oasis passa anche da una piccola sequenza di caratteri: il codice necessario per tentare di acquistare uno dei biglietti delle tre date romane. Un meccanismo pensato per governare una domanda che si annuncia molto superiore all’offerta, ma che rischia di alimentare anche un mercato parallelo fatto di codici rivenduti, messaggi contraffatti e tentativi di frode. Con l’avvicinarsi dell’apertura delle vendite, l’attenzione si sposta così dalla musica alla sicurezza degli acquisti, mentre ai fan viene raccomandato di controllare con particolare cura provenienza e autenticità delle comunicazioni ricevute.

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La corsa al codice e il limite dei biglietti

Da oggi e fino a domenica 27 settembre, secondo le informazioni diffuse dallo staff della band gli iscritti alla mailing list degli Oasis possono ricevere il codice univoco che consente di accedere alla procedura di acquisto per i concerti di Roma. Ottenere il codice, tuttavia, non equivale ad avere un biglietto assicurato: la disponibilità limitata rispetto alla platea potenziale dei fan significa che una parte degli utenti potrebbe comunque restare esclusa.

Quando la scarsità alimenta il mercato parallelo

È proprio il divario tra una domanda elevatissima e un’offerta necessariamente circoscritta a creare le condizioni economiche per la proliferazione delle frodi. La possibilità di accedere alla vendita assume infatti un valore percepito autonomo e può trasformare persino il codice in una merce impropria. Lo staff degli Oasis ha precisato che il codice personale non può essere venduto, invitando i fan a diffidare soprattutto delle proposte che dovessero continuare a circolare dopo la scadenza del 27 settembre.

False email e tentativi di truffa

Un altro fronte riguarda le comunicazioni inviate agli utenti. Secondo quanto indicato nel comunicato richiamato dal Tg1, i messaggi ufficiali relativi all’iniziativa arrivano dall’indirizzo oasis@openstageit.com: comunicazioni provenienti da mittenti differenti non devono quindi essere considerate automaticamente autentiche. In una fase caratterizzata da forte pressione all’acquisto, email contraffatte e messaggi costruiti per sembrare ufficiali possono sfruttare proprio il timore dei fan di perdere l’occasione di comprare un biglietto.

L’allarme del Codacons e i precedenti

Sul rischio di frodi è intervenuto anche il Codacons, che invita i consumatori alla massima prudenza. Il fenomeno, del resto, non nasce con gli Oasis: situazioni analoghe sono state segnalate in occasione di altri concerti capaci di generare una domanda particolarmente elevata, tra cui quelli di Vasco Rossi e Ultimo. La combinazione tra grandi eventi, disponibilità contingentata e velocità richiesta nelle procedure online continua così a rappresentare un terreno favorevole per chi tenta di intercettare il denaro dei fan attraverso canali non ufficiali.

Un business in cui la fiducia diventa decisiva

Dietro la corsa ai biglietti emerge così una questione che riguarda più in generale l’economia dei grandi eventi musicali. Quando migliaia di consumatori competono contemporaneamente per una quantità limitata di posti, la scarsità dell’offerta aumenta non soltanto il valore del biglietto, ma anche quello attribuito a qualsiasi strumento che sembri facilitarne l’acquisto. Per questo, accanto ai sistemi di prevendita e controllo degli accessi, diventa centrale la tutela del consumatore: verificare mittente, canale di vendita e condizioni ufficiali può fare la differenza tra l’acquisto di un concerto molto atteso e una truffa costruita sulla sua popolarità.