Nvidia ha chiuso il secondo trimestre con risultati superiori alle attese degli analisti. L’utile netto è salito del 59% a 25,78 miliardi di dollari (1,05 dollari per azione), contro i 16,6 miliardi dello stesso periodo del 2024. I ricavi hanno raggiunto i 46,74 miliardi (+56%), superando i 46 miliardi attesi dal mercato.
A sostenere i conti è stato soprattutto il business dei data center, con ricavi in crescita del 56% a 41,1 miliardi di dollari. La società ha inoltre annunciato un nuovo programma di riacquisto di azioni proprie da 60 miliardi di dollari.
Per il terzo trimestre Nvidia prevede ricavi per 54 miliardi di dollari, “più o meno il 2%”: una stima in linea con le attese medie degli analisti, ma che ha comunque portato a un calo del titolo a Wall Street (-3,43%). Alcuni operatori sottolineano che le previsioni non includono le vendite in Cina, aprendo alla possibilità di margini di crescita ulteriori.
Sul fronte internazionale, la società ha comunicato di aver raggiunto un accordo con Washington per versare al governo statunitense il 15% dei ricavi realizzati in Cina attraverso la vendita di chip per l’intelligenza artificiale. In cambio, ha ottenuto la licenza all’export verso il Paese. Nel trimestre non sono stati venduti chip H20 in Cina, mentre è stata registrata la vendita di inventario H20 a un cliente estero.
Il contesto competitivo resta in evoluzione. Intel, storico concorrente di Nvidia, ha visto l’ingresso del governo statunitense nel capitale con una quota del 10% (8,9 miliardi di dollari). Parallelamente, la società si prepara a un piano di riduzione del personale di oltre il 20%. L’andamento di Nvidia si inserisce nel dibattito più ampio sul mercato dei semiconduttori e sulla crescita legata all’intelligenza artificiale, settore al centro di valutazioni sia industriali sia geopolitiche.















