Anthropic accelera ancora nella corsa alla potenza di calcolo. La società che sviluppa Claude avrebbe raggiunto un accordo da 35 miliardi di dollari con Lambda, operatore cloud sostenuto da Nvidia, per assicurarsi nuova capacità destinata all’intelligenza artificiale. Una mossa che fotografa la nuova geografia dell’AI: non basta sviluppare modelli sempre più sofisticati, serve garantirsi data center, energia e processori su una scala fino a pochi anni fa difficilmente immaginabile. E, dietro molte di queste operazioni, continua a emergere il ruolo sempre più centrale di Nvidia.
Il maxi accordo con Lambda
L’intesa riguarderebbe infrastrutture collegate a un data center in costruzione nella contea di Nueces, in Texas, sviluppato da Hut 8 e con una capacità di circa 350 megawatt. Lambda metterebbe a disposizione di Anthropic la potenza di calcolo necessaria a sostenere l’espansione dei suoi servizi, mentre Nvidia resta un attore determinante sia sul fronte dei chip sia nella struttura dell’operazione. Il contratto da 35 miliardi conferma quanto il controllo della capacità computazionale sia diventato un vantaggio competitivo decisivo per i grandi laboratori di intelligenza artificiale. Le società coinvolte non hanno commentato pubblicamente i termini riportati.
Anthropic mette il turbo sugli investimenti
L’accordo con Lambda arriva dopo una serie di impegni che stanno trasformando Anthropic in uno dei maggiori acquirenti mondiali di infrastrutture AI. La società ha concordato circa 45 miliardi di dollari di capacità con Nscale in West Virginia nell’arco di sei anni, per circa 460 megawatt, mentre nel 2025 aveva annunciato un investimento da 50 miliardi con Fluidstack per realizzare infrastrutture negli Stati Uniti. Con SpaceX, invece, gli accordi prevedono pagamenti fino a 1,25 miliardi al mese per capacità nei cluster Colossus e Colossus II, con possibilità di recesso a 90 giorni: per questo un valore complessivo pluriennale non va considerato un esborso certo.
Nvidia al centro dell’ecosistema della potenza di calcolo
La partita riguarda però anche Nvidia. Il gruppo guidato da Jensen Huang non è soltanto il principale fornitore dei processori utilizzati per addestrare e far funzionare i modelli generativi: attraverso investimenti, partnership e sostegno all’espansione dei nuovi operatori cloud contribuisce a costruire un ecosistema nel quale una maggiore disponibilità di infrastrutture può tradursi in una domanda crescente dei suoi acceleratori AI. Lambda è uno degli esempi più evidenti: Nvidia figura tra i suoi investitori e la società è un partner qualificato del produttore di chip. Il risultato è una filiera sempre più integrata tra capitali, data center e GPU, nella quale Nvidia occupa una posizione strategica lungo diversi anelli della catena.
Lambda prepara il salto di scala
Anche Lambda sta raccogliendo capitali per sostenere una crescita che richiede investimenti enormi. La società è stata indicata nelle scorse settimane come interessata a raccogliere fino a 3 miliardi di dollari in vista di una possibile fase pre-Ipo, mentre nel novembre 2025 aveva chiuso un round Series E superiore a 1,5 miliardi. Nello stesso mese aveva annunciato un accordo plurimiliardario con Microsoft per realizzare infrastrutture dotate di decine di migliaia di GPU Nvidia. È il modello delle cosiddette neocloud: operatori specializzati che stanno cercando di ritagliarsi uno spazio tra i colossi tradizionali proprio mentre la scarsità di potenza di calcolo rende la capacità disponibile un asset sempre più prezioso.













