Fondirigenti

di Maria Lara Bernardi

«Oggi un manager deve avere una visione globale del mercato in cui l’azienda opera, così come del suo contesto ambientale e sociale, e per fare questo serve una preparazione adeguata, puntando sul ruolo attivo della formazione, come vero e proprio fattore abilitante delle principali scelte strategiche delle imprese. Fondirigenti si pone al centro di questo processo, con un originale mix di servizi, frutto di una logica circolare fatta di analisi dei trend in atto, di strumenti e risorse rivolte alle imprese». Così Marco Bodini, presidente di Fondirigenti, spiega l’impegno del fondo interprofessionale leader in Italia per la formazione continua del management, promosso da Confindustria e Federmanager.

L’emergenza ha sensibilmente modificato l’organizzazione del lavoro nelle imprese. Come si riconfigura il ruolo del manager in questa fase?
In un momento di grandi trasformazioni e di difficili tensioni internazionali, la fase attuale, per nei suoi elementi di incertezza, può rappresentare una grande occasione per il nostro sistema produttivo, anche grazie alle risorse del PNRR, che rappresentano un’opportunità irrinunciabile di sviluppo.  È necessario però individuare strumenti concreti per accompagnare i manager in questa transizione.

Le priorità più urgenti riguardano il rafforzamento di competenze nell’innovazione organizzativa e tecnologica, l’attenzione all’impatto ambientale dei processi produttivi, la transizione digitale. Altrettanto importante è promuovere quello che viene definito l‘ecosistema dell’innovazione, attraverso la collaborazione con università e centri di ricerca, sviluppando in maniera coerente il concetto di filiera, mettendo a sistema piccole, medie e grandi imprese.

Quali competenze sono necessarie? Come si è mossa Fondirigenti?
Nel quadro dell’Anno Europeo delle Competenze, abbiamo voluto dedicare l’Avviso 1/2023 all’obiettivo di creare tra manager e imprese un contesto favorevole all’apprendimento come elemento chiave di successo e competitività. I risultati ci hanno dato ragione, evidenziando forte coinvolgimento e partecipazione, soprattutto da parte delle Pmi (anche nel Mezzogiorno) per le quali erano previste specifiche premialità, rivolte anche alle iniziative aggregate per filiere e settori. A fronte degli 8 milioni di euro messi a disposizione, abbiamo ricevuto richieste pari a quasi 12 milioni di euro, superiori del 48% rispetto allo stanziamento. Innovazione, Sostenibilità e Resilienza sono le tre “parole chiave” su cui abbiamo focalizzato questo Avviso. Ed è proprio sul tema della resilienza che si sono maggiormente concentrati i piani delle imprese (48%), in termini di cambiamenti organizzativi (passaggio generazionale, active ageing, attrazione e gestione talenti) anche per contrastare il fenomeno della Great Resignation che ha colpito molti Paesi dopo l’emergenza. Per l’area Innovazione il tema di maggiore interesse è stato quello della digitalizzazione dei processi produttivi, logistici, di vendita (17%). L’ambito della Sostenibilità ha visto piani rivolti principalmente all’ambiente (12%) con un focus sull’energia e sulla riduzione dei consumi. Le proposte formative saranno ora esaminate da una commissione di esperti, per stilare la graduatoria degli interventi ammessi al finanziamento, che sarà pubblicata entro il 10 ottobre.

Parlando più nello specifico di innovazione, di quali strumenti oggi imprese e i dirigenti non possono fare a meno?
I numeri dimostrano con chiarezza che sono sempre di più le imprese che affrontano il cambiamento partendo proprio dalle skills manageriali. Le innovazioni coinvolgono l’impresa nel suo complesso e toccano tutti gli aspetti, dalla produzione, con l’aumentato ricorso alle tecnologie 4.0 e l’automazione, alla finanza, per una revisione delle modalità di accesso alle risorse; alla pianificazione commerciale, in un’ottica di recupero o ampliamento delle proprie quote di mercato. L’emergenza ha semplicemente accelerato processi già in corso, per i quali servono adeguate competenze.

Su quali direttive si svilupperà la vostra azione nel medio periodo?
La formazione rappresenta un fattore cruciale per trasformare le difficoltà di questa fase in opportunità di crescita e investimento.  Il nostro impegno in questi anni è stato volto a cercare di misurarne l’effettivo impatto in termini di produttività per dimostrare, dati alla mano, quanto investire in competenze conviene: e su questo versante il nostro impegno continuerà. Sul versante dei contenuti, digitalizzazione, sostenibilità e resilienza continueranno a rappresentare gli ambiti di attenzione più richiesti nell’immediato futuro. Come è noto, rispetto alla diffusione di tecnologie e competenze digitali, l’Italia si trova fra gli ultimi posti nella classifica europea, in venticinquesima posizione su 28 stati dell’Ue, secondo gli indicatori del Digital Economy and Society Index 2020 (Desi 2020). È evidente quindi che la trasformazione digitale rappresenta uno degli ambiti principali di investimento formativo, che presidieremo con maggiore attenzione.  Dal canto suo, l’attenzione ai temi della sostenibilità, ambientale e sociale, dal Green Deal alla transizione ecologica, richiede alle imprese di aggiornare competenze e processi, anche in risposta alle richieste del mercato e dei consumatori, e continuerà a crescere nell’immediato futuro. Infine, il contesto interno ed internazionale porrà sempre più enfasi sul grande tema della resilienza, che riguarda le capacità dei manager di gestire le innovazioni e i cambiamenti organizzativi in cui sempre più imprese sono impegnate, con una significativa ridefinizione di processi, ruoli, posizioni. Sono numerose, insomma, le sfide a cui sono chiamati i manager italiani nell’immediato futuro: Fondirigenti intende farsi trovare pronto per affiancarli.