energia nucleare

Il nucleare torna al centro della strategia energetica italiana con un passaggio parlamentare destinato ad aprire una nuova fase soprattutto sul terreno industriale, regolatorio e degli investimenti. Il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge delega sull’energia nucleare sostenibile con 81 voti favorevoli, 51 contrari e 7 astenuti. Il provvedimento, già approvato dalla Camera il 4 giugno, affida ora al Governo il compito di costruire entro dodici mesi il quadro normativo necessario per disciplinare l’intero ciclo dell’atomo, dalla produzione alla gestione dei rifiuti.

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Un anno per costruire le nuove regole

Il cuore della legge è la delega al Governo, che dovrà essere esercitata attraverso uno o più decreti legislativi entro dodici mesi dall’entrata in vigore. Il perimetro è ampio: comprende produzione e utilizzo dell’energia nucleare sostenibile, fabbricazione e riprocessamento del combustibile, disattivazione degli impianti, gestione dei rifiuti radioattivi e ricerca sulla fusione nucleare. Il testo inserisce queste misure nel quadro degli obiettivi europei di decarbonizzazione al 2050 e indica tra le finalità sicurezza energetica, contenimento dei costi e competitività del sistema produttivo.

Smr e Amr, la scommessa sulla nuova generazione

Un capitolo centrale riguarda le tecnologie modulari e avanzate, con particolare attenzione agli Small Modular Reactorse agli Advanced Modular Reactors. Il testo parlamentare prevede infatti che la futura disciplina individui le tipologie di impianti autorizzabili, comprese le soluzioni modulari e avanzate, valorizzando ove possibile le filiere nazionali ed europee. Per l’industria italiana la portata economica dipenderà quindi dalle scelte che saranno compiute nei decreti attuativi, dalle tecnologie effettivamente disponibili e dal modello di investimenti che verrà definito.

Dalla produzione alle scorie: una filiera da regolamentare

La delega non riguarda soltanto la costruzione di nuovi impianti. Il Governo dovrà disciplinare anche combustibile nucleare, stoccaggio temporaneo, smaltimento definitivo dei rifiuti radioattivi e gestione del combustibile esaurito, oltre alla disattivazione delle installazioni esistenti. È un passaggio rilevante anche sul piano economico, perché allarga il perimetro della futura filiera a progettazione, ingegneria, componentistica, servizi tecnologici, gestione dei siti e decommissioning, con procedure autorizzative che faranno capo al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica.

La partita economica si sposta sui decreti attuativi

Il voto del Senato chiude quindi l’iter della legge delega, ma apre la fase nella quale dovranno essere definiti gli elementi più concreti del nuovo quadro nucleare. Saranno i decreti legislativi a stabilire procedure, autorizzazioni, controlli e regole operative, determinando anche le condizioni entro cui potranno muoversi imprese e investitori. Per valutare dimensione degli investimenti, tempi di realizzazione e ricadute sui prezzi dell’energia bisognerà attendere queste norme: al momento la legge costruisce soprattutto la cornice regolatoria entro cui potranno svilupparsi le successive scelte industriali.